Un'altra idea imprenditoriale che va a braccetto con l'ecosostenibilità

T.Riciclo: un negozio dove poter acquistare a prezzi scontati tutto il necessario per il proprio bambino

di Silvia Menini

Pubblicato lunedi, 5 luglio 2010

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I bambini crescono veloci e richiedono un enorme impegno economico per dei prodotti con un ciclo di vita brevissimo. In tempo di crisi mettere al mondo dei figli è un bell’impegno e spesso ci si chiede come poter risparmiare e affrontare in modo più sereno la maternità. Dopo un periodo di restyling, riapre a Treviso il negozio T.Riciclo, nato da un’idea di Raffaella Fabris e Sabina Marcadella. Raffaella è mamma di due bimbe ed ex casalinga, Sabina è psicoterapeuta con uno spiccato interesse per il marketing e insieme hanno deciso di affrontare questa nuova avventura.

L’idea imprenditoriale nasce da un’esigenza che accomuna tutte le mamme: liberare spazio negli armadi, trovando una collocazione per tutti i vestitini, scarpine, giocattoli inutilizzati dei propri figli ormai cresciuti e offrire una vera e propria “lista della spesa” alle neo mamme, a prezzi scontati. I prodotti sono quasi nuovi, tutti comunque in perfette condizioni e della stagione passata, alcuni griffati, altri pezzi unici, ma sono assicurate in ogni caso al consumatore la qualità e una presenza costante di circa 3000 pezzi tra abbigliamento, carrozzine, seggiolini per auto, girelli, seggioloni, giochi e libri per bambini fino ai 14 anni. Il cliente così diventa anche fornitore e, nel caso in cui qualcosa non sia venduto, è donato, previo consenso dei proprietari, all’ente benefico “Centro Aiuto per la Vita”, dimostrando così un’importante attenzione verso le famiglie meno fortunate.

Le due imprenditrici ci comunicano che “L’anima del riciclo intesa come rispetto dell’ambiente e risparmio economico presente da molti anni nei mercati esteri non è ancora molto diffusa nel nostro territorio. La scommessa imprenditoriale di differenziarci dalla concorrenza inserendoci in un mercato di profilo medio-alto, ci ha dato ragione fin da subito; da un analisi approfondita fatta prima dell’apertura dell’attività è emerso che se i capi e le attrezzature messi in vendita sono come nuovi, senza macchie e senza usure, anche le fasce meno coinvolte dalla tensione economica, sono interessate a diventare Fornitori e Clienti al tempo stesso. L’ottica del riciclo è vista in questo senso da chi compra in funzione di un risparmio economico potendo acquisire capi “pari al nuovo” ad un prezzo inferiore anche all’Outlet, e da chi vende, di un risparmio di spazio (negli armadi) ottenendo al tempo stesso denaro per acquistare capi di t.riciclo adatti alle nuove esigenze”.

Il fulcro di questo business model è la cultura del riutilizzo, l’etica del risparmio, del consumo consapevole e responsabile che, in Italia faticano a ingranare, mentre in Nord Europa e negli Stati Uniti sono concetti già ben avviati. Raffaella e Sabina ne sono le pioniere a Treviso, ma c’è la possibilità, per chi ha buona volontà, spirito imprenditoriale e un forte senso di responsabilità sociale, di aprire dei franchising. Questo è sicuramente un passo importante e un inizio di cambio di coscienza importantissimo.

Ogni anno, infatti, vengono buttati nella spazzatura 15/20 chili di vestiti per abitante, pari a circa 5 miliardi di euro, ed è proprio da qui che si deve partire nella battaglia contro lo spreco. L’unione Europea ha già ricordato l’importanza delle 4R: ridurre, riusare, riciclare, recuperare. Sulla base di questo ragionamento, risulta che è possibile recuperare circa 5.000 kg/anno di abiti dismessi ogni 3.000 abitanti serviti, cioè poco meno di 2 kg per abitante. Nel 2008 circa 1,5 milioni di persone hanno permesso ai loro vestiti di vivere una nuova vita attraverso i contenitori gialli di Humana, dislocati sul territorio italiano.

Le maggiori difficoltà infatti che t.riciclo ha incontrato nell’implementazione di questo business model è dettata dalla “scarsa attitudine rivolta all’acquisto di capi e attrezzature usate. La difficoltà maggiore che riscontriamo è quella di riuscire a far svanire la diffidenza relativamente all’acquisto dell’usato poiché comunemente si associa l’usato al concetto di vecchio e logoro. Superato l’empasse iniziale e mettendo piede nel nostro negozio, ci si accorge immediatamente della differenza e si assapora la soddisfazione di acquistare dei capi eccellenti a dei prezzi decisamente vantaggiosi. Ed è per noi divertente sentire dalla viva voce delle nostre clienti l’invito che i mariti, una volta constatata la qualità dei prodotti acquistati nel nostro negozio, rivolgono loro nell’acquistare da t.riciclo prima di qualunque altro negozio. Abbiamo lavorato molto da un punto di vista sensoriale, attraverso ricerche di marketing e di psicologia: l’olfatto viene stimolato dal profumo 't.riciclo', fatto fare appositamente da un noto maestro profumiere; all’interno del negozio la vista viene appagata dalla pulizia, dall’ordine, dalla esposizione dei capi e dai cartellini posti con una chiara dicitura della taglia e del prezzo; il tatto infine, viene gratificato prendendo in mano i capi e constatando le eccellenti condizioni. Difficilmente chi entra per la prima volta esce senza aver acquistato. Il passaparola positivo e le ottime recensioni ricevute spontaneamente dalla stampa e dai media televisivi ci aiutano a far conoscere il t.riciclo. In funzione degli ottimi risultati fin qui acquisiti siamo già in contatto con diverse imprenditrici per l’apertura dei prossimi negozi in franchising a Conegliano, Mestre, Padova, Vicenza, Milano, Torino, Roma e Lecce”.

La vendita di abiti usati è uno dei modi adottati per affrontare il problema e anche un aiuto per combattere la crisi. Sempre più persone vendono e acquistano abiti usati,  ricercando occasioni nelle bancarelle che rappresentano ormai un nuovo modo di fare shopping risparmiando e rispettando l’ambiente.


Tag:  T.Riciclo, Treviso, franchising, riutilizzo, etica del risparmio

Commenti

20-07-2010 - 11:34:00 - anonimo
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