A tu per tu con Lucia Tilde Ingrosso

Una nuova avvincente indagine condotta dall'affascinante ispettore Sebastiano Rizzo e raccontata con maestria ne "I fantasmi non muoiono mai" da Lucia Tilde Ingrosso che ci ha svelato qualche particolare sul suo ultimo giallo edito da Laurana

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Quali sono, secondo te, i tre ingredienti fondamentali che non possono mancare in un giallo di successo?
Intreccio originale, ambientazione curata, narrazione orizzontale (il vissuto del detective).

Premettendo che I fantasmi non muoiono mai è un libro che vive di vita propria, non si può non ricordare che si tratta della quinta indagine condotta, e da te raccontata, dell’ispettore Sebastiano Rizzo. Parlaci di questo personaggio, affascinante e tenebroso, e della sua evoluzione nella vita professionale e privata.
Sebastiano Rizzo è figlio di un poliziotto morto in servizio (caso mai chiarito, lo sarà in uno dei prossimi romanzi). Laureato in Legge, voleva fare il magistrato, ma ha deciso di entrare in polizia in omaggio al padre. E’ colto, raffinato, malinconico, affascinante. Ama correre, leggere, vedere film d’autore. Non ama guidare, navigare in Internet e mangiare. Interista, non riesce a smettere di fumare. E’ un uomo che piace. In ogni libro, ha un’avventura. Ma nel suo cuore c’è sempre Violetta Ranieri, la fidanzata dei suoi vent’anni, che lo ha lasciato per sposare un ricco discografico. Sebastiano ritrova Violetta, nel frattempo diventata vedova, in Nessuno, nemmeno tu. In questo nuovo romanzo, i due stanno insieme. Ma le difficoltà sulla strada del loro amore non mancheranno.

I fatti di cronaca nera reali quanto influenzano le tue trame?
Moltissimo, sono una delle mie principali fonti di ispirazione. Inoltre, mi aiutano a informarmi sulle tecniche e procedure investigative realmente in uso. Ci tengo che le mie storie siano plausibili.


Courtesy of Laurana Editore
La storia inizia con il ritrovamento di un anello rubato dieci anni prima a una ricca donna, morta subito dopo in circostanze misteriose. Se infatti il romanzo è ambientato nella Milano di oggi, i delitti e i misteri che Rizzo e i suoi stanno cercando di risolvere, in realtà, rimandano al passato. Tu invece da dove sei partita, qual è stato nella tua testa il fatto scatenante, la prima idea che ti è venuta, attorno alla quale hai poi costruito la concatenazione di eventi?
Tutto è cominciato con il mio secondo giallo che ha per protagonista Rizzo: A nozze col delitto. La vittima, Vittorio Aldobrandi, un avvocato giovane e di successo, viene accoltellato alla vigilia delle nozze. Indagando, Rizzo si rende conto che è la seconda tragedia che colpisce la sua famiglia, perché cinque anni prima in Costa Azzurra era morta, in un incidente stradale, la madre di lui, Valeria. E ai lettori si dice che quello che sembrò un incidente, in realtà non lo fu. Hanno dovuto aspettare cinque anni, ma alla fine hanno saputo la verità!

Quando scrivi e, soprattutto, finisci un giallo pensi già al successivo? Nel caso de I fantasmi non muoiono mai pare proprio di sì… :-)
Sì. Ho sempre un’idea in testa. Parto da uno spunto, da un’immagine, con l’esigenza, forte, di far continuare a vivere i miei personaggi. Già immagino una nuova love story, la ricerca di un bambino, le tensioni familiari... E poi ci costruisco intorno una nuova storia.

I tuoi 3 giallisti italiani preferiti?
Difficile trovare, oggi, dei giallisti puri, perché attualmente la scrittura di genere sconfina spesso nel noir. In ogni caso: Renato Olivieri (grande maestro di un recente passato), Massimo Carlotto, Sandrone Dazieri.

Io credo che arrivare a chiudere un’indagine, anche per chi l’indagine l’ha ideata e scritta, sia una gran bella soddisfazione. Tu cosa provi quando ti rendi conto di poter mettere la parola fine a un romanzo? E quella fine è sempre quella ti aspettavi all’inizio?
Il plot giallo è come il meccanismo di un orologio: complesso e perfetto. Quando tutto trova il suo posto e capisci di aver costruito un giallo in cui il lettore sarebbe potuto arrivare alla verità, ma, il più delle volte non lo fa, la soddisfazione è grande. Le abilità “artigianali”, però, non bastano per un romanzo che intrighi: ci vogliono anche cuore e passione. Bisogna innamorarsi della propria storia e dei propri personaggi, spesso anche dei cattivi. Perché, a scavare in profondità, il più delle volte ognuno ha le sue ragioni.

Nuovi progetti letterari in cantiere?
Un romanzo a quattro (firmato con Gabriele Dadati, Marco Drago e Pierfrancesco Majorino) sull’Expo, in uscita a breve con Laurana. Un fantasy per ragazzi ambientato in Toscana, in uscita in autunno con Piemme. E poi almeno altri 3 -4 progetti in pista, anche con Giuliano Pavone, mio partner di vita e di scrittura.

C’è qualche presentazione che vorresti segnalare ai nostri lettori?
La prossima è il 14 marzo a Taranto. La successiva il 21, sabato, alle 15.30, alla biblioteca Cassina Anna. La collega e amica Adele Marini mi presenterà e io presenterò lei e il suo A Milano si muore così.

Come al solito, quando leggo un libro che mi appassiona, lo vedo scorrere nella mia testa come un film. Quindi, in conclusione, ti chiedo: in un’ipotetica trasposizione cinematografica de I Fantasmi non muoiono mai quale cast e regista sceglieresti?
Bella domanda! Sarebbe davvero un sogno. Alla regia Maurizio Zaccaro, che già ha diretto film e fiction di successo. Nel ruolo di Sebastiano Rizzo vedrei bene Fabio De Luigi, in quello del Pm Pellegrini Diego Abatantuono e in quello di Viola Serena Autieri.


di Lucia Tilde Ingrosso
19 gennaio '15, Laurana Editore
pp. 373
prezzo di copertina €16
Tag:  Lucia Tilde Ingrosso, I fantasmi non muoiono mai, Laurana, Ispettore Sebastiano Rizzo, giallo, Milano, indagine

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