Barbara Bottazzi, la numero uno de Gli amanti dei libri

Barbara Bottazzi dirige la testata web sul mondo dell’editoria Gli amanti dei libri, annoverata fra le più influenti del settore. L’abbiamo intervistata per voi

di Sabrina Minetti

Pubblicato venerdì, 25 gennaio 2013

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Gli amanti dei libri, la testata web che dirigi, è ricchissima e costantemente aggiornata. Quanto ti impegna?
Ogni recensore ha la sua autonomia, ma è necessario coordinare il tutto e fare un lavoro di revisione generale dei pezzi da pubblicare. E’ un bell’impegno!

Oltretutto ti occupi anche di altro…
Sì, sono anche un’insegnante, e al lavoro nella scuola accosto questo progetto che nasce da una  bellissima passione e sta avendo un certo successo. In questo periodo, poi, a tutto il resto si è aggiunta anche la frequenza al corso di scrittura di Andrea Fazioli, presso la scuola Yanez.

Vuoi dire che potremmo vedere presto una Barbara Bottazzi autrice?
Per ora frequento il corso e non mi vedo alle prese con la scrittura di un romanzo…

Ma non si può mai dire…
Vero. Non si può mai dire.

Come nasce l’avventura de Gli amanti dei libri?
Tutto è nato da un blog, fondato da un gruppo di ragazzi, fra cui Riccardo Barbagallo, che avevano deciso di recensire libri. Mi hanno contattata perché volevano trasformare il blog in  una testata giornalistica. Io sono giornalista, ho esercitato la professione soprattutto ai tempi dell’università, e con Gli amanti dei libri, ho ripreso a coltivare una delle mie tante attività. Ho fatto tanti lavori diversi, da quello d’ufficio all’amministrazione, e poi sono approdata alla scuola, dove insegno Lettere. La mia famiglia gestisce un’enoteca e sono anche sommelier. Insomma, un’esperienza molto varia.

Visto che sei anche una sommelier: che gusto deve avere un libro per piacerti?
Deve essere… multi gusto. Preferisco i libri che hanno più sfaccettature: un libro per piacermi deve avere una storia coinvolgente, un po’ di mistero (per questo amo i gialli) e fare dell’approfondimento psicologico. Mi piace anche che ci sia spazio per i sentimenti, che la lettura provochi un coinvolgimento emotivo, ma senza sdolcinatezze.

E il gusto amaro?
No, l’amaro non mi piace troppo. Meglio sale, pepe, spezie e profumi. Mi piace anche che nella storia qualche cosa rimanga in sospeso.

Quindi non sei contraria ai finali aperti?
Tutt’altro. Li adoro.

Insegni Lettere. Come vedi il rapporto fra i ragazzi e la lettura?
Insegno alle medie, dove gli studenti rappresentano un pubblico diviso. Da una parte ci sono ragazzi che divorano letteralmente i libri, dall’altra quelli che non leggono nulla. Intorno ai quattordici anni, poi, succede che alcuni smettano di leggere, attratti da altri interessi. Molti trovano la lettura difficoltosa, perché è un’attività riflessiva e solitaria, mentre a quell’età c’è un forte richiamo al dinamismo. La scuola deve far conoscere la letteratura e i meccanismi che stanno dietro al testo, spesso questo affascina i ragazzi. Inoltre, deve favorire la creatività e non disdegnare di lavorare con loro su opere che parlano il linguaggio dei giovani, come possono essere, ad esempio, i libri tratti dai videogiochi. Bisogna ascoltare i ragazzi quando parlano delle storie che trovano coinvolgenti, per capire quali libri proporre e in che modo. In ogni caso, anche con i più giovani, i classici coinvolgono sempre. I ragazzi sanno apprezzare le cose scritte bene. Mai abbassare il livello. Bisogna insegnare la bellezza.

E Barbara cosa leggeva da ragazza?
Da bambina i classici della letteratura per ragazzi, come Piccole Donne, Pattini d’argento. Alle medie mi piacevano i libri sulla seconda guerra mondiale, fra tutti Il sergente della neve. Poi i grandi classici: Il Gattopardo è un libro che ho amato molto, e che amo ancora oggi. E Cristo si è fermato a Eboli. Crescendo mi sono allontanata per un po’ dalla lettura, ero troppo impegnata a vivere, ma dai diciotto sono stata di nuovo rapita dai grandi classici italiani. Mi è un po’ mancata la letteratura straniera.

Qual è il libro che ti ha cambiato la vita?
La montagna incantatadi Thomas Mann. Mi ha riconciliata con tanti aspetti dell’esistenza. E’ un faro della mia formazione.

Lo rileggi ogni tanto? Ti capita di rileggere i libri più volte?
Leggo talmente tanto per lavoro che non mi capita, se non con i libri su cui lavoro con gli studenti. E ogni volta ci trovo qualche cosa di nuovo. Riescono sempre a sorprendermi.

Gli amanti dei libri è una testata online ed è a suo modo un’impresa. Quali sono le leve  su cui agisci per gestirla?
Questa domanda mi porta a riflettere. Le trenta persone che scrivono per la testata sono tante e ognuno, quando parla di libri, in fondo mette molto di sé. Perciò non è semplice organizzare una redazione così ampia e composita e amalgamarne le energie. Ho un obiettivo chiaro, la crescita professionale di tutti i collaboratori, e un approccio per me fondamentale: il rispetto per ciò che fanno e il desiderio di trovare sempre il meglio in ciò che hanno da esprimere. Per fare ciò punto su una diplomazia sincera, che parte dal presupposto che la loro voglia di collaborare a un progetto collettivo è già di per sé una cosa positiva.

Qual è la soddisfazione più grande che hai tratto dal progetto Gli amanti dei libri?
Non esiste un episodio in particolare, ma una modalità collettiva di lavoro di cui vado fiera.

L’intervista dei tuoi sogni che ancora non hai realizzato?
Ce ne sono tantissime, ma ti dico: Andrea Camilleri, data la mia passione per il giallo e per il personaggio che ha creato; Alessandro Baricco, per la sua scrittura; Henning Mankell, per conoscere da vicino un grande del giallo svedese.

Che novità ci attendono su Gli amanti dei libri?
Te ne anticipo due. Prima di tutto partiranno a breve le recensioni dei classici, sempre secondo il nostro approccio, che non è di tipo critico, ma “da lettori a lettori”. Inoltre gli editoriali scritti da autori, sui temi della scrittura e della lettura. Il primo sarà di Andrea Fazioli, in uscita con un nuovo romanzo, Uno splendido inganno.
Tag:  Barbara Bottazzi, Gli amanti dei libri, letteratura, insegnare Lettere, Mann, Camilleri, Baricco, Mankell, Fazioli

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