Bea Buozzi. L’intervista

Abbiamo intervistato l'autrice della trilogia "Il club dei tacchi a spillo"

di Silvia Menini

Pubblicato lunedi, 18 agosto 2014

Rating: 4.2 Voti: 5
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Courtesy of Pierluigi Orler
Come e perché hai deciso di scrivere questi libri? Cosa ti ha ispirata?
Questione di DNA: prima di imparare a camminare eretta, gattonavo nei tacchi di mia madre, ruzzolando lungo le scale di casa. Farmi entrare in un negozio di scarpe equivale a portare un diabetico in una pasticceria :)

Quanto tempo hai passato a scriverli? A quali difficoltà sei andata incontro?
Matta per Manolo era un romanzo in cerca di editore, così come La vita è una Loubou meravigliosa. Erano abbozzati. Scritti in forma embrionale, poi un giorno a Firenze, entrando in una Feltrinelli, ho avuto una vera e propria illuminazione: quella di dedicare una trilogia ai tre guru dei tacchi a cinque stelle.

Come evolve la trilogia?
Le tre eroine protagoniste di ciascun episodio, vivono storie autoconclusive. Nel primo, Matta per Manolo, una trasferta di lavoro, sarà l'imprevedibile occasione per calzare un paio di fantastiche Manolo Blahnik. E saranno queste décolleté rosse - insieme alla criptica profezia di una maga incontrata sul molo Beverello - ad aprirle gli occhi: Palladiana ha jellaggio eterno! Un vero paradosso, per lei che di professione fa l'autrice per il programma televisivo Sposami Subito.
Nel secondo episodio, Tutte Choo per terra, Valentina Quaglia "festeggia" a diecimila metri d'altezza il suo compleanno con un viaggio di lavoro: l'attività frenetica per il noto marchio di moda di cui è responsabile commerciale è l'antidoto per nascondere la solitudine, come si fa con la polvere sotto i tappeti, e dimenticare. Dimenticare di essere una single senza possibilità di recesso, che gli uomini più appetibili hanno già l'anello al dito e che gli anni scorrono fino a farti sentire come se "avessi la stessa data di scadenza di uno yogurt dimenticato in fondo al frigo". Lavorare è il suo cerotto, ma non è il rimedio giusto. C'è un però che si scoprirà alla fine, perché la speranza è l'ultima a morire. Come la cellulite e il male ai talloni per dei tacchi troppo alti. ;)
Infine, nel terzo Clorinda ama le scarpe, le colleziona ed è solita chiamarle con nomignoli divertenti. In occasione degli eventi più importanti della sua esistenza le calzature hanno avuto un ruolo chiave. Clorinda ricorda ancora quelle portate per il suo primo esame universitario ed indossate anche in occasione della laurea così come non ha dimenticato le ballerine che aveva il giorno che ha ricevuto il primo bacio. Le scarpe hanno segnato le occasioni di lavoro ma anche l’amore, in particolare quello con Giulio, il grande asfaltatore. A salvarla da un futuro da “rubinetto rotto”, come l'hanno battezzata le sue amiche, sarà Mr Buk, un dinoccolato amante dello scrittore sporcaccione Bukowski e i suoi due cani maldestri, Maciste, due chili di meticcio e Bobby Marley, con i dred simili a quello del suo padrone.

Quanto c’è di te nelle protagoniste e nella loro passione in comune per le scarpe? (E che scarpe!)
Negli ultimi mesi Clorinda, Palladiana e Valentina sono diventate mie sorelle. Le sogno di notte e non mi stupirei di trovare Ivanna che squilla alla porta per mostrarmi i suoi ultimi acquisti o invitarmi a leggere il suo post sulle zeppe. :)

Tutte tre le protagoniste alla fine cedono all’amore. Credi nell’anima gemella?
Assolutamente sì: altrimenti non avrei inserito l'happy ending al termine dei tre episodi. L'anima gemella esiste: magari non ci aprirà la portiera dell'auto e al posto di fasci di rose rosse si presenterà con i jeans sdruciti, ma esiste di sicuro e, come ripete Ivanna: le scarpe viaggiano a coppie, basta trovare quella giusta per il viaggio di una vita.


Parlando di te:

Cosa significa per te essere scrittrice? Come è iniziata la tua avventura?
Ormai è una dipendenza (la stessa che ho nei confronti delle scarpe e della Nutella ;) Non potrei farne a meno. Scrivo da sempre: da ragazzina appuntavo le mie impressioni sotto forma di diario, poi sono diventare giornalista e, il salto alla scrittura di un romanzo è avvenuto cinque anni fa, per risparmiare sull'analista. Infatti, ho cominciato a scrivere come sfogo e reazione a una situazione difficile che mi era accaduta. Il resto lo conoscete già :)

Qualche consiglio per chi vorrebbe seguire il tuo esempio?
Non desistere davanti alle porte in faccia ma soprattutto amare quanto si scrive. Se uno si diverte scrivendo, il lettore sarà il primo a capirlo.

Un progetto per il futuro
Sto già scrivendo con un'idea che mi frullava in testa da tempo, anche se in tante mi chiedono se ci sarà un ritorno a palazzo Ranieri. Dipende da voi, amiche mie! Un caro saluto (anche da) Ivanna “dea del tacco e donna con quel quid in più!”
Tag:  Il club dei tacchi a spillo, Bea Buozzi, Matta per Manolo, Tutte Choo per terra, la vita è una Laubou meravigliosa

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