Voglia di un futuro migliore. E di un welfare migliore!

Daniela Del Boca, uno dei massimi esperti italiani di welfare familiare, fotografa la situazione italiana. Della serie: c'è ancora molto da fare.

di Mr. Milkomen

Pubblicato lunedi, 8 novembre 2010

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Daniela Del Boca è professore ordinario all’Università di Torino, dirige CHILD - Centre for Household, Income, Labour and Demographic economics, dal 2004 è una degli esperti che collaborano con la Commissione Europea. Dalle sue parole, tutte le carenze che quotidianamente le famiglie italiane vivono, dimostrando, di fatto, come l'Italia per molti versi non pensi al proprio futuro.
 
In Italia permangono molte difficoltà per le donne-mamme, quali sono i principali problemi (culturali, economici, di welfare) che ostacolano la vita quotidiana dei genitori in generale, delle mamme nello specifico?
In Italia viviamo una carenza cronica e profonda di servizi per la famiglia, tale carenza è evidenziata dalla percentuale di spese destinata alle famiglie: si tratta del livello più basso d'Europa poiché la spesa sociale è praticamente tutta assorbita dalle pensioni.
Inoltre c'é un mercato del lavoro ancora molto rigido che rende difficile l'accesso ai giovani e alle donne, infatti solo il 46% delle donne lavora e un terzo delle donne esce dal mercato del lavoro dopo il primo figlio senza più rientrarvi.
Sono dunque evidenti i limiti di reddito delle giovani coppie, cosa che rende difficile una scelta matura, consapevole e autonoma della maternità.
Infine, le donne italiane subiscono un modello di “perfezionismo” nei ruoli tradizionali di cura della famiglia che le obbliga a dedicare al lavoro di cura familiare più tempo rispetto al resto d'Europa, circa un ora in più.

Può fornirci una fotografia dell'attuale contesto dei servizi di cura per la prima infanzia? Quanti bimbi riescono ad andare all'asilo e quanto costa mantenerli? Quali potrebbero essere le conseguenze positive del "tempo liberato" di queste donne?
I servizi di cura per l'infanzia pubblici coprono solo il 12% circa del numero di bambini di età compresa fra 0 e 3 anni; inoltre sono mediamente più cari che in altri paesi, le famiglie spendono grosso modo una cifra di 450-600 euro al mese, a meno che non facciano parte delle fasce basse di reddito (però sono davvero molto basse!).
Le liste d'attesa sono molto lunghe; paradossalmente sono soprattutto lunghe nelle regioni in ci sono più servizi e dove i servizi sono migliori (Emilia Romagna, Piemonte, Toscana), cosa che dimostra come  dove ci sono maggiori e più qualificati servizi per l’infanzia c'é più fiducia nel delegare al cure esterne i bambini piccoli.
 
Cosa succede nel resto d'Europa?
Il resto d'Europa vive situazioni piuttosto eterogenee. L’ Europa del sud presenta molte rassomiglianze con il contesto italiano; il nord  Europa invece è molto generoso con la famiglia. Danimarca, Svezia e Francia sono i paesi leaders per i nidi, in grado di combinare varie forme di nidi e congedi parentali (per entrambi i coniugi) consentendo così alle donne di non uscire dal mercato del lavoro.

Quali proposte politiche ed economiche suggerisce per migliorare la situazione?
Più nidi, non solo di stampo tradizionale ma articolati in varie forme.
Congedi parentali, da un lato si può incrementare la quota retribuita del congedo incentivando anche il partner con un più elevato reddito (l’uomo in genere) a usufruire del congedo; dall’altro, si può riservare una parte del congedo parentale ai padri, come accade in Norvegia (30 giorni lavorativi a beneficio esclusivo del padre che vengono persi se non vengono utilizzati); senza tralasciare la possibilità di ripartire il congedo parentale in modo flessibile tra i genitori, permettendo così alle donne di rimanere sul mercato del lavoro.
Crediti d'imposta per il lavoro familiare, sul modello del Working Family Tax Credit (WFTC) e del Child Tax Credit (CTC) introdotti nel Regno Unito dal 2003; tale credito dovrebbe coprire una parte delle spese effettivamente sostenute per la cura dei figli ed essere concesso direttamente alle donne.

Tutti i dati che supportano queste affermazioni sono tratti da Famiglie sole. Sopravvivere con un welfare inefficiente, del Boca D. e Rosina A., il Mulino, 2009.
 
Tag:  Daniela Del Boca, Famiglie sole, Europa, Norvegia, Danimarca, Svezia, welfare

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