Antonella Mecenero e La roccia nel cuore. Seconda parte

Una intervista raffinata e ricca

di Sabrina Minetti

Pubblicato martedi, 19 novembre 2013

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Abbiamo intervistato Antonella Mecenero. Una conversazione lunga e interessantissima. Per non perderne neanche un pezzetto ve la proponiamo in due puntate. La prima parte la trovate QUI.

Il motto del tuo blog è “Stenderò il mio rapporto come se fosse una storia. Mi è stato insegnato, quand'ero bambino, sul mio pianeta natale, che la Verità è una questione di immaginazione", una citazione di Ursula Kroeber Le Guin. Perché lo hai scelto?
È una frase tratta dallo splendido romanzo La mano sinistra delle tenebre.
La letteratura, attraverso l’immaginazione, aiuta a trovare la Verità.
Prendiamo un esempio noto a tutti, l’episodio dantesco di Paolo e Francesca. I due non sanno di essere innamorati, leggono “senza sospetto” la storia di Lancillotto e Ginevra. La lettura attiva la loro immaginazione, sentono i sentimenti che prova Lancillotto e si accorgono che questi sentimenti sono già dentro di loro. Paolo e Francesca erano già innamorati, ma non ne erano consapevoli, attraverso la letteratura lo diventano. Andando incontro alla morte.
La letteratura, quindi, è quella cosa meravigliosa e terribile che ci fa arrivare per via emotiva a delle verità su noi stessi che, magari, avremmo preferito ignorare.

Perché prediligi il giallo per, per dirla con Le Guin, “stendere il tuo rapporto sulla Verità”?
Non ho la pretesa di “stendere rapporti sulla Verità”. Al massimo cerco storie che mi emozionino e che, attraverso quell’emozione, mi facciano raggiungere un po’ di più la verità su me stessa.
La scelta del giallo per me non è stata istintiva, ma del resto è nel mio carattere ragionare sempre molto su ciò che faccio.
Di certo amo storie che non siano punitive, che abbiano un aspetto se vogliamo “ludico”. Sono lettrice e scrittrice di quelle che definisco “storie da sala d’aspetto”, abbastanza forti da farmi dimenticare la realtà contingente per un attimo, ma non così traumatiche da aggiungere un ulteriore peso alla vita. Per questo amo la letteratura di genere. Da lettrice spazio senza problemi dalla fantascienza al noir, passando dal fantasy con puntate nell’horror o nel romanzo storico.
Da scrittrice mi viene congeniale quel patto che si costruisce tra lettore e scrittore nel giallo. Sfido il lettore a trovare l’assassino, ma in cambio lo prendo per mano e lo porto a scoprire il mio mondo fino a farlo approdare, magari, a lidi verso cui da solo non si sarebbe mai diretto.
Mi piace lo spirito interattivo che sta alla base del giallo e cerco, da autrice, di “giocare pulito” anche perché l’essere sottoposta a vincoli ho scoperto che mi aiuta a incanalare il processo creativo di scrittura.

Il nome del blog ci dà tre indizi su di te: inchiostro, fusa e draghi. Vediamo se sono capace di interpretarli: ti piace scrivere, ami i gatti e… tieni un drago in giardino?
Per la precisione in camera da letto e in salotto.
Collaboro con un’associazione, Ecomuseo del Lago d’Orta, e sono l’addetta ufficiale alla mascotte, che è un drago di gommapiuma. Durante alcune della attività di Ecomuseo mi si può trovare con il drago sulla spalla!
A parte questo, io nasco come autrice di fantasy e non volevo rinnegare queste mie radici. Sono tutt’ora un’impenitente giocatrice di Dungeon&Dregons e una lettrice di romanzi e fumetti fantastici. Il mio primo racconto a essersi fatto notare in un concorso è un fantasy (Quello che gli uomini sognano, leggibile gratuitamente dal mio blog) e le ultime tre antologie della collana Mondi Incantati, curate dall’associazione Rill con il patrocinio di Lucca Comics&Games, contengono dei miei racconti fantastici.
Non penso che la letteratura fantastica sia “di serie b” e continuo a essere affezionata ai miei draghi: proprio sopra alla poltrona su cui di solito scrivo, e dove in questo momento sono seduta, ce n’è incorniciato uno bellissimo disegnato da Ciruelo Cabral!

Sei anche un’insegnante. Il tuo più grande cruccio e la tua più grande soddisfazione da “prof”?
Essere insegnanti, oggi, è difficilissimo.
Ho a che fare ogni giorno con dei preadolescenti, ragazzi di un’età davvero complicata e a volte penso che avrei più successo nel comunicare con degli alieni.
Quando il dialogo non riesce e l’unica cosa che si riesce a ottenere è un “lei ce l’ha con me, prof!” è difficile non sentirsi dei falliti.
A volte, però, si riesce a suscitare degli interessi, delle passioni. Quando vedo un lavoro fatto non per dovere, per il voto, ma perché un ragazzo si è interessato davvero a un argomento, quando sento dire che un libro o una lettura sono piaciuti, quando riesco a suscitare un dubbio o una domanda, allora sento che insegnare è il mestiere più bello del mondo.

E ora una domanda che faccio a tutti gli scrittori: se tu fossi un libro, chi vorresti accanto a te sullo scaffale della libreria?
Vorrei un libro che contenesse una bella storia, non importa quale, da andare a sbirciare quando, di notte, gli esseri umani dormono. In effetti essere un libro così in un’enorme biblioteca potrebbe essere la mia personale interpretazione del paradiso.


30 maggio '13, Interlinea - Collana "Gli Aironi"
pp. 179
prezzo di copertina € 15
Tag:  Antonella Mecenero, La roccia nel cuore, Interlinea Edizioni, Lago d’Orta. Gialli, prete investigatore

Commenti

19-11-2013 - 09:25:03 - Francesco Manarini
Bravissime ragazze! ...attendo la seconda puntata!
19-11-2013 - 12:38:09 - sabrina
ehilà Francesco :)
19-11-2013 - 12:39:03 - anonimo
questa è la seconda parte. la prima è qui: http://www.mondorosashokking.com/Morsi-Dal-Talento/Antonella-Mecenero-e-La-roccia-nel-cuore--Prima-parte/
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