E se invitassimo a colazione anche i low-profile?

Unbreakfast, l'associazione a sostegno dei dirigenti alla ricerca di nuove sfide occupazionali

di Claudia Clerici

Pubblicato giovedì, 3 giugno 2010

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Unbreakfast nasce da un’idea di Chiara Bonomi, esperta di comunicazione d’impresa, e si pone l’obiettivo di far sentire i propri soci non come disoccupati, ma come persone alla ricerca di una nuova occupazione.
E' la stessa Bonomi a spiegarci come è nata l'idea: "Unbreakfast nasce da una mia esperienza personale. Donna dirigente con specializzazione in marketing comunicazione mi sono trovata per due volte a cercare lavoro con incredibili difficoltà. Dopo aver concluso il contratto a tempo determinato per le Olimpiadi di Torino 2006 ho trovato altre persone con cui condividere l’idea di fare qualcosa per i dirigenti che si trovavano senza lavoro".

L’associazione si propone di appoggiare dirigenti, quadri e alte professionalità che hanno temporaneamente sospeso l’attività lavorativa, affinché riescano ad inserirsi nuovamente nel mercato del lavoro, mantenendo vivo un network di relazioni interpersonali.
L’associazione muove i primi passi partendo dalla constatazione di due situazioni che, per quanto ingiuste, richiedono comunque una presa in carico del problema e la ricerca di una soluzione. La prima è la consapevolezza che in Italia il passaparola costituisce uno degli strumenti più rilevanti per cercare una nuova occupazione e la seconda è che oggi il trovarsi senza un’occupazione fissa è diventata una realtà ordinaria.
Unbreakfast si propone di rispondere al primo problema proponendosi come rete di relazioni che fungano da supporto nella ricerca di un nuovo posto di lavoro, facendo anche sì che nell’incontro l’ordinarietà della mancanza di un’occupazione fissa venga colta come risorsa. Si forniscono dunque occasioni per far sì che questo momento diventi parte di un più ampio percorso di crescita personale e professionale.

Com’è possibile che questo avvenga? Grazie al fatto che i membri sono parte attiva degli incontri: grazie al dialogo, al confronto e alla condivisione è dunque possibile dar vita a quel network che ci si è posti come obiettivo iniziale.
Perché unbreakfast? Perché gli incontri di autoformazione e di supporto con specialisti e professionisti avvengono in quel momento della giornata che improvvisamente, con l’interruzione dell’attività lavorativa, diventa il tempo più difficile da gestire, mentre prima era associato al piacere di un buon cappuccino, gustato nel dialogo e nel confronto con altri professionisti.
Unbreakfast non è quindi solo uno spazio in cui vengono proposte informazioni utili e pratiche per ottimizzare un periodo di “non lavoro”, ma qui si condividono con altri opportunità di formazione, strumenti e canali per la ricerca di una nuova occupazione, permettendo la nascita di occasioni di incontro più leggere che aiutano a non essere passivi, ma a reagire con dignità.

Un’idea davvero notevole, soprattutto per la volontà di supporto vicendevole. Ma penso che sarebbe migliorabile creando spazi non solo per le professionalità più alte - notoriamente già ben inserite in contesti sociali supportavi - ma anche per persone alla ricerca di una nuova occupazione non solo di alto livello, bensì ugualmente e forse più bisognose di suggerimenti preziosi!


Tag:  Unbreakfast, Chiara Bonomi, manager, occupazione, colazione

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