Selene Biffi

Plain Ink, un libro aperto per superare le differenze culturali e crescere l’alfabetizzazione

di Sara Avesani

Pubblicato martedi, 30 ottobre 2012

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Selene Biffi, monzese, classe 1982. Già da giovanissima, a 22 anni, come rappresentante dell’Italia all’International Youth Parliament durante l’università, fonda l’associazione Yac, Youth action for change, “che offre corsi online a giovani desiderosi di diventare protagonisti attivi del cambiamento nelle proprie comunità”.

Non contenta di questa iniziativa, nel 2010 crea Plain Ink, impresa sociale che fa del fumetto e dei libri per ragazzi, il motore dell’alfabetizzazione e del cambiamento culturale. Finora Plain Ink ha coinvolto oltre 1200 persone in Italia e 3600 in India.

L’abbiamo intervistata per chiederle come concretamente questo progetto porti al cambiamento.


Che cos'è Plain Ink?
Plain Ink è un’organizzazione non profit la cui mission è comunicare strategie e soluzioni alla povertà e all’esclusione sociale attraverso storie, fumetti e libri per bambini, affinché i bambini e le loro comunità possano contribuire direttamente all’identificazione e alla soluzione di problemi locali.
Plain Ink è attiva in Italia, India e Afghanistan.

Da dove nasce questo tuo progetto?
Plain Ink nasce a seguito di un’esperienza personale di sei mesi in Afghanistan tra il 2009 e il 2010, dove mi occupavo di stendere sussidiari e fumetti educativi per i bambini Afgani. Terminato il contratto da consulente ONU, sono tornata in Italia e ho creato Plain Ink.
 
Qual'e la cosa che ti da maggiore soddisfazione in questa impresa sociale?
La cosa che mi da più soddisfazione nasce proprio dalla mission di Plain Ink: utilizzare la cultura – nel nostro caso, le storie e i fumetti – come veicolo privilegiato per aiutare bambini e comunità a trovare le loro soluzioni a problemi locali e dare il via a uno sviluppo partecipato.
Da Maggio 2011 a oggi i nostri programmi hanno coinvolto circa 3,600 persone tra Italia e India, e vogliamo coltivare anche il talento locale contribuendo in ogni modo all’economia creativa delle aree in cui lavoriamo, producendo quanto più possibile in loco.

Qual'e la tua caratteristica personale che ha reso possibile Plain Ink secondo te?
La determinazione, senza dubbio! In Afghanistan sono stata evacuata a seguito di un attentato Talebano contro l’ONU, dove molti colleghi hanno perso la vita. Ho deciso di tornare in lì dopo tre settimane a casa per poter terminare il sussidiario dei bambini, fermandomi altri cinque mesi.
E’ proprio da questa esperienza di vita – prima che lavorativa – che nasce Plain Ink.
Aldilà delle mille difficoltà, dopo due anni di lavoro sto per tornare a Kabul per aprire una scuola, un progetto che porto con me fin da quella primissima esperienza in Afghanistan, e che ha richiesto una determinazione particolare per superare burocrazia, mancanza di fondi e quant’altro, per poter diventare realtà.


Per conoscere meglio il progetto visita il sito di Plain Ink
Tag:  Plainink.org, Youth Action for Change, Selene Biffi, We love Comics

Commenti

30-10-2012 - 08:34:55 - Sara
Il logo con il libro aperto e i due bambini con un adulto, tutti con il colore della pella diversa è un'immagine bellissima!
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