Prima o poi ti sposi?

Chi non ha visto il film di Jennifer Lopez “Prima o poi mi sposo” in cui lei interpreta una wedding planner che poi si innamora dello sposo?

di Valentina Paternoster

Pubblicato lunedi, 7 giugno 2010

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Quella è l’idea (sbagliata) che gli italiani si sono fatti della professione di organizzatrice di matrimoni.
Manuela è una pimpante trentenne, da poco sposata, che ha fatto di necessità virtù: ha colto al volo l’opportunità che la sua amica fotografa, oggi socia, le ha proposto e ha creato una società in grado di organizzare i giorni più belli della vita degli italiani (matrimoni, battesimi, lauree) dalla A alla Z.

Come si diventa wedding planner?
Lo sono diventata quasi per caso. Ero disoccupata, la società per cui lavoravo aveva chiuso e mi sono ritrovata tra le mani questa opportunità: diventare imprenditrice. Così abbiamo cercato un posto, lo abbiamo ristrutturato e abbiamo aperto una delle prime agenzie di wedding planning della Brianza.

Serve una formazione specifica?
Bah, serve metodo, tanta capacità di mediazione, e impegno. Io sono laureata in Scienze della Formazione con percorso dedicato all’organizzazione aziendale. Ho scritto la mia tesi su Microsoft, dove sono stata poi assunta con due contratti a termine, un anno e mezzo in totale, nella divisione Marketing ed Eventi. Quella è stata la mia palestra! Ho lavorato sodo, imparato tanto e ho reinvestito la mia esperienza nella mia nuova avventura imprenditoriale.

Cosa fa la wedding planner?
Fa economia! Di tempo, di denaro e di 'sbattimento'. Le coppie che si rivolgono a noi hanno la possibilità di avere un servizio in esclusiva e personalizzato con il minor spreco di tempo possibile. Abbiamo una validissima e ampia rete di fornitori di fiducia, scelti accuratamente proprio perché disposti a dare il meglio, che mettiamo a disposizione dei nostri clienti. In più i futuri sposi possono decidere di appoggiarsi a noi anche solo per una parte dell’organizzazione: la mia socia è una fotografa e il nostro core business al momento sono proprio i servizi fotografici. La cosa che sorprende sempre è che noi non abbiamo un onorario, ma il compenso per il nostro lavoro è incluso nel prezzo che il fornitore da noi segnalato fa agli sposi. Un modo nuovo in Italia di fare gli imprenditori, vero?

Torneresti mai in azienda?
Mai e poi mai! Avendo lavorato anche per un breve periodo in un’agenzia interinale, so come funziona la selezione del personale: vedi l’età, il sesso e, se scritto, lo stato civile. Se sei donna, trentenne e sposata l’azienda non ti vuole perché potresti fare figli e non avere continuità di presenza sul lavoro. So dunque che non avrei molte chance. Poi comunque sono fiera della scelta che ho fatto, perché so che qui posso giocarmi tutte le mie carte. E quando avrò dei figli, potrò permettermi il lusso anche di portarmeli nel mio atelier.

Un consiglio per la sposa del XXI secolo.
Il consiglio che posso dare è quella di creare un evento scegliendo tutti gli elementi insieme al futuro marito: condividendo i preparativi, otterranno sicuramente qualcosa “di loro”, che avrà la loro impronta e che tutti riconosceranno.
La sposa del XXI secolo ha come obiettivo quello di mantenere la calma, cercando di essere se stessa e rispecchiandolo nella scelta del suo vestito.
L’invito che posso formulare è quello di investire al meglio sul servizio fotografico e/o sul video, affidandosi ad una professionista, poiché saranno quelli i ricordi che accompagneranno gli sposi nella loro vita insieme.


Tag:  wedding planner, matrimonio, Jennifer Lopez, Brianza

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