Wait and See. A Milano uno spazio di moda ed interazione col mondo

Uberta Zambeletti ha messo ha disposizione la sua esperienza e la sua creatività per creare un posto accogliente e unico, fatto di abiti,accessori e sorrisi. In continuo cambiamento. Dove la parola chiave è “curiosità”

di Marta Elena Casanova

Pubblicato mercoledì, 13 luglio 2011

Rating: 3.9 Voti: 9
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Da cosa nascono lo spazio “Wait and See” e la scelta del nome?
Ho aperto questo negozio a settembre 2010. Sono stilista e designer, ho collaborato e collaboro tutt’ora con varie aziende in qualità di consulente e ho fatto della curiosità uno stile di vita. Ho sempre creduto che lo shopping non fosse fine a se stesso, lo trovo riduttivo. Io preferisco vedere la gratificazione dei clienti e lo scambio con le persone che entrano in negozio. Per questo ho pensato a Wait and See come ad un posto accogliente, dove le persone possono trovare sempre un sorriso. E per questo ho scelto di essere presente ogni giorno personalmente.
Il nome “Wait and See”è frutto di uno stile di vita. L’esistenza stessa è un lavoro,  non sai mai cosa ti potrà succedere, nel bene e nel male. Io penso questo: se ti accade qualcosa che sconvolge i tuoi piani, sicuramente c’è una ragione. Aspetta e vedrai.

“Aspetta e vedrai”… quanto c’è di femminile in questa citazione?
“Aspettare” è di per se una prerogativa femminile. La pazienza è una prerogativa femminile. Sono qualità che non si riscontrano spesso in un uomo.

Quando scegli le linee da esporre e vendere all’interno del tuo spazio su cosa ti basi? Gusti personali, tendenze, novità?
Mi piace scovare marchi d’abbigliamento nuovi e di nicchia, che abbiano un prezzo accessibile a tutti. Per vestire donne, uomini e bambini a tutte le ore del giorno e per ogni occasione dai venti ai settant’anni. Fondamentale per ottenere questo risultato è viaggiare, cosa che io amo fare. Al momento abbiamo collaborazioni con 98 marchi e molti dei modelli in vendita sono stati creati apposta per Wait and See. Mi piace moltissimo anche il vintage, che qui è mescolato agli altri capi.

Quali progetti ci sono nel tuo futuro e nel futuro di Wait and See?
Abbiamo già avuto modo di creare eventi nei mesi passati, come l’esposizione per la salvaguardia delle api “Design for Bee – Sign” durante il salone del mobile e altri progetti  e manifestazioni per beneficenza sono in programmazione. Inoltre sono in sviluppo il marchio di abbigliamento e accessori firmato Wait and See e l’ e-commerce.
È un continuo scambio, interazione col mondo esterno, comunicazione.
Aspetta e vedrai.

Quale e quanta preparazione c’è dietro ogni tua iniziativa creativa e commerciale?
Ci vuole molta preparazione. Personalmente ho passato un anno a lavorare prima di aprire questo posto e capire se poteva funzionare. Ho fatto ricerca, sono andata per fiere come se il negozio fosse già stato aperto, ho fatto tre differenti Business plan e mi sono confrontata con altri professionisti del settore.  E dopo studi approfonditi sono serviti altri otto mesi per rendere concreto il progetto.

Quali consigli daresti a chi volesse intraprendere una strada come la tua?
Ci vuole ponderazione. Una ponderazione basata sulla concretezza. Bisogna aver voglia di interfacciarsi col pubblico senza mai sforzarsi di sorridere, ma farlo in maniera spontanea. È uno stile di vita questo, a 360°. Gestione, umanità, cultura e curiosità sono gli ingredienti indispensabili per intraprendere questa strada. E anche molta coerenza.

Si capisce immediatamente, appena inizia a parlare, quanto Uberta sia curiosa nei confronti della vita e di tutte le sue sfaccettature. E sorridendo ammette “anche la noia mi incuriosisce”.


Il sito di Wait and See: www.waitandsee.it

Visita anche il mio blog www.sopravvivimilano.it

Tag:  Wait and See, moda, abbigliamento, vintage, Milano, eventi, curiosità

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni