In Arabia Saudita le donne si raccontano sui blog

Internet abbatte i divieti ed innalza la libertà di espressione per le donne saudite

di Silvia Menini

Pubblicato lunedi, 28 giugno 2010

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Emam Al Nafjan ha 34 anni ed è madre di 3 bambini. Come tutte le donne che vivono in Arabia Saudita conduce un'esistenza dettata da numerosi obblighi e censure e da pochissimi diritti. E questa condizione le impedisce di esprimere in pieno se stessa e la sua femminilità.

Ha però studiato negli Stati Uniti e ha avuto modo di esplorare un mondo e una cultura diversa, più evoluta, che spesso la portava ad un isolamento culturale dettato dai molti stereotipi con cui veniva classificata. Una volta tornata nel suo paese ha deciso di scrivere e raccontare al mondo la realtà che vive ogni giorno e la condizione di essere donna in un Paese in cui la legge priva le donne di ogni libertà personale.

Al riparo dal mondo esterno si siede davanti al suo computer e si sente padrona di esprimere tutta la sua frustrazione e i suoi pensieri più profondi e di riacquistare così la libertà di espressione. Il suo blog conta 500 visitatori al giorno e i commenti provengono da tutto il mondo, da persone che sono incantate da questa donna che racconta di sé, delle sue proposte per cambiare una mentalità, di moda e costume.

Questo fenomeno non è limitato però solamente a Emam, ma coinvolge centinaia di ragazze saudite che usano internet come valvola di sfogo e per le quali i blog rappresentano dei diari dove poter raccontare le vicende al femminile che accadono in Arabia Saudita. Cercano di spiegare al mondo come prendere un caffè con un uomo o essere in auto con qualcuno che non sia un parente è punibile con la prigione, cosa significa vivere in un luogo dove ragazzi e ragazze non hanno possibilità di confronto, non hanno momenti di incontro comuni e non possono nemmeno parlarsi.

Saudi Amber
è un’altra blogger che si batte da anni per i diritti delle donne e nel suo blog spiega come questa evidente e importante evoluzione non sarebbe stata possibile anni fa. Si tratta infatti di un evento eccezionale e sintomo di un lento cambiamento.

Il quotidiano Arab News ha condotto un sondaggio e i risultati hanno evidenziato come su 500 bloggers del Regno intervistate, di età compresa tra i 17 e i 30 anni, il 93% ha affermato di non rivelare il proprio nome sul blog, mentre il 60% ha ammesso di usarlo come diario personale per esprimere ciò che altrimenti non oserebbe in pubblico.

La loro voce in rete è sicuramente il segnale di un piccolo cambiamento, un modo per urlare al mondo la loro condizione e per non essere più invisibili. Ma c’è ancora un lungo cammino da percorrere prima che "i diritti delle donne" assumano un vero significato.


Tag:  donne saudite, Arabia Saudita, diritti umani, web, blog

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