A tu per tu con Christian Mascheroni

Un nuovo libro intenso e toccante che parla di amicizia e di una città, Wienna (Las Vegas Edizioni), e tutto un mondo che ruota attorno al profondo amore per la letteratura. Lo scrittore e conduttore televisivo si racconta su MRS

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Photos by Elisabetta Vaninetti - Otzium Café, 11 luglio '12
Lo scorso Mercoledì 11 Luglio, presso l'Otzium T7 Café di Via Tortona 7 a Milano, all'interno della rassegna "Il vizio è una virtù" organizzata da Alice Cimini in collaborazione con il locale, si e' tenuta la presentazione del nuovo libro di Christian Mascheroni intitolato Wienna (marzo 2012 - Las Vegas Edizioni).

Noi di MRS eravamo presenti e abbiamo fatto una bella chiacchierata con l'autore, scoprendo così che, tra la co-conduzione della trasmissione Ti racconto un libro insieme a Marta Perego, il Blog Non avere paure dei libri e questo ultimo lavoro letterario, che racconta di amicizia, rabbia, sentimenti forti e legami indissolubili con forza struggente, la passione di Christian per la lettura e la scrittura arriva da molto lontano, quando sua madre reinventava le fiabe con lui prima della buonanotte. 
 
Ciao Christian e venvenuto su Mondo Rosa Shokking! Per rompere il ghiaccio ci vuoi raccontare come e quando è nata la tua passione per i libri e la scrittura?
E’ stato un processo naturale, ma pieno di magia, Marta. Sono cresciuto in un appartamento che traboccava di libri. Sin da bambino non c’era armadio che non contenesse romanzi, saggi, libri illustrati. Mia madre Eva, viennese, era una lettrice onnivora, curiosa, lei stessa cresciuta con un padre giornalista e amante della parola scritta. Per cui da bambino sfogliare era un gesto consueto, quasi primitivo. Inoltre mia madre mi leggeva sempre, prima di dormire, qualche pagina di un libro. Per esempio “Alice nel paese delle meraviglie”. Poi chiudeva il libro e diceva: E poi cosa facciamo fare ad Alice? Così ci inventavamo storie parallele al romanzo, creando personaggi che nel libro non esistevano, ma intanto capivi che leggere mi apriva universi di fantasia. Quella magia si tradusse presto in volontà di partecipare a quel mondo. Ricordo che, ancor prima di leggere e scrivere adoravo, la figura dello scrittore, era come un supereroe, un mago. Mi facevo raccontare le loro vite, guardavo le loro fotografie e me le stampavo nella testa, diventavano amici. Il mio primo libro lo scrissi a sei anni. Era un album da colorare con coniglietti, uova di Pasqua, fiori, animali e io abbinai a tutti questi personaggi un nome e creai una storia, pagina dopo pagina, dove interagivano.
 
Conduci il programma Ti racconto un libro e hai un Blog, Non avere paura dei libri. Saper raccontare una storia, inventare, leggere, incuriosire: quanto sono importanti tutti questi aspetti nella società odierna? 
Hai colto un aspetto fondamentale per me, che è quello di incuriosire, non tanto come finalità per arrivare a un lettore, ma quanto esperienza intima che, a mio giudizio, editori e scrittori oggi perdono per strada. Si parla di crisi di libri, le vendite quest’anno sono precipitate, l’e-book non decolla, le librerie chiudono. Ma questo non significa che la gente si stia disinnamorando del racconto, delle storie. Anzi. Vedo ai festival letterari il bisogno di riunirsi per ascoltare storie dalla bocca degli scrittori, chiedendo loro trasparenza di intenti e un approccio intimo, meno consumistico. Inoltre oggi sono tantissimi quelli che scrivono e pubblicano a pagamento per sentirsi realizzati e auto incoronarsi scrittori senza approfondire la scrittura, la lettura, senza strumenti. Invece è necessario non smettere di imparare, di studiare, di coltivare la parola. Solo così puoi, da scrittore, avere tutti gli strumenti per dar voce alle tue storie. E’ un mestiere, non è solo una predisposizione. Basta pensare agli attori. Persino Meryl Streep, ancora oggi, scava nei suoi personaggi, studia, si prepara, non dà per scontato nulla. Eppure chi non la ritiene una delle più grandi attrici di tutti i tempi? Lo stesso vale in letteratura. Non conosco grandi scrittori che abbiano solo dedicato il loro tempo alla scrittura senza leggere, studiare, persino fermarsi, senza anteporre il loro ego o senza guardare al lettore come a un riflesso di sé. Il lettore non è meta, né punto di partenza. E’ il compagno di viaggio, con le proprie idee, la propria testa e la propria capacità di ascolto. E per me, oggi, più di ieri, ogni scrittore deve saper ascoltare prima ancora di scrivere.
 
La lettura è un modo per aprire la mente, per conoscere, vedere oltre quello che normalmente ci circonda. C'è qualche libro in particolare che ti sentiresti di consigliare ai giovani d'oggi?
Quanto spazio ho? Scherzi a parte, ci sono, per fortuna, moltissimi libri che mi hanno aperto la mente. Certo, la lettura è soggettiva, ma ci sono alcuni testi che trapassano i tempi e restano lenti di ingrandimento per guardarsi dentro e fuori. Te ne citerò cinque: VOLO DI NOTTE di Antoine de Saint Exupéry, l’autore de IL PICCOLO PRINCIPE. E’ un viaggio solitario, nel cuore della notte, dove il protagonista indaga il buio, il silenzio, l’incertezza. Trovo che sia una metafora meravigliosa per i lettori di oggi. La stessa cosa vale perLA LINEA D’OMBRA di Joseph Conrad, un romanzo che parla di crescita, maturazione, del diventare uomini. Splendido. L’AMANTE di Marguerite Duras è invece il mio libro preferito per eccellenza. La scoperta della sensualità, della perdizione, dell’abbandono. Lo rileggo ogni anno.BONJOUR TRISTESSE di Francoise Sagan, invece, è uno dei romanzi di formazione che meglio colgono il senso di smarrimento dei ragazzi. Delicato, leggero, ma profondo. Infine consiglierei DIO DI ILLUSIONI di Donna Tartt. Un capolavoro. Riesce a descrivere cosa significhi sentirsi un giovane oggi in maniera unica. Il desiderio di appartenere a un gruppo, di non essere emarginato, ma allo stesso tempo l’incapacità di discernere fra il bene e il male. Un libro straordinario per scrittura, atmosfere, tensione, decadimento. Da riscoprire.
 
I ragazzi e la cultura che i libri sanno dare. Cosa pensi delle nuove generazioni in questo frangente?
Sono spesso ammaliato e stupefatto dai ragazzi di oggi. Attraverso il web molti giovani ridanno luce alla letteratura del passato con inventiva, creatività, passione. Conosco ragazzi che usano twitter e facebook per promuovere la cultura e per creare occasioni di incontro, di confronto, di divertimento. La mia generazione e quella un po’ più vecchia avrà una base culturale e di studi più marcata, ma spesso vedo incapacità di rilettura, di scommessa, di volontà di destabilizzare anche i canoni più consolidati per dare linfa nuova alla parola scritta. Sono d’accordo che bisogna preservare la lingua, la grammatica, la conoscenza, etc… ma sono anche dell’idea che il pericolo maggiore sia il disamore verso i libri come strumenti di indagine. Conosco molti giovani che, invece, partono dai libri per guardare il mondo, per meravigliarsi, per stupirsi. Ho conosciuta una giovane modella il cui oggetto preferito è il temperino. Lei scrive con la matita, legge i classici, e ama temperare perché ogni volta associa al gesto un moto di creatività da appuntare poi sul foglio. Se le parli di Fitzgerald le si illumina lo sguardo. E questo è uno dei mille casi che conosco. Solo che i media non si occupano di queste storie, perché fa più notizia parlare dei giovani delinquenti invece di quelli che hanno una grande passione e un grande amore per la cultura.
 
Parliamo del tuo nuovo libro, Wienna. E' un libro toccante, che tanto racconta dell'amicizia, del bisogno di tornare a "casa", dagli affetti più cari che non svaniscono mai. Il protagonista, Werner, sembra fare tesoro di tutto questo. Quanto c'è di autobiografico? Quali sono i valori in cui credi fermamente?
E’ un libro che parte dalla perdita di sé e che trova la sua soluzione nel perdersi. Non è un contro senso. Spesso mi sento così. Penso di essere a un punto morto, mi sento solo e vuoto nonostante abbia una vita piena di impegni, passioni e amici. Allora mi concedo la libertà di perdermi, anche fisicamente, per le strade di una città e raccontarmi a quella città. Ti assicuro che è una sensazione straordinaria, un gesto di amore verso se stessi. Per questo ho voluto che Werner si perdesse dentro le strade della sua città, Vienna, per ritrovarsi, e ritrovare poi loro, i suoi miglioramici. L’amicizia, nella mia vita, è un baricentro. Senza alcuni dei miei migliori amici, io non avrei indagato le mie emozioni, i miei sogni, non avrei forgiato il mio carattere. A loro devo molto. Questo libro è una dedica personale all’amicizia, quella vera, senza compromessi, che fa male per quanto ti faccia bene. Un’amicizia persino carnale, possessiva, che incide il corpo di ferite, ma anche di baci e carezze, come nelle storie d’amore più appassionate.
 
Come mai la scelta di Vienna? Cosa ti racconta e pensi possa raccontare questa città?
Mia madre era viennese e con la mia famiglia ho trascorso molto tempo in questa città. E’ stata per anni la cartolina della mia infanzia, con la sua capacità di essere magica, musicale, dolce, rassicurante. Ma quando i miei genitori sono scomparsi, circa dieci anni fa, io ho smesso di andarci. Era come se fosse morta anche per me. L’avevo dimenticata. Ti dico la verità: non mi comunicava più nulla. Sono arrivato a pensare che fosse bella solo per via di mia madre. Senza di lei non aveva più senso. Poi mi è capitato di tornarci anni dopo. Volevo rivederla, volevo recuperare le tracce di me, della mia storia personale. La prima volta è stato devastante. Mi sentivo perso. Mi sembrava di non conoscerla affatto, di non essere parte di lei. Era troppo magnificente per uno come me. Finché non ho incominciato a capire che  dovevo smetterla di viverla con il filtro dei ricordi. Dovevo conoscerla per la donna che era diventata e lei doveva conoscermi nella veste di uomo. Ed è stato dirompente. Lei mi ha raccontato di come si è trasformata senza perdere la bellezza dei suoi tratti, di come sia diventata terra di tutti, ma lasciando adognuno il potere di essere se stessi. Io le ho raccontato del mio dolore e della mia passione per la scrittura. L’ho invitata a passare con me giornate intere, mangiando, bevendo, scrivendo, correndo, piangendo, ridendo. Oggi Vienna è per me una compagna di vita, anche se non ci vediamo spesso. Consiglio sempre di non andare a Vienna per visitarla, ma per lasciarvi andare, buttando via mappe, guide, itinerari.
 
Hai scritto una storia non facile, piena di amore ma anche di paure, di certezze e incertezze. Sono argomenti che ti "pesano", o parlarne per te è liberatorio e naturale?
Rispecchia la persona che sono. Posso abbandonarmi alla malinconia e piangere per una frammento di fragilità, quanto appallottolare il mondo e giocare fino a togliere il fiato a tutti quanti. Conosco e non temo la tristezza, anzi mi affascina e la coltivo, ma amo anche l’autoironia, che spesso mi trasforma in una risata vivente, da mal di pancia. Scrivere questa storia è stato un atto naturale, spontaneo, liberatorio. Si è invece rivelato difficile trovare il tono e descrivere Vienna. Infatti ho impiegato quasi sette anni per consegnare il manoscritto finito. Mi pesava il fatto di non riuscire a dare una mia voce personale alla città che più amo al mondo. In alcuni momenti volevo demordere e abbandonare il romanzo dentro il cassetto. Quante lacrime, Marta! Mi sentivo male. Invece che bello quando il libro è uscito. Può essere un libro imperfetto, con tantissimi difetti, ma di sicuro lo considero il mio libro più genuino, più desiderato. Come vorrei che Vienna diventasse una lettrice... chissà cosa ne penserebbe!
 
Un'ultima domanda, Christian: quali i tuoi progetti  lavorativi futuri, nella lettura e nella scrittura?
Spero di continuare a scrivere e condurre Ti racconto un libro. E’ una trasmissione che amo profondamente, che mi porta a conoscere scrittori straordinari e persone che si impegnano a divulgare la cultura con grande sacrificio. Quest’anno, inoltre, ho avuto la fortuna di presentare diversi romanzi e di salire su alcuni palcoscenici, nelle piazze, per presentare scrittori, libri, storie. E’ un ruolo che mi piace, che mi entusiasma. Farmi portavoce della letteratura è una missione che mi onora e mi riempie di gioia. Così come creare momenti di incontri attorno ai libri, sia con i miei che con altri. Il blog NON AVERE PAURA DEI LIBRI è arrivato alla sua conclusione naturale e ne è nato un libro, che non so ancora se sarà pubblicato…ci stiamo lavorando. Di sicuro continuerò a scrivere per il blog letterario di Chicca Gagliardo hounlibrointesta.glamour.it, dove è nato Non avere paura dei libri. A Settembre, poi, debutterò con un blog nuovo… Infine sto scrivendo ben due romanzi. Uno per ragazzi, sfida difficilissima, ma che mi affascina. Poi un altro dove scaverò nel sentimento della sensualità, dell’abbandono, della perdizione. Sarà un omaggio personale a L’amante della Duras e a Morte a Venezia di Thomas Mann. O, almeno, ci provo!


di Christian Mascheroni
2012, Las Vegas Edizioni
pp. 230   Euro 12,00

E dopo l'evento all'Otzium T7 Café 
CHRISTIAN MASCHERONI porterà WIENNA
al Bistrot del Sole
- Via Curtatone 5, Milano - 
Giovedì 19 Luglio 2012, ore19.30

A presentare la serata "A spasso per WIENNA"  
Marta Perego 
giornalista e conduttrice tv di “Ti racconto un libro” (Iris, Mediaset)

L'evento su FB
Tag:  Christian Mascheroni, Wienna, Las Vegas Edizioni, Vienna, Ti racconto un libro, Marta Perego, blog, letteratura, Otzium T7 Café

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