Turismo Dis-Umano

Comunità Indigene e diritti violati. La loro autonomia versus nostra curiosità

di Annapaola Crespi

Pubblicato martedi, 6 luglio 2010

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Chi di noi non ha desiderato un’avventura fantastica su un’isola incantata, la sabbia, le palme e magari con la possibilità di scoprire le usanze delle comunità locali?

Molti, probabilmente, pensano che succeda come nei film: villaggi con case di paglia, bambini seminudi che corrono felici, gli indigeni che vengono incontro con sorrisi amichevoli e collane di fiori... e saremmo anche tentati di riprendere con la nostra videocamera quelle scene di vita così lontane dalla nostra realtà.

Questi posti esistono davvero, in varie zone del pianeta. Possiamo vederla, quest’isola incantata al largo delle coste dell’India, nell’arcipelago delle Andamane, la sabbia e le palme sono come le immaginavamo. E un popolo, la tribù Jarawa, vive immerso nella natura da 5 mila anni, lontano dalla modernità, dal traffico, dalla contaminazione. Per questa gente il passato è identico al presente ma non per questo si considerano meno fortunati. Anzi…

Immagino di avere risvegliato la vostra curiosità e forse adesso vi piacerebbe conoscere il popolo Jarawa. Sappiate però che a loro non interessa conoscere voi, che le vostre videocamere li spaventano e che la vostra curiosità nello scoprire le loro usanze sarebbe in netta contrapposizione con il loro desiderio di autonomia.

Purtroppo questa è la realtà: una strada asfaltata nel bel mezzo della loro foresta ha cambiato il corso della loro vita, nel 1998, in peggio. Gli Jarawa (il cui nome significa “esseri umani”) sono comparsi dalla foresta come creature irreali e curiose.

Il loro aspetto fisico è senza dubbio fonte di curiosità in quanto gli abitanti originari delle Andamane discendono direttamente della prima migrazione dal continente africano verso l'Asia. Gli Jarawa, che hanno tratti somatici identici a quelli di varie etine africane, non chiedono altro che continuare a vivere nei loro territori ancestrali senza essere disturbati o forzati a modernizzarsi. Loro, come altri popoli delle Andamane, vivono sotto costanti minacce di malattie, disintegrazione sociale ed estinzione. Ultimamente la loro già precaria condizione è stata aggravata dalla comparsa dei primi "Safari Umani" promossi da vari tour operator che hanno iniziato a condurre turisti curiosi nei territori, violando ovviamente il diritto internazionale che sancisce l'autonomia dei popoli Indigeni.

Se non fosse stato per l'Intervento degli attivisti di Survival International, che da anni si batte al loro fianco, sarebbe stato impossibile mettere fine all'orrore. Preoccupati per la cattiva immagina internazionale, il governo indiano e le agenzie turistiche coninvolte sono state costrette a fare dietro front e per ora i "safari" sono sospesi.
L'autostrada invece, continua a funzionare, nonostante le promesse, vane, fatte dal governo.

L'autonomia e l'autodeterminazione sono i principi base dalla convenzione dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro "Indigenous and Tribal Peoples Convention, ILO n° 169" . Sanciti, proclamati e per la grande maggioranza...IGNORATI.


Tag:  Surival International, Andamane, Jarawa, India, turismo

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