La radio delle donne della Palestina

Un progetto di ampio respiro che permette alle donne di parlare al mondo arabo e occidentale

di Valentina Paternoster

Pubblicato lunedi, 19 luglio 2010

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NISAA FM è una radio, ma non solo. E' soprattutto un progetto concreto, vivo, quotidiano che parla alle donne palestinesi in arabo e alle donne di tutto il mondo in inglese.
E' la radio delle donne per le donne fatta dalle donne.
Mondo Rosa Shokking ne ha parlato con Antonella Notari Vischer, direttrice della Smiling Children Foundation, che si occupa nel dettaglio anche del WomenChangeMakers Project.

NISAA FM è una radio che ha fini nobili: educare le donne alla parità e all'integrazione, anche in un territorio occupato come quello palestinese. Come è nata l'idea?
L’idea del progetto nasce dall’incontro tra Yann Borgstedt, fondatore di Smiling Children, e il fotografo Reza Deghati che aveva creato, con la sua associazione AINA, un progetto simile in Afghanistan.
La fondazione Smiling Children si occupa in diversi paesi, inclusa la Palestina, di finanziare progetti d’imprenditorialità ed emancipazione femminile. In Palestina, Yann era già impegnato in un progetto di sviluppo con l’associazione WELFARE che a sua volta era in contatto con Maysoun Gangat, la direttrice della radio.
Maysoun ha una lunga esperienza nei media e in particolare nella gestione di radio RAM FM (prima radio anglofona nei territori palestinesi). L’intesa è stata immediata e il progetto è nato subito dopo il loro incontro nel 2009.
In attesa di ottenere la licenza della frequenza FM, concessa dalle autorità palestinesi a maggio 2010, la radio ha iniziato a trasmettere sul sito internet www.radionisaa.net. Oltre alla programmazione radiofonica, il sito in inglese e in arabo, è ricco di contenuti, informazioni e racconti locali e internazionali sulla vita delle donne. Una particolare attenzione è dedicata alle storie di successo di donne arabe nel Medio Oriente e nel mondo.

Le donne che lavorano e gestiscono la radio hanno una formazione accademica estera, quindi sono professioniste, rientrate in patria, affermate con un ottimo potenziale. Cosa le ha spinte a creare/partecipare al progetto?
Alcune delle donne che partecipano al progetto si sono formate all’estero come Maysoun, la direttrice, e Fida, la webmaster, ma altre come Halla e Nisreen, le presentatrici della radio, si sono formate in Palestina e hanno già lavorato nel settore radiofonico nel loro paese.
NISAA FM è un mezzo di comunicazione delle donne - creando dunque degli impieghi e formazione per donne nel mondo dei media di comunicazione - per le donne. Il concetto implica un senso di appartenenza e suggerisce una profonda conoscenza del proprio pubblico, la condivisione di ideali e valori, ed un percorso comune.
Quindi si può dire che le professioniste della radio hanno creato e partecipano a un progetto che è un’istanza della società palestinese e, in quanto donne, una loro stessa istanza. Le professioniste della radio esprimono le voci delle donne palestinesi e promuovono un dialogo interno alla società che coinvolga il pubblico femminile così come quello maschile, e che includa nel dibattito la diaspora palestinese e il Medio Oriente in generale.

Qual è la situazione ad oggi delle donne palestinesi?
La Palestina è una società tradizionale dove le donne hanno meno accesso agli spazi pubblici e al mercato del lavoro, e dove la divisione territoriale aumenta la segregazione delle donne. La radio ha l’obiettivo di connettere le donne palestinesi tra di loro e con le donne in diaspora, e di stimolare il dialogo tra le diverse generazioni e le classi sociali sociali.
La società palestinese è anche una società in cambiamento. Il tasso di alfabetizzazione femminile è molto alto (99%) e la percentuale di donne con un’età di 15 anni o più, iscritta a un percorso di formazione è più alto di quella maschile ( 23% vs 21,8% - dati al 2006). L’età del matrimonio si è innalzata e cresce il numero delle donne single.
Quando si parla di accesso al mondo del lavoro purtroppo la situazione cambia. Solo il 15,7% delle donne ha un impiego: un dato piuttosto basso se si considera che la media nella regione è del 26%. Infine solo il 13,4% di loro è datrice di lavoro o lavoratrice autonoma.
La radio ha quindi un’azione positiva anche in termini di accesso al mondo del lavoro. Al momento ci sono quattro professioniste donne, ma nel lungo termine, quando la radio sarà pienamente funzionale, se ne prevedono dodici.

La radio è una radio commerciale e non politica. Ma, in generale, può davvero essere un mezzo di emancipazione nel Medio Oriente contemporaneo, o rimane relegato a mezzo di informazione che si ascolta e basta?
Nessun mezzo d’informazione fornisce “solo informazione”. Le informazioni che si scelgono di dare, il modo in cui vengono presentate e conseguentemente le immagini stereotipiche che si creano dando le informazioni in un modo piuttosto che in un altro, creano una percezione del mondo. Nel caso di radio NISAA, per esempio, la scelta di presentare e intervistare donne arabe di successo vuole creare un’immagine positiva della donna che, a sua volta, sia fonte d’ispirazione e modello per altre donne.
I media in Palestina che si occupano di temi femminili presentano spesso l‘immagine stereotipata della donna come debole e vittima di soprusi. Radio NISAA non vuole chiudere gli occhi di fronte a questi problemi, ma vuole offrire soluzioni, vie d’uscita e modelli positivi da seguire.
Varie ricerche sociologiche hanno dimostrato che gli individui a cui viene detto di essere deboli o inferiori finisco per diventarlo. Radio NISAA vuole rompere questo paradigma, vuole mostrare alle donne medio orientali esempi positivi di altre donne medio orientali provenienti dagli stessi paesi e con simili percorsi di vita.


Tag:  NISAA FM, donne, Palestina, Smiling children Foundation, Yann Borgstedt

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