World Press Photo: tutta la storia in un click

In esposizione gli scatti premiati, per un giornalismo senza censura

di Francesca Tommasi

Pubblicato lunedi, 16 maggio 2011

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Riccardo Venturi, Contrasto. Prot-au-Prince, Haiti

Davide Monteleone, Contrasto, per The New York Times Style Magazine
Il World Press Photo, istituito nel 1955, è uno dei più importanti riconoscimenti assegnati per il fotogiornalismo. La fondazione opera per promuovere non solo la prospettiva artistica degli scatti in gara, maè attiva anche nei paesi emergenti e del terzo mondo con l’intento di contribuire allo sviluppo di società più democratiche e rispettose dei diritti d’informazione.

Quest’anno le opere vincitrici verranno esposte in circa 100 città di quarantacinque diversi Paesi, tra queste anche Milano, grazie al disponibilità della Galleria Carla Sozzani. La rassegna fotografica esibisce le immagini premiate per il 2010, per una mostra d’eccezione volta ad immortalare i momenti più significativi dell’anno.

Le opere spaziano dall’attualità al settore della moda, fino ad illustrare scatti sportivi e naturalistici. Ma è la cronaca ad attrarre lo sguardo per carica e immediatezza espressive.

Ecco, tutta la storia in un click, basta un fotogramma per registrare tutte le ingiurie, i soprusi, le calamità che hanno sconvolto il panorama mondiale. La rassegna fotografica è la prova di quanto sia potente e incisiva l’immagine.


Jodie Bibier, ritratto di Bibi Aisha
Ad aggiudicarsi il riconoscimento come “Foto dell’anno 2010” e “Portraits Singles” è stato il ritratto di Bibi Aisha della fotografa sudafricana Jodi Bibier. La fotografia, scattata per il “Time” lo scorso agosto, mostra una giovane donna afgana di 18 anni orrendamente sfigurata per il tentativo di sfuggire ai maltrattamenti del marito.


Wolfram Hahn, ritratto moderno
Dobbiamo vedere questo per essere smossi, per provare disgusto nei confronti di quello che già sappiamo. Non mancano i fiumi d’inchiostro versati per denunciare gli abusi che emergono attraverso il volto di questa donna, tante le inchieste, le urla dei media e i silenzi delle donne che hanno sopportato col capo chino. Eppure dovevamo vedere. Perché si può tentare di chiudere gli occhi davanti allo scempio e all’orrore, però rimane nell’uomo quella attrazione morbosa che spinge a spiare attraverso le dita e a guardare.

Il presidente di giuria David Burnett ha commentato la scelta dicendo: «Questa potrebbe diventare una di quelle fotografie di cui si parla dicendo “ti ricordi quella foto…di quella ragazza…” e tu sai esattamente a quale ci si sta riferendo».

Questo è l’unico modo per non dimenticare, questa è la potenza delle immagini, la violenza del fotogiornalismo.


WORLD PRESS PHOTO

Fotografia e giornalismo: le immagini premiate nel 2011
 
Dal 5 al 29 maggio 2011
Galleria Sozzani
Corso Como 10, Milano
Tag:  World Press Photo, Galleria Carla Sozzani, Bibi Aisha, Jodi Bibier, Time, Foto dell’anno 2010, David Burnett

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