Bruna Magi ci parla del suo romanzo: Prima Pagina

In una Milano simile alla Grande Mela una giornalista ribelle e anticonformista incontra il direttore di una famosa testata giornalistica, impenitente seduttore. Ed è attrazione fatale... In attesa della presentazione milanese del 19 marzo '14, abbiamo intervistato l'autrice di Prima Pagina

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Courtesy of Edizoni Bietti
Buongiorno Bruna e benvenuta sulle pagine di Mondo Rosa Shokking. Raccontaci brevemente di che cosa parla il tuo romanzo “Prima pagina”.
La storia si svolge a Milano, una città che ha molte similitudini con New York: è la nostra capitale dell’editoria, della finanza e della moda, crocevia di giornali e tv, una città che sembra non dormire mai, proprio come la Grande Mela. E presto, nel 2015, sarà Capitale del mondo con l’Expò. Angelina Felix, giornalista, è una tipa ribelle, anticonformista, restia ai compromessi, sia nella vita privata che in quella professionale. E resta tale anche quando incontra Luca Falco, impenitente seduttore ma anche direttore di un quotidiano di successo. E’ adorato dai lettori e dalle donne (nell’ambiente si sussurra che le giornaliste “facciano la fila” davanti alla sua porta), è un uomo che non conosce rifiuti. Tra loro è attrazione fatale, in bilico fra tenerezza, eros e umana fragilità. Ma anche sintonia di cuore e di penna. Diventa passione da “prima pagina”… sino al colpo di scena finale. Scoprirete chi c’è dietro l’angolo.

Come mai hai deciso di scriverlo e pubblicarlo proprio ora? Era tanto che avevi in mente questa storia oppure si è trattato di un’ispirazione improvvisa?
L’avevo in mente da tempo, e lo dimostrano i fatti di cronaca citati nel libro che fanno sfondo alla vicenda. E’ rimasto nel cassetto qualche anno, bloccato da un evento dolorosissimo, la perdita improvvisa di mio fratello Ruggero. Gliene avevo accennato e lui si era molto divertito all’idea. Sono riuscita a riprenderne il filo soltanto aggrappandomi al ricordo del suo irresistibile sorriso pieno di ironia. L’ispirazione arriva sempre all’improvviso, per ogni mio romanzo (questo è l’ottavo, più due raccolte di articoli, una pièce teatrale, e il testo di una canzone, Champs Elysées, inserita in un album di Giuni Russo, ci tengo molto, è un ricordo struggente). Quindi passo subito alla costruzione, “vedo” tutto il romanzo nella mia mente, diviso in capitoli. E scrivo “immergendomi” dentro il tracciato mentale. E’ come fosse un film, racconto per immagini.    

Parlaci di  Angelina Felix, a partire dal suo nome, per passare al suo rapporto con carriera e amore. Quanto c’è di autobiografico nella tua protagonista?
Il nome Angelina (lo dico anche nel libro) non è ispirato all’attrice più famosa al mondo. Una combinazione, infatti è quello di una mia bellissima zia toscana, purtroppo morta giovane, che aveva gli occhi blu come i cieli di certi dipinti agli Uffizi. Il cognome è un gioco. Di autobiografico c’è l’ambiente delle redazioni e quello del cinema, dalla Mostra di Venezia al Festival di Cannes, frequentati per il mio lavoro di giornalista e critico. Non ho resistito alla tentazione, era il canovaccio ideale. Con la Milano glamour delle auto scortate e dei ristoranti esclusivi.

Con le donne, in genere, Angelina che rapporto ha? E Bruna?
Angelina, istintivamente, non fa distinzione di sesso, ma di persone. Trova riduttivo, sbagliato, giudicare per genere. C’è il meglio e il peggio in ogni uomo e in ogni donna. Bruna ha avuto la fortuna di saperlo per educazione familiare, ancor prima delle sacrosante rivendicazioni di parità. Nella sua vita ha visto cose brutte negli uomini, ma in certe donne ha scoperto il buio dell’orrore. Del resto è la realtà che supera la letteratura. La carriera? Per lei conta, ma meno dei valori fondamentali.

Chi è Luca Falco? In che modo e fino a che punto il suo personaggio riesce a condizionare la vita di Angelina?
Luca Falco è un uomo molto intelligente, di bell’aspetto e grande autoironia. Ambizioso, abituato ad ottenere tutto, in apparenza privo di scrupoli. Un predatore. E il cognome non è stato scelto a caso. Ma (provocazione), forse è migliore di certi ipocriti che fingono di stimare le donne in assoluto. Sembra che condizioni la vita di Angelina, in realtà giocano alla pari. Lui è in vantaggio nell’apparenza dei ruoli, ma sono due seduttori che si sfidano. Ognuno gioca le sue carte. E i sentimenti, positivi o negativi, sono autentici in entrambi.

Qual è stato l’impatto del tuo romanzo sui lettori? E su coloro che fanno parte dell’ambiente giornalistico, ossia il mondo che fa da sfondo alla vicenda?
Molti mi hanno detto che si legge in un fiato. E’ il complimento più lusinghiero. Nell’ambiente giornalistico “Prima pagina” ha suscitato grande curiosità (il tipico giochino del “totonomi” per identificare i protagonisti, inutile, fanno parte di un puzzle). Niente è come appare, in questo libro. Molte le recensioni positive: “l’incendio dei sensi tra Angelina e il direttore potente e spregiudicato, con un fondo di tenerezza audace, porta a pagine di alta intensità erotica non gratuita”, ha scritto Antonio Bozzo sul “Corriere della Sera”.

Pensi che ambientata in un altro settore, la tua storia avrebbe reso allo stesso modo?
No, il romanzo ha un’anima giornalistica. E’ la storia di un nuovo Bel Ami del terzo millennio, ma raccontato da una donna. Lo hanno rilevato con divertimento anche i recensori.

C’è una scrittrice o uno scrittore che ami particolarmente? Perché?
Ho tre cult, al maschile: Shakespeare (nessuno come lui ha narrato l’orrore e la grandezza dell’animo umano). Tomasi di Lampedusa, “Il Gattopardo” (perché tutto cambia per non cambiare mai, come diceva il protagonista). Alexandre Dumas, “I tre moschettieri”, il féuilleton perfetto.

Quando non scrive che cosa fa Bruna Magi?
Vado al cinema. Cammino. Ho sempre pensato che vorrei camminare sino alla fine del mondo.

A breve, mercoledì 19 marzo, ci sarà una presentazione di “Prima pagina” a Milano. Vuoi darci le coordinate per partecipare? Altri appuntamenti da segnalarci?
La presentazione sarà al “Bistrò del tempo ritrovato”, in via Foppa 4, alle 18. Ne discuto con lo scrittore Tommaso Labranca, un abile provocatore. Saranno scintille, seguite da un aperitivo.  Per il resto ho i luoghi, non ancora le date: Cortina, Rimini, Alassio, Marina di Pietrasanta. Se sarete in vacanza da quelle parti, chissà, magari ci incontriamo per quattro chiacchiere, insieme a Luca Falco e Angelina Felix! 


    
                    

2013, Edizioni Bietti
pp. 175
prezzo di copertina € 14,00
Tag:  Bruna Magi, Prima Pagina, Bietti Edizioni, giornalismo, attrazione fatale, presentazione, Milano, Bistrò del tempo ritrovato

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