Una poesia per rompere la tradizione

Hissa Hilal, casalinga saudita sul podio del talent show più seguito dagli arabi

di Valentina Paternoster

Pubblicato giovedì, 29 aprile 2010

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Million’s Poet è un talent show che ha spopolato nel mondo arabo. Trasmesso dalla Tv di Abu Dhabi, è il corrispettivo orientale del format USA esportato in tutto il mondo occidentale: American Idol. In palio, ogni anno, un milione e trecentomila dollari.

La differenza? Il metro di misura del talento è la poesia, arte che, insieme alla calligrafia, è accettata e permessa dalla religione islamica. Non solo, ma la lingua usata per i componimenti è un dialetto dei beduini, una lingua antichissima strettamente legata alla tradizione classica.

Hissa Hilal è  la prima donna arrivata in finale a contendersi il titolo di poeta milionario. Giornalista, sociologa, poetessa, madre di quattro figli, ha respirato arte e letteratura sin dall’infanzia. Si presenta al pubblico completamente coperta, con quel niqab che fa tanto discutere in Occidente e che è già fuorilegge in Francia. Ma per lei, il suo abito, è uno strumento che le permette di allinearsi con i religiosi più ortodossi e di essere anche da essi ascoltata. La sua è “un’imposizione, non una scelta”, come lei stessa la definisce, consapevole che la forza delle parole possa abbattere anche barriere culturali millenarie. Ed è proprio attraverso la poesia che affronta argomenti scomodi per il mondo arabo: “Io uso la poesia per esprimere i sentimenti profondi di molte persone, soprattutto donne: il dolore di fronte a un divorzio, la frustrazione se ci si rende conto di aver scelto il marito sbagliato e si capisce che la società non ti perdonerà, la rabbia di fronte a chi vuole imporre regole e restrizioni che non sono nel Corano ma vengono spacciate come dettami religiosi”.

Non ha vinto, ma il programma ha avuto il merito di rendere celebre lei e le sue battaglie pacifiste contro la fatwa e a favore dell’emancipazione femminile.

I have seen evil from the eyes of the subversive fatwas in a time when what is lawful is confused with what is not lawful;

When I unveil the truth, a monster appears from his hiding place; barbaric in thinking and action, angry and blind; wearing death as a dress and covering it with a belt [referring to suicide bombing];

He speaks from an official, powerful platform, terrorising people and preying on everyone seeking peace; the voice of courage ran away and the truth is cornered and silent, when self-interest prevented one from speaking the truth.”


Tag:  Hissa Hilal, Fatwa, Donne, Islam, Abu Dhabi

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