A tu per tu con Francesca Scotti

L'autrice ci parla del suo "Il cuore inesperto", un romanzo di formazione delicato e profondo, la storia della giovane Anita, del suo rapporto con la musica e della relazione con Gabriele, un amore sbagliato ma indispensabile per entrambi

di Carlotta Pistone

Pubblicato giovedì, 2 luglio 2015

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Photos by Michela Chimenti
Ciao Francesca, bentornata su Mondo Rosa Shokking! “Il cuore inesperto” è la tua ultima creatura letteraria, in cui racconti, con estrema delicatezza, quasi poetica, uno spaccato di vita della giovanissima musicista Anita. Partiamo proprio da lei. Com’è nata la tua protagonista e il desiderio di scrivere la sua storia?
Ciao Carlotta, grazie per questo nuovo invito nel vostro Mondo Rosa Shokking!  
La storia di Anita è nata dal mio desiderio di raccontare una crescita fatta, come spesso accade, tanto di armonia quanto di dissonanze. Un percorso che si costruisce - più o meno consapevolmente – grazie agli incontri e agli scontri che si fanno. Certamente Anita è la figura nella quale l’evoluzione è più nitida, ma anche gli altri personaggi affrontano un cammino analogo che con il suo si intreccia, si combina o collide.

Gabriele è l’insegnante di Anita in Conservatorio, poi diventa il suo amante. Una relazione che entrambi sanno essere “sbagliata”, per via della differenza d’età, dei ruoli e delle dinamiche, ma di cui sentono il bisogno, anche se per motivi diversi. Quali sono questi motivi, per l’uno e per l’altra?
Quella di Anita e Gabriele è una relazione che, anche in letteratura, si incontra più volte, ed era proprio questa “familiarità” che mi interessava come punto di partenza. Come dici tu il rapporto nasce dalle esigenze di entrambi anche se diverse: Anita desidera diventare grande il più velocemente possibile e vede in Gabriele una via per riuscirci, per ricevere conferme, ed essere accolta. Gabriele trova in Anita energia, prospettiva e quella stessa opportunità che tempo prima lui si è lasciato sfuggire: il talento che non ha coltivato, la musica che non ha vissuto. Non è una storia d’amore, piuttosto una storia in cui i bisogni delle parti si sciolgono uno nell’altro. Capiterà qualcosa che manderà in pezzi l’equilibrio e che farà tornare rigidi quei confini che prima si erano mescolati. Per il lettore, come per me, qualcosa di questa relazione resterà senza risposta, qualcos’altro si rivelerà chiaramente. Almeno spero!


Courtesy of Elliot Edizioni
Che peso ha la musica nell’esistenza di Anita? In che modo scandisce e determina la sua quotidianità, le sue abitudini, i suoi rapporti sociali?
La musica occupa gran parte del suo tempo e della sua identità. Lo studio, l’ascolto, le prove, le lezioni. L’amicizia più stretta è quella con Ludovico, il pianista suo coetaneo con il quale suona in duo. Il contatto più intimo è quello che ha con la viola, sulla quale reclina il capo quando suona. La musica le dà disciplina, ordine e anche solitudine. La isola in un universo certamente poetico ma per il quale i suoi compagni di liceo non nutrono alcun interesse. E forse, almeno in questa fase della vita di Anita, l’amore più vero che prova vero è quello impersonale per la musica.

Invece qual è rapporto di Francesca con la musica? Da questo punto di vista cosa e quanto hai messo di te stessa nel romanzo?
Il mio rapporto con la musica è un po’ conflittuale, pur avendo studiato molto ed essermi diplomata in Conservatorio non ho mai trovato nelle note la mia voce.  Ho vissuto la frustrazione (che ho regalato al personaggio di Gabriele), la paura di non essere all’altezza dello spartito e dello strumento che suonavo (ne ho studiati tre: pianoforte, oboe e violoncello). Con questo libro mi sono riconciliata con un patrimonio per me molto importante, ho cercato di scrivere seguendo un disegno musicale, fatto di echi, simmetrie, alterazioni. Ho cercato di far affiorare la mia voce con lo strumento della parola.

Tu vivi tra l’Italia e il Giappone. Nel libro è la mamma di Anita a fare come da “portavoce” di questa tua metà nipponica. Si tratta di una figura molto particolare, che mi ha colpita. Ci vuoi parlare di lei?
La madre di Anita è una traduttrice dal giapponese e in questa sua professione trova la propria identità. Soprattutto dopo la separazione dal marito si arrocca spesso in un lavoro che è anche una passione. Un universo dal quale Anita è esclusa: la esclude la lingua, la escludono i viaggi di lavoro, la escludono le serate ai corsi di ikebana o a lavorare sui testi da tradurre. Il Giappone della madre di Anita rappresenta la distanza: io vivo in parte in Italia e in parte a Nagoya, in Giappone. Mi sento sempre “lontana” da qualcosa, sia in Italia, sia nell’arcipelago!

Trovo che il titolo “Il cuore inesperto” sia davvero bello e azzeccato per il tuo romanzo. Come l’hai scelto?
Ti ringrazio!
“Experience is in the fingers and head. The heart is inexperienced.”(L'esperienza è nelle dita e nella testa. Il cuore è inesperto) Thoreau
Questo è il pensiero dal quale sono partita e che ho utilizzato come filo rosso per raccontare le storie di questo libro: per quanto ci si possa dedicare all’apprendimento e si possano accumulare conoscenza e consapevolezza, ci sono emozioni come la tristezza, la delusione, la felicità, la passione che ci travolgono sempre come se non avessero precedenti. Anita, Gabriele e Ludovico, pur nelle differenze, si trovano tutti impreparati nell’istante dell'innamoramento; la mente studia le partiture musicali, le dita suonano note esatte, ma il cuore si lascia sorprendere, nel bene e nel male.

Ci consigli tre libri che secondo te andrebbero letti almeno una volta nella vita?
Il giardino dei Finzi Contini (per innamorarsi di Micol); un haiku di Kobayashi Issa e un libro qualsiasi di Roald Dahl.

C’è una particolare canzone, o musica, che potrebbe fare da colonna sonora a “Il cuore inesperto”?
Credo che la musica di Jorane potrebbe essere una meravigliosa compagna per le pagine di questa storia. Durante alcune presentazioni ho dialogato musicalmente con Eleuteria, una giovane musicista con la quale lavoro da tempo e se siete curiosi QUI trovate l’incipit del romanzo seguito da Linfa Vitale.  Infine, se i libri avessero i titoli di coda vorrei questa canzone mentre scorrono.

Hai qualche nuovo progetto letterario in cantiere?
Le idee stanno tornando a muoversi, qualche storia si affaccia. Il progetto è leggere molto, guardare film,  ascoltare musica e racconti così da nutrire l’immaginazione e la scrittura.


 
Se volete conoscere meglio Francesca Scotti ecco il suo sito: www.francescascotti.it

 
di Francesca Scotti
12 marzo '15, Elliot Edizioni
pp. 180
prezzo di copertina € 17,50
formato Kindle € 8,15
Tag:  Francesca Scotti, Il cuore inesperto, Elliot, musica classica, amore, Milano, Giappone, romanzo di formazione, intervista

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