A tu per tu con Giulia Stolfa, autrice di Cypraea

La giovane scrittrice e giornalista ci parla del suo primo romanzo, un'appassionante storia d'amore e amicizia, sospesa tra presente e passato, capace di trasportare il lettore lontano con la fantasia, al seguito di personaggi velati da un'ombra di mistero e di oggetti preziosi avvolti di leggendaria magia

di Carlotta Pistone

Pubblicato martedi, 21 maggio 2013

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Courtesy of Alpine Studio
Cara Giulia, inizierei dal titolo del tuo romanzo: che cos’è una cypraea e qual è il suo ruolo nella storia che hai creato?
Cypraea è il nome scientifico della conchiglia che spesso si accosta all’orecchio per ascoltare la voce del mare. Abbiamo provato tutti almeno una volta, ed è un gesto che ci riporta alla nostra infanzia: basta ripeterlo per sentirci un po’ bambini. Nel romanzo è un vero e proprio oggetto talismano che collega le storie dei 3 protagonisti, Michele, Marcantonio e Flora, anche se per ognuno di loro ha un significato diverso. E’anche l’oggetto che mette in moto la vicenda: Michele la riceve in un pacchetto anonimo il giorno del suo quarantaseiesimo compleanno, quando ha più o meno la stessa età che aveva suo zio Marcantonio quando è scomparso.

Quando e come è nato in te il desiderio di scrivere questo libro?
E’ nato… a un semaforo. Qualche anno fa c’è stato un periodo in cui per rientrare a casa mi capitava di percorrere in macchina sempre la stessa strada. Aspettando al semaforo un giorno ho notato che su quella strada si affacciava una vecchia villa: era mezza abbattuta, se ne vedeva lo spaccato, si poteva intravedere la tappezzeria. I vetri delle bifore erano ancora integri, per cui l’abitazione era un po’ surreale, parzialmente distrutta ma con una parvenza di completezza, come impegnata in una lotta contro l’inevitabile. Ho iniziato a immaginare: “e se…?” . In quell’attesa, nello spazio di tempo che dal rosso porta al verde, giorno dopo giorno, ha preso forma prima Marcantonio, poi tutto il resto della vicenda.

Presente e passato. Come si sviluppa la narrazione su questi due piani temporali?
Pensiamo sempre di avere a disposizione tutto il tempo del mondo, come se in un angolo della nostra mente ci illudessimo in qualche modo di essere eterni: così magari rimandiamo alcune domande, aspettiamo a compiere gesti che vorremmo fare, e spesso dietro tutto questo c’è la paura di cambiare. Spesso passiamo l’ora nell’attesa di essere domani più felici di oggi. Ma quando qualcuno se ne va, molte risposte sono destinate a rimanere sconosciute per sempre. Flora questo lo sa e non vuole che accada. Ecco perché decide di raccontare. Per conoscere il pezzo di mosaico che le manca per completare la sua storia, e per aggiungere il proprio. Presente e passato in Cypraea si integrano in continuazione: è in quel passato che i protagonisti continuano ad andare a cercare, come se fosse un gigantesco baule di cose dimenticato in soffitta…

Milano, ma anche molti luoghi lontani, posti esotici, spesso resi ancora più magici perché avvolti dal mistero di usanze e leggende che si intersecano con e nella trama. Parlaci dei tuoi viaggi e di quanto questa passione abbia influito sulla stesura del  romanzo.
Ho sempre amato viaggiare: ho iniziato la mia attività giornalistica scrivendo proprio di viaggi. Ho visitato tutti i luoghi di cui parlo in Cypraea, fatta eccezione per Zanzibar, dove ancora non sono stata. Amo molto l’Indonesia, specie in quella sua parte più remota e meno nota del Sulawesi e della Terra dei Toraja, e le abitudini, gli sguardi e i colori della sua gente. Anche le Seychelles fanno da sfondo alla vicenda con la loro natura irrequieta.

Flora e Berenice, due donne molto diverse ma entrambe splendide figure femminili. Quanto di te hai messo in ciascuna di loro? E, di contro, quanto dell’una e dell’altra vorresti possedere tu?
Berenice e Flora sono in un certo senso complementari. Flora desidera la libertà, ma ne ha paura, anche per via delle convenzioni sociali di un’epoca diversa dalla nostra, per cui non riesce mai a ottenerla. Berenice ha invece la libertà che a Flora manca, ma non sa che farsene. Mi sono divertita a immaginarle, e a scoprire come interagivano insieme. Mi piace la determinazione di Flora e amo l’entusiasmo di Berenice, ma con la prima condivido solo la passione per la storia dell’arte, e con la seconda solo l’amore per i viaggi.

In che modo descriveresti l’amore tra Flora e Marcantonio?
Forse è l’amore che tutti sognano di trovare una volta nella vita e che allo stesso tempo temono.

L’arte, anzi, alcuni oggetti d’arte di grande valore sono tra i fili conduttori della narrazione. Anche in questo caso centrano le tue personali passioni, nonché i tuoi studi. In generale, come si è svolto il lavoro di ricerca e quali difficoltà hai incontrato? Quanto tempo hai impiegato per scrivere il libro?
Mi sono Laureata in Lettere Moderne  ad indirizzo storico artistico, e nel corso  dei miei studi mi sono appassionata a una ramo della storia dell’arte di cui di solito si parla poco, ma che è molto intrigante: è la storia dei musei e delle grandi collezioni che prima di essi raccoglievano anche ogni sorta di stranezze provenienti da tutto il mondo (è il caso dei Bezoar di cui parla Berenice). Ma è una passione vista dall’esterno, perché nella mia vita non ho mai collezionato nulla.                                                                         Per completare Cypraea ho impiegato un paio di anni. Considera che di solito scrivo di notte, perché è il momento che mi piace di più, e in vacanza.

Quasi tutta la storia di Flora, Marcantonio e degli altri personaggi che gravitano attorno a loro, viene raccontata dalla stessa Flora, molti anni dopo che i fatti sono accaduti. E’ stato naturale per te scegliere il suo punto di vista oppure avevi preso in considerazione anche altre prospettive?
Flora vuole sciogliere un nodo, svelare un enigma che getterebbe una nuova luce sul suo passato, dando un significato diverso anche alla storia d’amore della sua vita. Deve farlo prima che sia tardi: per onorare un’antica promessa, e per capire. La forza di questo desiderio è talmente impellente che Flora non può badare ad altro: è la sua priorità assoluta. La sua motivazione è fortissima: spettava a lei raccontare la sua storia, anche se nel romanzo anche il punto di vista di Michele si fa spesso sentire, a farle da contrappeso.

Se ti venisse proposto di realizzare un film ispirato a Cypraea e avessi la possibilità di scegliere il cast, a quali attori faresti interpretare i protagonisti del libro?
E’ una domanda difficile… ho il permesso di sognare? In questo caso, quando si sogna, si sogna in grande! Penso che Stefano Accorsi sarebbe un Michele perfetto, mentre Margherita Buy potrebbe vestire bene i panni di Flora. Che ne dici di un Vincent Cassel nel ruolo di Marcantonio?  E per Berenice… concedetemi Keira Knightley!

Tu nasci come giornalista, quindi la scrittura è da tempo il tuo pane quotidiano. Ora che hai esordito anche come autrice di romanzi, in quale ambito ti senti più a tuo agio e da quale credi di poter trarre maggiori soddisfazioni, professionali e personali?
Scrivere mi è sempre piaciuto, e forse giornalismo e narrativa sono due facce della stessa medaglia, che amo allo stesso modo. Nel giornalismo si racconta quello che accade nella realtà, e in un romanzo quello che accade nella fantasia. Ma dietro le quinte c’è sempre la stessa spinta a porsi delle domande.

Hai già qualche altro progetto letterario in cantiere?
Sto lavorando su una nuova storia che mi appassiona molto: ma questa volta sarà completamente ambientata ai giorni nostri...
 
di Giulia Stolfa
2012, Alpine Studio
pp. 250
prezzo di copertina € 14 - Su Amazon.it € 11,90
 
Per seguire Giulia sul web ecco il suo Blog:
giuliastolfa.wordpress.com

Martedì 28 Maggio 2013 - ore 19.00
 
CYPRAEA
LILLIAN PUNTO E A CAPO
 
Giulia Stolfa & Carlotta Pistone 
(giornaliste e scrittrici)
 
si presentano ai lettori della libreria
 
Il Mio Libro di Cristina Di Canio
Via Sannio 18, Milano (MM Lodi)
 
A seguire un brindisi con le autrici
Tag:  Giulia Stolfa, Cypraea, Alpine Studio, Milano, amore, amicizia, mistero, passato, presentazione, Il Mio Libro

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