A tu per tu con Sebastiano Mondadori

Miracoli sbagliati è l'ultimo libro di Sebastiano Mondadori. Una storia in cui riconoscersi, il racconto sentito e profondo di due vite che possono essere quelle di ognuno di noi

di Marta Elena Casanova

Pubblicato venerdì, 31 maggio 2013

Rating: 5.0 Voti: 2
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Courtesy of Miraviglia Editore
Sebastiano Mondadori è scrittore, vive a Lucca, dove dirige la Scuola di Scrittura Creativa Barnabooth. Miracoli Sbagliati è il suo ultimo libro, toccante, vero, che non si rifà alle fiabe, ma all'amore difficile. Il lettore conosce i due protagonisti, Giovanni e Margherita, sin dalla loro infanzia, dalla malattia di Giovanni, da un primo amore ferito, e li ritrova poi nel corso della loro vita, ognuno sui suoi passi, incontrarsi ancora e ancora.

La loro esistenza è costellata di miracoli sbagliati, di relazioni, tradimenti. Come quella di ogni essere umano. Le storie d'amore, per l'autore, non hanno un lieto fine. Sono qualcosa di più complesso e profondo. E lui, come chi ne legge il suo romanzo, finisce per riflettere sul fatto che siamo, sempre, troppo, alla ricerca di un significato da dare a quello che ci accade, che rende la nostra vita una vita. Ma spesso è solo un modo per cercare di tenere sotto controllo la realtà.

Miracoli sbagliati ha come protagonisti Giovanni e Margherita, che si conoscono da bambini, che forse si amano, che si allontanano ma che finiscono per incontrarsi sempre, in varie fasi della vita, ognuno con i suoi problemi, ognuno con le sue vicissitudini. Tu quanto credi nel destino?
Più che credere, alla fine ci tocca cedere alle coincidenze della vita: la parola destino è uno dei tanti termini con cui cerchiamo di dare un senso a quanto è successo al di là della nostra volontà. In ogni caso, il problema è che il passato stesso cambia di continuo ai nostri occhi e, come faccio dire a Margherita, anche il futuro mente. Tra le altre ragioni, si scrive proprio per avere il controllo del tempo. Per una coincidenza riuscita, ce ne sono almeno centocinquanta mancate: li vedo sotto questa luce del tutto casuale gli incontri che mettono di fronte Giovanni e Margherita nel corso del tempo.

Come è nata l’idea e quindi il titolo di Miracoli sbagliati?
La prima volta che coniai questa espressione fu per una recensione sull’opera omnia di Jorge Amado, lo scrittore brasiliano. Confrontando le apparizioni magiche dei suoi personaggi con quelle di Saramago, in Amado c’era una sorta di gratuità, di libertà blasfema che trasformava le epifanie in un ossimoro: quando appare a Dona Flor il fantasma del marito traditore Vadinho, cos’altro non è se un miracolo sbagliato? Riflettendoci nel tempo, sempre più toccato – come tutti – dalle contraddizioni della vita, questa espressione è diventata quasi una contrariata accettazione dell’impossibilità di essere felici.

Giovanni diventa un uomo innamorato di sua figlia e della donna che l’ha messa al mondo, ma viene abbandonato.  Al contrario Margherita fatica a trovare l'amore, e soprattutto un figlio. Da questa storia emerge la difficoltà ad avere e mantenere ciò che può rendere felici. Bisogna vivere molti miracoli sbagliati per arrivare alla serenità e alla consapevolezza di sé?
Il lieto fine non esiste, mettiamoci il cuore in pace una volta per tutte. La nostra forza è quella di continuare a innamorarci, vale a dire di illuderci e sperare di nuovo malgrado, o forse grazie ai fallimenti della vita. Tutti gli amori attraverso i quali vengono accompagnati nel tempo Giovanni e Margherita prima o poi diventano sbagliati, ma non è questo il punto. L’importante è crederci mentre li si vive, spesso – molto più spesso di quanto si creda – traditi dall’equivoco di amare quando invece crediamo soltanto di amare: ma conta davvero la differenza?

Sebastiano, credi che sbagliando, andandosene, allontanandosi e tornando, esista un "per sempre" tra un uomo e una donna?
Credo proprio di no. Per me le grandi storie d’amore sono quelle che finiscono male. La vedo come Fitzgerald, che liquidava i sentimentali, convinti che l’amore duri per sempre, esaltando i romantici, disperatamente fiduciosi che prima o poi finisce. Ma le teorie non servono a niente, c’è sempre la vita pronta a smentirci.

«È colpa nostra, voler dare un senso a ogni cosa.» Sono le parole pronunciate da Giovanni nell'ultima pagina del tuo libro. Secondo te perché gli esseri umani tendono a voler dare un significato a tutto?
Per credere di poter tenere sotto controllo la realtà. E soprattutto per fare rientrare in un disegno più grande anche ciò che apparentemente è privo di senso. D’altronde non si spiegherebbe altrimenti il successo delle religioni. Anche scrivendo romanzi ci si illude di avere il controllo su una realtà inventata, ma il romanziere è un dio troppo umano e pieno di difetti.

Ultima domanda, di rito: nuovi progetti in cantiere?
Ho finito un romanzo breve su un’amicizia adolescenziale, scritto un po’ alla Bassani, con uno stile volutamente retrò. E adesso sono al lavoro su un nuovo romanzo, una sorta di monologo comico-esistenziale con il titolo che è un altro ossimoro.


7 marzo '13, Miraviglia Editore
pp. 239
Prezzo di copertina € 18
Tag:  Sebastiano Mondadori, Miracoli sbagliati, Miraviglia Editore, incontri, amore, destino

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni