Priscilla – Il Musical

Dopo i successi di Broadway e del West End, è finalmente arrivato in Italia il musical più irriverente della storia

di Andrea Tonetti

Pubblicato venerdì, 27 gennaio 2012

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Era il lontano 1994 quando un giovane regista australiano decise di girare un film a basso costo ma con un’idea geniale. Il film aveva, tra gli interpreti, due giovani attori che avrebbero poi avuto grande successo, come Guy Pearce e Hugo Weaving, e un attore già famoso come Terence Stamp.

Il film, premio Oscar per i costumi, uscì un po’ in sordina per diventare, piano piano, un piccolo cult movie, come accadde per The Rocky Horror Picture Show.
 
La storia è presto riassunta: due drag queen, Anthony 'Tick' Belrose (in arte Mitzi Del Bra) e Adam Whitely (in arte Felicia Jollygoodfellow), partono a bordo di un autobus, insieme al transessuale Bernadette.
Lo scopo del viaggio è raggiungere Alice Spring, dove vive la moglie di Anthony, per fare uno spettacolo nel suo casinò. Purtroppo l’autobus, soprannominato Priscilla, ha grossi problemi di motore e i tre chiedono aiuto a Bob. Questi, mollato dalla moglie, decide di unirsi alla comitiva.
Lungo il viaggio li aspettano molte sorprese, compresa quella finale, che causerà sgomento e ilarità.

In scena dal 14 Dicembre 2011 al Teatro Ciak-Webank di Milano, il musical ricalca la storia in maniera molto fedele, aggiungendo alcune piccole variazioni. Nei panni di Mitzi abbiamo Antonio Angiolillo (La bella e la bestia), in quelli di Felicia un bravissimo Mirko Ranù (Grease) e nel ruolo di Bernadette uno strepitoso Simone Leonardi (La bella e la bestia). Tutti gli altri personaggi di contorno sono bravi e in parte, ma l’idea geniale è rappresentata dalle tre Divas (Valentina Ferrari, Loredana Fadda ed Elena Nieri), tre cantanti appese sul palco durante i cambi di scena come un coro da tragedia greca. L’autobus, costato quasi un milione di Euro, è il protagonista in più. Totalmente accessoriato e illuminato rimane il sogno di ogni drag queen.

Chiaramente, per motivi di spazio, sono state fatte alcune variazioni nella storia, anche se per la più macroscopica non ho trovato spiegazione: non c’è nemmeno una canzone degli Abba, che non vengono nemmeno nominati.
Fortunatamente e finalmente, tutte le canzoni dello spettacolo, oltre a essere suonate e cantate dal vivo, sono rimaste nella loro versione originale.
Successi come I will survive, Go West, Hot Stuff, Finally, You make me feel, solo per citarne alcune, avrebbero perso tutta la loro forza se tradotte in italiano.

Possibile che questo Priscilla non abbia nemmeno un difetto? Impossibile.
Le battute e le litigate hanno la stessa forza che avevano nel film, anche se qualche volgarità di troppo poteva essere evitata.
Gli altri difetti non riguardano il musical, ma il teatro. Nonostante la recente ristrutturazione, necessaria per accogliere uno spettacolo come questo, il Ciak-Webank ha un impianto di riscaldamento troppo rumoroso, ha un foyer troppo scuro e le sirene dei mezzi che passano all’esterno del teatro si sentono anche all’interno, durante la rappresentazione.
 
Personalmente posso dire che uno spettacolo come questo, in Italia, non si era mai visto e il mio giudizio è sicuramente positivo, ma per rendere il teatro un passatempo “popolare” avrei gradito prezzi più popolari, anche se una volta finito il musical avrete la sensazione di aver speso bene i vostri soldi.
Tag:  Priscilla, Musical, Ciak-Webank, Milano, Antonio Angiolillo, Mirko Ranù, Simone Leonardi, autobus

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