Donne in uniforme: professionalità al servizio della collettività

Il 29 settembre 1999 la Camera dei Deputati approvò la legge sul volontariato femminile, permettendo così alle donne di fare il loro ingresso nelle Forze Armate

di Silvia Menini

Pubblicato giovedì, 9 settembre 2010

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Il servizio militare è sempre stato riservato agli uomini, ma negli ultimi tempi anche l’Italia ha aperto le porte al mondo femminile offrendo, non un impegno obbligatorio, bensì la possibilità alle donne di scegliere volontariamente di aderire alla leva. Ovviamente quella della "soldatessa" non è certamente una vita facile, ma richiede grande sacrificio, impegno e determinazione.

L’esercito italiano aveva tentato già nel 1992 di introdurre nel proprio organico le donne, proponendo un addestramento formale, un percorso di guerra, un addestramento al tiro e una scuola di pilotaggio, ma la legge 380 fu varata solamente il 20 ottobre 1999, rendendo ufficiale per loro la possibilità di entrare a far parte di un mondo che fino ad allora era stato prettamente maschile. Successivamente tale situazione si è evoluta anche in numerosi concorsi per le Accademie, tra cui quelli a nomina diretta, che prevedono l’inserimento delle donne in possesso di laurea, direttamente col grado di ufficiale o sottufficiali in servizio permanente o, più semplicemente, come militari di truppa in servizio volontario nell’Esercito, nella Marina, nell’Aeronautica e nella Guardia di Finanza.

L’entrata in servizio di personale femminile nelle forze italiane è stato oggetto di dibattito fin dagli anni ’60 sfociando, solamente trent’anni dopo, in una legge che sanciva il sevizio militare volontario femminile. L’inserimento in professioni considerate prettamente maschili ha rappresentato una vera e propria svolta storica per la parità di trattamento fra i due sessi, fino ad entrare a far parte del patrimonio sociale del Paese.

Tale opportunità è stata concessa sia per venire incontro alle aspirazioni femminili, ma anche come risposta alle esigenze delle forze armate stesse-E la donna soldato è oggi frutto di una richiesta della società civile, sensibile a questa tematica, che ha determinato una pressante opinione pubblica.

Il servizio militare femminile è comunque e ancora una leggera brezza nell’affermazione delle pari opportunità, ma sicuramente un importante tappa del lungo percorso che ci aspetta e che ci potrà portare lontano, se solo ne avremo le capacità e la perseveranza.


Tag:  donne soldato, servizio militare femminile, esercito italiano, Guardia di Finanza, legge 380

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