"Figlie del Tibet"

Viaggio nell'unico monastero tibetano per sole donne

di Valentina Paternoster

Pubblicato martedi, 21 settembre 2010

Rating: 4.5 Voti: 8
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"Figlie del Tibet" è un docu-film pluripremiato in grado di rappresentare i suoni, i colori, le atmosfere del lontano Tibet.
Terra al centro delle attenzioni internazionali grazie alla figura carismastica del Dalai Lama e in perenne fioritura culturale, è terra invisa alla Cina, che le ha periodicamente dichiarato guerra: nessun riconoscimento al popolo della regione, nessuna minima indipendenza dallo stato centrale, e ora anche la promozione del territorio impervio tra i cinesi migranti pluripremiati dallo stato qualora decidano di trasferirsi tra le impervie montagne e aprire un'attività. Una lenta invasione, ora armata ora pacifica, tesa a seppellire un popolo.
Eppure il Tibet cresce e questo documentario sulla nascita e la fioritura di questo monastero buddhista femminile ne è la dimostrazione. Kala Rongo, questo il nome della località, è stato fortemente voluto da Lama Norlha Rinpoche nel 1990. Le donne qui possono studiare, meditare, cantare, fare vita comunicaria oppure vivere in solitudine, con l'obiettivo di liberarsi dall'attaccamento alle cose e riconoscere l'inconsistenza e la fugacità della vita.

Le donne del Tibet muoiono qui più che in altre parti del mondo di parto. Lavorano i campi, fanno i pastori, tessono, preparano formaggi e burro con il latte degli yak, si occupano dei membri anziani della famiglia. Gli uomini vanno nei villaggi vicini a vendere i prodotti, lana e cotone su tutti.
Le donne che entrano a Kala Rongo imparano a leggere e scrivere, possono frequentare la Shedra, accademia di studi di filosofia e tradizioni buddhiste, affinare le proprie conoscenza di matematica per la buona amministrazione del monastero. Le monache sono le prime vere donne libere e istruite del Tibet, trainano le fila di un cambiamento che lentamente anche la popolazione sta accettando e comprendendo: la necessità della parità tra uomo e donna. Gli strumenti? L'istruzione, la collaborazione, la spartizione equa dei compiti nella vita privata e pubblica.

Le monache stanno attuando la loro piccola grande rivoluzione quotidiana, in nome della libertà personale e sociale, distaccandosi dalla materialità delle cose e vivendo pienamente la propria vita. E "libertà" è la parola che più ricorre nelle parole delle monache, testimoni in prima persona del cambiamento. Un segnale che arriva da un territorio impervio e che dimostra che si può e si deve cambiare il mondo intorno a noi.

"Figlie del Tibet", di Bari Pearlman


Tag:  Kala Rongo, Shedra, Buddhismo, Tibet, Figlie del Tibet

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