Il revival della gonna nella stagione Autunno/Inverno 2014-2015

La storia e i nuovi modelli di uno dei capi d’abbigliamento più discussi di tutti i tempi

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A cura di Maila Daniela Tritto
 
 
Se pensavamo che la gonna fosse andata in pensione, bene, ci sbagliavamo di grosso, anzi, persino gli stilisti affermati come Alexander McQueen, che preferisce modelli lunghi, Roberto Cavalli, che nelle sue creazioni vuole l’inconfondibile stampa animalier, e Gimmo Etro l’hanno rivalutata nelle loro collezioni per la stagione Autunno/Inverno 2014-2015.

Si può dunque parlare del revival della gonna, un indumento che senz’altro ha attirato su di sé l’attenzione da parte delle donne e, più in generale, dell’opinione pubblica dei diversi periodi storici. Perché, quindi, non proporre un po’ di storia per analizzare insieme questo capo, nel tempo realizzato con i tessuti e nei modelli più svariati? 

La gonna è considerata l’indumento femminile per eccellenza, capo d’abbigliamento usato dalle donne fin dalla civiltà mesopotamica, sebbene le più importanti testimonianze dei tessuti adoperati risalgano al periodo sumero, in particolare nelle tipologie di kaunakès, ossia la gonna a balze sovrapposta ottenuta con il vello degli ovini. L’indumento fu poi sostituito dalla tunica semplice per tutto il Medioevo e rimpiazzata nel Rinascimento da modelli ricercati dai tessuti preziosi, difficili da indossare poiché avevano volumi esagerati che rendevano i movimenti faticosi. Solo nel 1860 la gonna si allarga grazie all’uso di sottovesti inamidate e crinoline, più facilmente portabili.

Ma quando le donne hanno potuto iniziare a esprimere un po’ se stesse?

Il periodo coincide con gli ultimi anni dell’Ottocento, in cui il liberalismo trionfa sia sulla moda sia sulla società, con gli abiti di sartoria che si distinguono in modelli diversi e soprattutto la nascita dei tailleur, caratterizzati da due pezzi diversi, la giacca e la gonna. Le linee assumono una sembianza più mascolina, che va di pari passo con il desiderio delle donne di affermarsi nella società e in quegli aspetti che finora erano loro preclusi, come la politica e in generale il lavoro. Eppure le gonne si accorciano solo in tempi più recenti, dagli anni Venti, durante i quali si afferma l’icona della moda per eccellenza: Coco Chanel, che conferisce un nuovo aspetto alla donna, la quale adotta una linea piatta e androgina, definita poi «la garçonne» per via del taglio di capelli corti.

In realtà, la vera rivoluzione arriva durante gli anni Settanta quando nasce l’unisex e le donne mostrano di preferire pantaloni e jeans, che impazzano ovunque, per la loro praticità, ma soprattutto perché diventano un simbolo per le donne stesse, attraverso i quali revindicare i loro diritti all'uguaglianza e alle pari opportunità nei confronti dell’uomo.

Tuttavia solo a partire dagli ultimi anni questi indumenti convivono felicemente, come appunto prevedono le nuove tendenze proposte nelle collezioni di Rinascimento, Kocca, Stradivarius e nella linea low cost firmata H&M - solo per citare qualche esempio - che raccomandano modelli diversi, da quelli aderenti ai più ampi, purché siano in ecopelle


Questa è la moda di oggi. E in futuro? Lo scopriremo col tempo....
Tag:  gonna, donne, moda, Alexander McQueen, Roberto Cavalli, Gimmo Etro, Coco Chanel, Rinascimento, Kocca, Stradivarius, H&M

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