Heather Jones e i suoi abiti da sposa caraibici. La storia e l'intervista

Abbiamo incontrato la bravissima stilista originaria di Trinidad y Tobago grazie a Sabrina Gambato - che ha permesso la realizzazione di questa intervista -, dopo aver ammirato le sue estrose creazioni sulla passerella di Unconventional Wedding District, al Just Cavalli di Milano

di Carlotta Pistone

Pubblicato giovedì, 28 giugno 2012

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Ho avuto modo di scoprire e ammirare gli abiti da sposa di Heather Jones in occasione della seconda edizione di Unconventional Wedding District, organizzato da Sabrina Gambato di Ti Amo Ti Sposo, insieme a Vittorio Castelli di My Events, lo scorso giovedì al Just Cavalli di Milano.

Quindi mi sono rivolta all’ideatrice dell’originale kermesse - spinta da curiosità tanto professionale quanto personale - per conoscere meglio questa stilista di Trinidad y Tobago, per scoprire la sua storia e il suo percorso nel mondo della moda.

E dopo il racconto di Sabrina - riportato di seguito - non ho potuto fare a meno di proporre a Heather un’intervista per Mondo Rosa Shokking.

 
“Ci siamo trovate a cena in un ristorante della vecchia Milano. Con noi suo marito Nigel, che la segue ovunque. Nessuno sembra accorgersene, ma Heather tra poco diventerà nuovamente mamma, e nonostante la gravidanza ha affrontato un volo oltreoceano, perché sfilare in Italia è sempre stato il suo sogno nel cassetto.
Heather mi ha raccontato la sua storia a cuore aperto: gli inizi difficili e i contrasti con la famiglia, prima di essere finalmente scoperta. E ora è una stilista rinomata in tutto il mondo.

Ha capito che la sua grande passione era la moda già all’età di sette anni. Lei è nata nello stato di Trinidad y Tobago, in una famiglia molto umile e numerosa, formata da ben sedici figli, cresciuti dai genitori e dalla nonna. Ricorda di quando era piccola e la sera, dopo cena, si riunivano tutti proprio a fianco della nonna per sentirne le storie. E l’anziana signora, quasi fosse un rito, non mancava mai di domandare ai piccoli della casa: “Cosa farete da grandi?” I suoi fratelli e sorelle davano risposte ogni volta nuove e diverse, lei invece non si rinnegava mai: “Da grande farò l'artista, disegnerò abiti per le signore!” Ecco cosa ripeteva alla nonna. La quale, però, si mostrava sempre poco entusiasta verso le aspirazioni della nipote… La mamma di Heather era infatti una povera sartina che a malapena riusciva a comprare cibo a sufficienza per la famiglia! Ma Heather non si lasciò abbattere. L'unica cosa che la rendeva davvero felice era creare abiti per le sue bambole. Disegnarli, tagliarli e cucirli.

 
Compiuti sedici anni il suo desiderio di specializzarsi e intraprendere la carriera stilistica, invece di scemare, diventava ogni giorno più forte. Così si era presentata dal sarto migliore della zona offrendogli il suo lavoro, ma venne rimandata a casa senza nemmeno essere tenuta in considerazione. Determinata più che mai, si era quindi recata da tal sarto ogni mattina, prima di andare a scuola, per un’intera settimana, alla fine spuntandola! Il sarto la prese per uno stage gratuito di 3 anni, duranti i quali, oltre a lavorare gratis, si sarebbe dovuta impegnare a frequentare le scuole serali e a conseguire ottimi risultati, condizione senza la quale poteva anche dire addio al suo apprendistato.

La famiglia di Heather non era certo contenta. Soprattutto i genitori non concepivano che la figlia studiasse e lavorasse giorno e notte senza essere nemmeno pagata. Ma la ragazza, anche questa volta, non si arrese: era disposta persino a cibarsi il minimo indispensabile piuttosto di diventare una brava sarta e dimostrare al suo maestro, che la guardava sempre con diffidenza, di possedere del talento.
Sono stati anni molto duri. Solo per fare un esempio, basti pensare che in laboratorio doveva condividere l’uso delle forbici con un altro apprendista. Ricorda benissimo di quanto a lungo aveva discusso con il titolare per farsi dare un i soldi in modo da comprarne un paio professionali tutte sue. Ottenne ben 11,75 dollari, e con 11,50 riuscì ad acquistare le sue prime vere forbici da sarta, che ancora oggi conserva gelosamente in un cassetto del suo comodino.

La sua prima, importante soddisfazione arrivò dal suo stesso maestro. Un giorno, quando ormai era veramente pronta, infatti le disse: “My company is too small for you”, ammettendo senza troppi giri di parole che Heather aveva davvero un talento innato e che sarebbe stata in grado di fare grandi cose.

Ha cominciato a lavorare in proprio tra i diciotto e i diciannove anni. Non era ancora certa delle sue capacità, per cui, inizialmente, creava abiti solo alle persone che le portavano i tessuti. La fiducia che le dimostravano i clienti era per lei fondamentale, ma certo non le dava da mangiare! Quindi si manteneva conciando e cucendo ritagli di pelli di scarto che prendeva nei magazzini del porto, per crearne, cinture, borse e portafogli.

Acquisita un po' di dimestichezza – e sicurezza in se stessa – aveva quindi iniziato a disegnare e tingere personalmente i suoi tessuti, con ottimi risultati, tant’è che venne scoperta e lodata da una ricca signora del posto che le fece così tanta pubblicità da permetterle di presenziare sulle prime pagine dei giornali locali per mesi.

La definivano una ragazza innocente e creativa, ma non c'è dubbio che sia stata la determinazione a fare di lei la designer che è oggi.”



Heather Jones ospite di Mondo Rosa Shokking:


Lo “stile caraibico” che caratterizza i tuoi abiti è molto originale e proprio per questo apprezzato a livello internazionale. Quali sono le fonti d’ispirazione?
Ho voluto sempre valorizzare le mie origini, amo il luogo dove sono nata e sicuramente gli devo molto. Traggo ispirazione dalla passione, dalle movenze, dal calore e dalla sensualità delle donne caraibiche. Il mio è un lavoro di continua ricerca, per scovare ad esempio il tessuto migliore o la stampa più adatta. Non smetto mai di studiare...

C’è un riconoscimento ricevuto in veste di stilista che è stato per te davvero  significativo?
Come stilista ho ricevuto due premi molto importanti: il Pret-à-Porter Award South America 2002 e il Presidential Award Choconia Gold di Trinidad.
Non potrò mai scordare il Pret-à-Porter Award perché per partecipare al concorso ho speso tutti i miei soldi, rimanendo con 50 dollari in tasca per 10 giorni.

Pochi giorni fa hai partecipato all’evento Unconventional Wedding District al Just Cavalli di Milano con una bellissima ed estrosa linea di abiti da sposa.
Com’è nata la collaborazione con Sabrina Gambato?
Ho conosciuto Sabrina tramite un’amica comune che abita a Ginevra. Non c’eravamo mai incontrate di persona, ma abbiamo avuto modo di approfondire la nostra conoscenza durante il mio soggiorno milanese. Quando mi ha proposto di sfilare sulla passerella di UWD, a Milano, ero entusiasta, non ho esitato un secondo ad accettare, era davvero quello che desideravo! Ho sempre apprezzato gli eventi innovativi e non-convenzionali, quindi non volevo perdermi l'opportunità di essere presente a una kermesse così particolare.

Insieme a te hanno sfilato anche altri stilisti. Ce n’è uno che ti ha colpito particolarmente, per lo stile in generale o per un modello specifico? Perché?
Lo stile di Cedric Vernon Fahey mi affascina molto. E’ cosi sofisticato, adoro i suoi abiti!

Cosa ami della moda italiana e dei “nostri” grandi stilisti?
Degli stilisti italiani amo soprattutto l'eleganza, la sofisticatezza e l'unicità.

Quando sei in giro per il mondo cosa ti manca di più di Trinidad y Tobago? Cosa, invece, porterai con te a casa dell’Italia, dopo questa breve ma intensa trasferta?
Di Tobago mi manca il sunday lunch, un vero banchetto di delizie per trascorrere in compagnia di amici e parenti momenti sereni.
Dall'Italia porterò con me il vostro calore e il vostro sorriso. Adoro l'eleganza degli italiani.

Vuoi dare un consiglio a tutti i giovani lettori di MRS che vorrebbero intraprendere la tua stessa carriera? 
Se potessi dare un consiglio ai giovani stilisti che vogliono intraprendere la mia carriera direi loro che il business della moda è molto complesso e competitivo, vale la pena affrontare questo settore solo se si è sicuri di aver talento. Comunque, se crederete davvero nei vostri sogni, prima o poi si avvereranno, esattamente come è successo a me!

E per concludere, ci regaleresti una frase o una citazione per te significativa?
Una frase che mi rappresenta molto… Non si può insegnare ai pesci a nuotare, così come non si può insegnare a un designer a disegnare. E’ una dote innata!


Il sito ufficiale di Heather Jones
Press Office: Green Pebbles by Natalia Dodi


www.tiamotisposo.com

Tag:  Heather Jones, stilista, Caraibi, Unconventional Wedding District, Just Cavalli, Milano, Ti Amo Ti Sposo,

Commenti

28-06-2012 - 14:17:00 - Sabrina TiamoTisposo
Spero veramente che l'intervista che avete fatto ad Heather Jones possa essere d'aiuto a tutti coloro che vogliono intraprendere la carriera di stilisti. Heather è davvero un grande esempio per tutti, si è fatta strada sgomitando, utilizzando tutte le sue forze e senza mai cedere alla tentazione di arrendersi! Bisogna essere determinati nel raggiungere i propri obiettivi, non bisogna scordarlo mai!
28-06-2012 - 16:41:15 - anonimo
Bravissime Carlotta e Sabrina!
02-07-2012 - 12:33:14 - Cristiano
uno stile originale e finalmente qualcosa di nuovo, ora che ho letto un po' la sua storia capisco perchè questa Signora ha una marcia in piu'!!!!
03-07-2012 - 10:54:12 - Roby
la determinazione ti fa vincere!
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