L'imprenditore è donna

Le WAI, in campo per insegnare che il futuro dell'economia, è al femminile

di Valentina Paternoster

Pubblicato lunedi, 14 giugno 2010

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Le donne fanno da sé e fanno per tre. Il detto, riadattato, è stato perfettamente recepito dall'UE, la quale ha avviato un progetto di promozione dell'imprenditorialità femminile.

In Italia il progetto prende il nome di WAI, acronimo per Women Ambassadors in Italy, e coinvolge 19 enti, tra cui molte Camere di Commercio. Le ambasciatrici sono 31, selezionate su tutto il territorio nazionale, emblema e portavoci dell'imprenditoria femminile grazie alla loro esperienza, forza di volontà, impegno ed entusiasmo.

Adriana Sartor, una delle WAI, ci spiega: "Con le colleghe siamo la prima rosa di ambasciatrici insignite dell’incarico di essere portatrici delle istanze del mondo imprenditoriale. Il nostro ruolo primario è quindi quello di favorire e aiutare i progetti industriali realizzati prevalentemente, ma non esclusivamente, da imprenditrici".
La donna che intraprende la strada dell'indipendenza lavorativa ha un modo nuovo di approcciarsi all'impresa e infatti risulta "importante l’impegno di dare visibilità ad un modo nuovo di fare l’imprenditore, quale le donne impegnate su più fronti sono in grado di dare".
L'accusa rivolta spesso alle donne è di fare poca rete tra di loro, di essere poco cooperative e sempre individuali. Il progetto, invece, ci spiega ancora Adriana Sartor, ha come obiettivo proprio il "fare ... rete! Partendo da una comune matrice, data dal sentimenti di essere donne e di vivere la nostra vita con una progettualità estremamente articolata (lavoro,casa, famiglia, impegno sociale,ecc.); il fare rete, cioè scambiare tra di noi esperienze e punti di vista, metodi e soluzioni diventa di grandissimo aiuto, la possibilità di interagire poi con altre imprenditrici crea opportunità di business che si amplificano in ambito comunitario".

Questo progetto ha obiettivi ambiziosi, ma allo stesso tempo concreti, in quanto parte da dati relativi al 2009, anno della crisi, che "vedono le donne uscire da grandi protagoniste, con un impegno ed una volontà di farcela che rende onore a tutte noi".
L'UE e l'Italia pare abbiano davvero compreso che le donne fanno la differenza: la decisione di creare una rete non autogestita, ma coordinata e finanziata direttamente dagli enti sembra essere la strada per formare quella squadra che traini verso il futuro e fuori dalla crisi i paesi del Vecchio Mondo. E ci auguriamo che il Network, che ha anche il grande obiettivo di aumentare l'occupazione femminile, sia sfruttato a dovere dalle donne aspiranti imprenditrici come ottimo punto di partenza per avere informazioni, acquisire strumenti e sicurezza.


Tag:  WAI, Women Ambassadors in Italy, imprenditoria femminile, Adriana Sartor, Unione Europea

Commenti

09-10-2010 - 11:04:27 - paterò
ottima iniziativa!
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