A tu per tu con Gianluca Veltri

Ne "La dimora del Santo" torna l'ispettore Crespo al centro di una nuova, appassionante indagine. Con l'autore abbiamo a lungo chiacchierato intorno alla nascita e crescita del fortunato personaggio da lui creato, a cui sono seguite altre interessanti curiosità sul suo secondo noir milanese

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Courtesy of Happy Hour edizioni
Ciao Gianluca e benvenuto su Mondo Rosa Shokking! Come e quando è nato il tuo fortunato personaggio, l’ispettore Crespo?
L’ispettore Crespo è nato per caso nell’inverno del 2007. Frequentavo un corso di scrittura creativa e, all’ultima lezione, la docente ci chiese di descrivere in poche righe un personaggio complesso e contraddittorio ma che fosse al tempo stesso accattivante e positivo. Qualche minuto di riflessione, e sul foglio a quadrettoni di un quaderno a buchi che conservo ancora nacque Leonardo Marazzuti, alias l’ispettore Crespo.      

Senza rivelare troppo della trama, quale indagine vede questa volta coinvolti Crespo e la sua squadra in La dimora del Santo?
Nelle prime pagine del romanzo Fulvio, il fratello scapestrato dell’ispettore Crespo, rinviene il corpo di una giovane lap-dancer sudamericana nelle campagne del Parco Agricolo Sud, alle porte di Milano. Da quell’agghiacciante ritrovamento prende vita la vicenda che si sviluppa prevalentemente a Milano, e che affronterà i temi della crisi economica, del gioco d’azzardo e della violenza sulle donne. Aurora, ex prostituta di lusso e fidanzata di Crespo, dominerà la scena con la sua esuberante sensibilità femminile, mentre “il calabrese” un criminale incallito a capo di una potentissima organizzazione  mafiosa, seguirà lo sviluppo delle indagini con grande interesse, coinvolto suo malgrado dagli eventi.

Milano è un’altra grande protagonista del romanzo, imprescindibile sfondo di ogni sua pagina. Che rapporto hai tu, Gianluca, con questa città, e quale tra le sue innumerevoli declinazioni hai scelto di “sfruttare” per rendere più accattivante e realistica la storia?
Il mio rapporto con Milano è di assoluto amore. Ci sono nato, vi ho sempre vissuto e mi ha dato tanto sia sotto il profilo umano che professionale. Ne “La dimora del Santo” appare umiliata e sfregiata dai morsi della crisi economica che di fatto la stanno impoverendo di idee e personalità.
Sono figlio di un operaio e mi sono formato nella Milano degli anni’80, non quella da bere ma quella delle periferie, delle fabbriche, della solidarietà tra lavoratori e tra famiglie proletarie ghettizzate nei suoi numerosi quartieri popolari. Questa è la mia Milano, e questa è la Milano cruda, romantica e poetica che amo e che descrivo nelle mie pagine.
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Alcuni dei personaggi del tuo ultimo libro compaiono anche nel primo, un po’ per necessaria continuità narrativa, un po’ perché immagino ti ci sarai affezionato… ce n’è uno in particolare di cui ti sei divertito a scrivere? E uno che invece proprio non ti sta simpatico?
Sono molto affezionato a tutti i miei personaggi seriali, volutamente molto diversi tra loro, ma quello che in assoluto trovo più simpatico e che mi diverto in modo particolare a raccontare è Fulvio, il rubicondo fratellone dell’ispettore Crespo. Trovo che la sua scelleratezza e la sua bizzarra codardia abbiano qualcosa di estremamente moderno e affascinante. Solitamente, tra i personaggi a cui do vita, non amo i colpevoli, siano essi assassini o solo furfanti di bassa lega, e infatti, spesso, non fanno una bella fine. Credo che il disprezzo che provo per queste figure e per la loro disumanità, sia fondamentale per riuscire a suscitare nel lettore quell’emozione necessaria a fargli trattenere il fiato, sospeso nella tensione narrativa, fino all’ultima pagina.

In realtà Crespo si chiama Leonardo Marazzuti e deve il suo soprannome al famosissimo calciatore Hernán Crespo, a cui tra l’altro dedichi alcune righe, una sorta di omaggio, sul finale del libro. Per quale motivo hai deciso di creare questa somiglianza e cosa accomuna il campione di calcio e l’ispettore?
La somiglianza del mio ispettore al grande bomber argentino è dovuta esclusivamente al fatto che sono suo fan. Hernán, con i suoi gol da cineteca, ha riportato nel 2006 lo scudetto in casa Inter dopo molti anni di amaro digiuno, e da interista D.O.C. desideravo celebrarlo come si celebrano i personaggi a cui si è affezionati e che si sono distinti per avere “fatto bene”.
Sia l’ispettore Crespo che il Hernan sono personaggi positivi, questo forse è il fattore che li accomuna di più, oltre alla somiglianza fisica.

Hai anche avuto modo di conoscere Hernán Crespo di persona grazie ai tuoi romanzi. Com’è andato l’incontro e come si è espresso lui in merito al suo omonimo letterario?
Hernán si è rivelato un grande campione anche fuori dal campo, umile, generoso e straordinariamente umano. La prima volta che ci siamo incontrati giocava ancora nel Parma. L’ho raggiunto con mia moglie e un caro amico in un hotel alle porte di Milano, nel quale era in ritiro con la squadra, la sera avrebbe giocato contro il Milan. Era molto divertito e orgoglioso della somiglianza con il mio ispettore e quello che doveva essere un incontro di qualche minuto, divenne un pranzo di quasi due ore.
L’inverno passato, durante la stesura de “La dimora del Santo”, ci siamo rivisti a Parma, dove vive. Aveva già lasciato il calcio giocato e si stava preparando per l’esame a Coverciano per diventare allenatore. Abbiamo parlato molto del suo passato calcistico e del mondo del calcio in generale. Ne “La dimora del Santo” c’è molto di quell’incontro.    

Parlando un po’ di te, quando hai sentito di essere stato morso per la prima volta dalla passione per la scrittura?
Durante l’adolescenza, mentre i classici del ’900 riempivano le mie giornate di emozioni e colori, mi capitava spesso di sognare un giorno di potere anche io scrivere delle storie accattivanti e coinvolgenti. Probabilmente nessuno dei miei romanzi diventerà mai un classico, ma vedere i miei libri sugli scaffali delle librerie è già molto di più di quanto potessi mai desiderare.

Tu fai tutt’altro lavoro: sei a capo di un famoso salone di parrucchieri milanese, Anadema.  In che modo la tua passione per la scrittura si concilia, anzi, può trarre beneficio e ispirazione dalla tua professione?
Sono entrambe due professioni creative che necessitano di grande sensibilità al dettaglio. Il mio mestiere di acconciatore e make-up artist, mi dà quotidianamente la possibilità di incontrare persone molto diverse tra loro e di ascoltare tante storie, che attraverso dinamiche difficili da descrivere e strane alchimie, spesso mi aiutano a trovare le giuste pennellate per caratterizzare i miei personaggi e, talvolta, diventano una vera e propria fonte di ispirazione.

Quali sono gli autori noir che preferisci e che rappresentano per te i maestri indiscussi del genere?
Ho amato i gialli di Agatha Christie e i noir di Simenon, che a tutt’oggi ritengo siano i veri maestri del genere. Poi mi sono appassionato all’hard boiled scandinavo anni ’80 e successivamente a Manuel Vázquez Montalbán e Roberto Ampuero. Qualche anno fa ho scoperto la disarmante e poetica attualità dei romanzi di Scerbanenco e la graffiante modernità di Lucarelli e Carlotto. Ormai da diversi anni leggo solo autori italiani, un po’ perché ho molti amici che scrivono e un po’ perché credo che la scuola di giallisti e noiristi italiani non abbia nulla da invidiare agli autori stranieri.

Tra interviste sui giornali, ospitate in radio e tv, presentazioni ed eventi, con l’uscita de La dimora del Santo ti stai dando e avrai un gran bel da fare! Ci vuoi segnalare un paio di prossimi appuntamenti a cui partecipare per chi volesse conoscere meglio l’ispettore Crespo e il suo autore/inventore?
Il 29 giugno alle ore 21.00 sarò a San Giuliano Milanese ospite di una rassegna sul noir organizzata dal Comune, e il 4 luglio alle ore 18.00 sarò alla Libreria Popolare di via Tadino a Milano.
Grazie ancora per la bella chiacchierata.


Maggio 2013, Happy Hour Edizioni
pp. 176
prezzo di copertina € 12,50
Tag:  La dimora del Santo, Gianluca Veltri, Happy Hour Edizioni, Ispettore Crespo, Milano, noir, L'odore dell'asfalto

Commenti

26-08-2013 - 11:26:13 - Milk
Libro orribile!!!
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