Factory girls

L'inchiesta di Leslie Chan sulle donne cinesi che cambiano velocemente quanto la società

di Valentina Paternoster

Pubblicato giovedì, 25 novembre 2010

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Un libro-inchiesta che si lascia divorare: questa l'opera scritta da Leslie T. Chang, cinese trapiantata in America. Un viaggio a ritroso, nato dalla necessità di Leslie di ricostruire e ritrovare le proprie origini, che si trasforma e si intreccia piano piano con le storie delle giovani donne cinesi. Storie nelle storie: da una parte la Cina che fa davvero passi da gigante, dall'altra le donne cinesi che contribuiscono a fare della Cina una grande potenza economica.

Leslie narra di un paese troppo grande e ancora con troppe contraddizioni: le campagne e le città sono due mondi che coesistono, le città stesse vedono i centri direzionali in pieno contrasto con le periferie industriali e i sobborghi sovietici che ospitano l'esercito di factory men and factory girls. Le donne sono i soggetti più in via di trasformazione: scappano dalle famiglie tradizionali e si trasferiscono in città, cercano un'occupazione, guadagnano qualche soldo per sé e per le proprie famiglie, cambiano in continuazione lavoro alla ricerca di una strada più facile per guadagnare qualche soldo in più e imparare qualcosa di nuovo.

I cambiamenti sono talmente tanto veloci che un mese da operaio specializzato vale quanto un anno, e il passaggio da un'azienda all'altra e dal ruolo di semplice operaio a capo operaio è reale quanto veloce. Saper dire qualcosa in inglese è sufficiente per aspirare a un posto dirigenziale (e i corsi di autoapprendimento delle lingue spopolano tra le ragazze!), saper usare un computer è l'elemento di base per fare il salto, da operaie a segretarie. Ragazze che si costruiscono in pochi anni una carriera. Perché? Semplice, bisogna sposarsi! Le ragazze, ribelli giusto per l'età dell'adolescenza, a 25-28 anni tornano al proprio paese di origine e si sposano con un coetaneo o, se va bene, si sposano con un uomo conosciuto dopo la migrazione. Prima la carriera, poi il lavoro!

Leslie T. Chang insegue le ragazze, con alcune diventa amica, ne raccoglie e racconta le confidenze: disegna davvero il ritratto di una generazione giovane e in parte istruita che ambisce alla piena conciliazione delle aspirazioni proprie e dei propri genitori. Una società moderna, alla base del benessere economico della Cina, che sta anche imparando a essere globalizzata e consumista, a pretendere e ad ambire un lavoro migliore con una paga migliore. Una generazione (di donne, soprattutto!) giovane e coraggiosa, che si sente a volte padrona a volte vittima del mondo. Il futuro cinese.
 
 
Operaie
Leslie T. Chang
2010, Adelphi
pp. 398  euro 24,00
 
Tag:  Factory Girls, Leslie T. Chang, Operaie, Cina, globalizzazione

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