A tu per tu con Micaela Scapin

E' un libro toccante "Scusate per il disturbo", un libro che invita a riflettere sull'importanza della memoria e sul valore del tempo attraverso i ricordi e i pensieri che una donna racchiude in un diario perché non vadano perduti quando lei li avrà dimenticati

di Carlotta Pistone

Pubblicato giovedì, 11 dicembre 2014

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“Scusate per il disturbo” è il diario che una madre scrive per la figlia. Brevemente, qual è la storia che tu, Micaela, hai voluto raccontare attraverso le pagine di questo libro?
È la storia di una mamma, ma anche di una donna e di una moglie che a 75 anni scopre di avere una forma di demenza cronica e decide di scrivere una sorta di diario alla figlia Emma che vive a Milano (la famiglia di Emma vive a Venezia, ndr). Scrivere il diario rappresenta l’ultimo sforzo di Adele per vincere l’oblio. La sua paura è di dimenticare i nomi delle persone importanti della sua vita, i loro volti e la sua storia. Scrivere è quindi l’ultimo disperato tentativo di lasciare una sorta di testamento spirituale alla figlia e alla nipote Francesca, perché conosca la sua storia, quella della sua famiglia, per permetterle di sapere da dove arriva, chi è e che donna vorrà diventare.

La memoria è uno dei fili conduttori del tuo libro, forse il principale. Come mai hai deciso di affrontare questo argomento e di farlo attraverso le parole e la vita di Adele?
Perché ad un certo punto della mia vita mi sono accorta di non dare più importanza al tempo, di essere disordinata nell’organizzazione della vita personale, mentre perfetta (o comunque cerco di esserlo) in quella professionale. Di lasciarlo scorrere troppo velocemente questo tempo che non basta mai, senza tenere conto di ciò che è stato. Un esempio? Ho una marea di foto nel mio pc dei miei figli da piccoli e poche foto stampate. E se un giorno dovesse succedere qualche cosa dove finirebbe quel patrimonio? Troppo spesso si dice lo farò domani… e poi quel “domani” arriva troppo tardi, oppure non c’è più tempo.  Mio papà è mancato all’improvviso per un infarto. Il giorno prima bevevo lo Spritz assieme a lui, il giorno dopo non c’era più. Io ho vissuto la mia vita donando tutto quello che potevo ai miei genitori. Non ho rimpianti e sono felice di ciò. Però non sempre è così per tutti. Tante volte si rimpiange di “non aver avuto tempo”, di “avere ancora tante cose da dire”, di doversi incontrare tra una settimana, tra un mese, tra alcuni giorni.  Poi accade che quel giorno non arriva mai. Ecco bisogna saper cogliere il valore del tempo.  Bisogna capire il peso della memoria come patrimonio individuale di ciascuno di noi da conservare e trasmettere.

Adele, per sua stessa ammissione, è una donna “d’altri tempi”. Come si rapporta con la figlia, con i suoi valori e le sue scelte, che invece sono quelli tipici della donne dei “nostri tempi”?
In “Scusate per il disturbo” sono raccontate tre generazioni di Donne. C’è Ida, mamma di Adele, moglie, madre e solo dopo donna d’altri tempi dedita alla famiglia, al marito prima di tutto. È la moglie che ha sacrificato la sua vita per la famiglia; la moglie premurosa che annoda la cravatta al marito prima che lui esca di casa per andare al lavoro, lo pettina, gli allaccia le scarpe, gli porta la colazione a letto. Poi racconto di Adele donna che ha sacrificato tutto per la figlia e per il marito ma che comprende di essere inadeguata in relazione alla figlia laureata e con master, ai suoi amici, alle nuove tecnologie.“Sono fuori tempo”, dice e capisce che forse avrebbe dovuto adeguarsi alle trasformazioni sociali, studiare per non sentirsi inferiore alla figlia. Poi c’è Emma, donna prima di tutto; poi madre e moglie. Una trentenne scappata da Venezia per vivere a Milano e seguire il sogno di lavorare nel settore della moda; personaggio cocciuto, ma di una dolcezza disarmante, determinata nel voler essere una donna realizzata, una madre felice, una moglie presente e di non rinunciare al suo lavoro anche in gravidanza. Emma è il simbolo dell’emancipazione, dell’evoluzione del ruolo della regina del focolare. Una madre che lotta ogni giorno per garantire il perfetto e inarrivabile, aggiungo io, equilibrio tra tempo dedicato al lavoro e alla famiglia.

Perché hai preferito la forma diaristica per raccontare la storia di Adele?
Perché volevo che fosse il personaggio a parlare. Doveva essere Adele ad accompagnarci nel suo mondo e a raccontarci la sua storia. Doveva essere un dialogo diretto per far capire la profondità dei pensieri di questa mamma, per capire le sue emozioni e i suoi sentimenti.


Courtesy of La Toletta Edizioni
“Scusate per il disturbo” non è un libro autobiografico ma, si percepisce, c’è qualcosa di profondamente tuo. Quali emozioni hai provato durante il processo di scrittura? E rileggendolo?
È stato emozionante. Al termine della scrittura era come se la protagonista fosse stata la mia vicina di casa, una parente, una persona conosciuta e cara. Forse è proprio così: Adele potrebbe veramente essere chiunque di noi. Profondamente mio è il legame che ho vissuto con mia madre: le frasi che riporto all’inizio di ogni capitolo del libro me le scriveva lei e le lasciava sopra al cuscino in un periodo in cui lavoravo fino a notte fonda in un ristorante messicano per tirare su qualche soldo durante gli studi universitari. Le ho conservate per mantenere il suo ricordo, per non lasciare che il tempo cancellasse l’emozione che ogni sera provavo nel trovare un nuovo scritto. Era diventato un rituale, la faceva sentire meno sola ed io l’amavo per la sua semplicità.

La famiglia e l’evoluzione del ruolo che la famiglia ha nella vita dei tuoi personaggi, è un altro argomento fondamentale del libro, giusto?
La famiglia è centrale nel racconto. Noi siamo anche ciò che sono stati i nostri genitori. Poi ciascuno sceglie la propria strada, ma le radici sono importanti.

Premesso che trovo molto bello – e azzeccato, e poetico – il titolo del libro, puoi dirci qualcosa sul suo significato e sulla tua scelta?
Perché è una frase che spesso gli anziani ripetono. Non vogliono disturbare e chiedono sempre scusa. Poi perché Adele ha dedicato tutta la sua vita alla famiglia e proprio nel momento finale della sua esistenza sente di tradire suo marito e sua figlia arrecando loro disturbo e preoccupazione per via della malattia.

Qual è il valore che viene dato al “tempo” nel tuo libro? E tu, donna multitasking e dalle mille risorse, come vivi il tempo nella tua vita quotidiana? O per dirla con altre parole ancora: come vive Adele il tempo e come lo viviamo noi oggi?
Il tempo di Adele è lento, nel senso che le sue giornate scorrono al rallentatore, un po’ con la stessa lentezza con la quale, a Venezia, i vaporetti attraversano il Canal Grande. Però il tempo è inesorabile e lei stessa è consapevole di perdere ogni giorno frammenti di sé, della sua vita e della sua storia. Ha vissuto la malattia della madre e teme di divenire come lei, di non riconoscere più il marito, la figlia e l’amata nipote. È drammatico sapere che un giorno non si ricorderà più nulla e si diventerà un essere umano senza storia. Per questo scrive: per sopravvivere al tempo che la sta cancellando.

Prossimi progetti letterari in cantiere?
Ho iniziato un nuovo libro. È un po’ una sfida e non so se ci riuscirò. Comunque ci credo e non mollerò. Poi il tema mi entusiasma: parlerà dell’amore, quello con la “A” maiuscola, che vince il tempo, lo spazio ed esiste a prescindere. Non voglio raccontare di un amore adolescenziale, ma di come l’amore possa esistere sempre in ogni età.

Hai qualche presentazione in programma per la fine del 2014 e l’inizio del 2015?
Allora, il 27 dicembre sono a Gallio (Altopiano di Asiago- Vicenza), il Comune gentilmente ci ospiterà nella sala comunale per la presentazione del libro ad alta quota. Infatti, c’è una parte di Scusate per il disturbo che si sviluppa proprio sull’altopiano di Asiago. Un luogo pregno di storia e di memoria, al quale sono profondamente legata e che adoro per la sua semplicità, la sua bellezza, il ritmo del tempo che passa lento, il sorriso della gente del posto, gli spazi ampi, i silenzi, i colori della natura. Poi a gennaio sarò a Roma, la data è ancora da definire. Io, Giulia Nekorkina, foodblogger di Roma, e Giorgia Assensi stiamo cercando il posto adatto che ci emozioni: perché le presentazioni devono seguire anche un po’ il cuore. Così come è in via di definizione anche Torino. La cosa bella è che molti amici mi supportano e mi aiutano nella ricerca delle location e nell’organizzazione delle presentazioni. Il 27 febbraio sarò ospite del Comune di Pianiga (in provincia di Venezia) che organizza “Aperitivo con l’autore”, in pieno stile Veneto. Una bellissima iniziativa che fa onore a questa pubblica amministrazione. Il Comune di Pianiga acquisterà un numero considerevole di copie, del mio libro e di quello degli altri autori che partecipano all’iniziativa, per destinarli alla biblioteca del paese, e penso che la cultura necessiti d’iniziative positive come questa. 

 
di Micaela Scapin
8 ottobre '14, La Toletta Edizioni
Prezzo di copertina € 14,00
Tag:  Micaela Scapin, Scusate per il disturbo, La Toletta Edizioni, memoria, tempo, diario

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