A tu per tu con Massimo Milone

In attesa della presentazione di giovedì 6 giugno da Il mio libro di Cristina Di Canio, torniamo a ospitare Massimo Milone per parlare di Milano corri e muori, il suo nuovo noir milanese dedicato alle indagini dell'8° Distretto

di Carlotta Pistone

Pubblicato mercoledì, 5 giugno 2013

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Courtesy of Happy Hour edizioni
Carissimo Massimo, bentornato su Mondo Rosa Shokking con il tuo nuovo libro dedicato alle indagini dell’8° Distretto. In Delitto alla Montagnetta uno dei filoni principali era la corruzione che spesso dilaga anche nel mondo della polizia. In Milano corri e muori invece l’attenzione ruota attorno alla violenza subita dalle donne. Come mai la scelta di questo tema?
Ho iniziato a scrivere Milano corri e muori a settembre del 2012, allora il tema era d’attualità mentre oggi, purtroppo, è un’emergenza nazionale. Nel mio libro tratto non solo il tema della violenza fisica, ma anche, su suggerimento di mia moglie, quello del maschilismo che è molto presente nei luoghi di lavoro e si manifesta in tanti modi, quali ad esempio atteggiamenti paternalistici, battute a sfondo sessuale e altro. Ho cercato di parlare di questi aspetti con ironia e spero di esserci riuscito. Il personaggio di Anna Lodoli, la poliziotta che più di ogni altra si ribella alle consuetudini maschiliste dell’ufficio, è nato proprio dalla volontà di trattare con leggerezza temi così importanti.  

Senza svelare troppo della trama quali sono le due indagini che l’8° Distretto è chiamato a risolvere e in cui le vittime sono, appunto, due donne?
La principale riguarda l’indagine sull’assassinio di una manager quarantenne, che viene uccisa mentre sta correndo la mattina presto nel Parco Sempione. Il libro si apre con la descrizione della sua uccisione che ha come testimone involontario uno dei protagonisti dell’8° Distretto, il commissario Remo Barocci. è lui che si troverà il cadavere della donna tra le braccia e darà inizio all’inchiesta che coinvolgerà, seppur indirettamente, anche la moglie del suo collega Sasà Van Dir. L’altra indagine prende spunto da una denunzia di stalking, in questo caso i poliziotti dell’8° Distretto dovranno evitare che alla donna vittima della persecuzione venga fatto del male.  

La presenza femminile diventa più importante anche all’interno dello stesso distretto. Raccontaci qualcosa di queste  donne – in cui i tuoi lettori riconosceranno vecchie e nuove conoscenze – e quale ruolo giocano nello sviluppo della trama, ma soprattutto delle indagini?
Sì, in questo libro ci sono ancora Melina Laganakis, la bella poliziotta di origini greche, e Mara Fossati, entrambe già comparse con ruoli diversi in Delitto alla Montagnetta, che affiancheranno Van Dir e Barocci nell’indagine di omicidio e saranno determinanti per la scoperta dell’assassino. Inoltre c’è Anna Lodoli, di cui ho parlato in apertura, la quale, pur essendo destinata a un lavoro di ufficio a causa di un’aggressione subita che l’ha resa indisponibile per il servizio di pattuglia, avrà un ruolo importante nello svolgimento della storia, non solo per il tentativo di mitigare gli aspetti più deteriori della vita dell’ufficio, ma anche perché entrerà nell’indagine sullo stalker.

Nella precedente intervista su Delitto alla Montagnetta ti avevo provocatoriamente domando se avresti preferito stare nella “fossa” o in ufficio con Laganakis. Risposta un po’ vaga dell’autore: Nella fossa con Laganakis, e chissà che non succeda. E difatti così è stato! Come mai a Melina viene concesso questo “trasferimento” e, più in generale, quali sono i requisiti indispensabili per poter occupare una scrivania accanto a quella di Van Dir e Barrocci?
Innanzitutto spiego ai lettori di Mrs che la “fossa dei terroni” è un stanza separata dal resto degli uffici dell’8° alla quale si accede scendendo un gradino, ed è “abitata” dai soli Van Dir e Barocci, entrambi meridionali: da qui il nome “fossa dei terroni”. Nella fossa ci sono altre due scrivanie, una delle quali sarà occupata da Melina Laganakis nel corso della storia. Lo spostamento di Melina nasce un’esigenza puramente tecnica, e cioè far spazio alla nuova collega Anna Lodoli. I requisiti per accedere alla fossa sono due: essere meridionali, quindi terroni, e Melina lo è in quanto di origine greca, e l’altro che ha che fare con il calcio, ma lo lascio scoprire ai lettori.

L’8° Distretto ha giurisdizione su una zona ben delimitata di Milano, e se nel primo romanzo il centro nevralgico per i protagonisti era il Monte Stella, ossia la Montagnetta, che comunque resta il loro luogo d’incontro preferito al di fuori dell’ufficio, in Milano corri e muori la vicenda ha inizio altrove, in un punto preciso del Parco Sempione. Perché proprio questa scelta?
Il Parco Sempione è uno dei luoghi storici di Milano, fu inaugurato nel 1893. La storia inizia sotto la Biblioteca del Parco, che è una delle più suggestive della città perché è immersa nel verde ed ha degli spazi all’aperto veramente piacevoli. Quindi quale miglior luogo per iniziare un romanzo se non quello dove i libri sono di casa immerso in un ambiente che trasuda storia? Infine tieni presente che la mattina presto il Parco è percorso in lungo e largo da schiere di runner alle quali spesso mi aggrego anch’io. In sintesi ho ambientato l’inizio della storia in un posto che conosco molto bene…

L’8° Distretto in realtà non esiste, ossia esiste eccome una suddivisione della città in zone, ognuna delle quali è supervisionata da un dipartimento delle forze dell’ordine, ma il commissariato protagonista della tua serie poliziesca te lo sei inventato, giusto? A cosa o a chi ti sei ispirato, tanto per trovargli un nome quanto per caratterizzare i personaggi che lo popolano?
Il nome deriva dal fatto che ambiento le mie storie nella zona 8 di Milano e questo numero richiama l’87° distretto del maestro Ed McBain. Per i personaggi mi ispiro al mio vissuto, avendo avuto l’opportunità di entrare, per lavoro, in contatto con tante realtà molto diverse tra loro ho rilevato che le dinamiche tra colleghi sono sempre le stesse e ho ipotizzato che anche nelle forze di polizie sia così. I personaggi e i rapporti tra loro sono descritti sulla falsa riga di quanto osservo nella realtà quotidiana. Inoltre la zona di Bonola, dove ho situato la sede del distretto, è caratterizzata da una forte presenza di immigrati, regolari e non, che svolgono attività più o meno lecite, e questo mi ha dato ulteriore linfa per descrivere il contesto e i personaggi di contorno.

Nonostante la forte continuità, i vari personaggi che ricorrono e un’evidente similitudine nello stile, ho trovato Milano corri e muori più complesso, nel senso di ricco, e meglio strutturato rispetto a Delitto alla Montagnetta, che mi era già piaciuto tantissimo. In quali difficoltà o facilitazioni ti sei imbattuto durante la stesura del secondo romanzo?
Sì, in Milano corri e muori ho voluto approfondire la vita privata di alcuni protagonisti, quindi ho fatto conoscere ai lettori la moglie di Van Dir, ho raccontato  alcune vicende della vita privata di Barocci, di Laganakis e di Castoldi. Inoltre accanto al tema, purtroppo attualissimo, della violenza sulle donne, ho voluto accennare anche ad alcuni problemi sociali quali: l’evasione fiscale; i comportamenti disonesti che spesso riscontriamo nelle aziende; la sperequazione delle retribuzioni che consente ad alcune persone di guadagnare immeritatamente cifre stratosferiche; la necessità di ripensare il modello di sviluppo economico. Ovviamente questi temi restano sullo sfondo… ho scritto un noir non un trattato di sociologia, però ritengo necessario ambientare le storie dell’8° in un contesto quanto mai reale.

E infine, una domanda inevitabile: dato che stiamo parlando di una serie poliziesca, puoi svelare ai lettori di MRS qualche indizio sulla prossima indagine dell’8° Distretto?
Certo, se il tema di fondo di Delitto alla Montagnetta era l’abuso di potere e quello di Milano corri e muori è la violenza sulle donne, il tema dominante della prossima avventura sarà il tradimento. Ho scelto questo tema perché è di grande attualità, oggi molti si sentono traditi da chi in campagna elettorale avevo promesso di combattere un avversario con il quale invece si è alleato dopo le elezioni. I giovani si sentono traditi perché noi adulti gli stiamo lasciando un mondo in rovina, e così via. I poliziotti dell’8° si scontreranno con il tradimento nelle sue varie sfaccettature, tenendo presente che come canta il grande Vasco: “Non sono gli uomini a tradire, ma i loro guai”.


Giovedì 6 Giugno 2013 - ore 19.00
 
presentazione di
 
MILANO CORRI E MUORI
 
da
 
Il Mio Libro di Cristina Di Canio
Via Sannio 18, Milano (MM Lodi)
 
Dialogherà con l'autore Carlotta Pistone
 
 
 
Maggio 2013, Happy Hour Edizioni
pp. 176
prezzo di copertina € 12,50
Tag:  Milano corri e muori, Massimo Milone, Happy Hour Edizioni, Delitto alla Montagnetta, 8° Distretto, violenza sulle donne, noir

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