Chiara Corti e Maria Cristina Giordano, autrici di Così mi piaccio!

MRS incontra le autrici in una doppia intervista. Stesse domande, punti di vista diversi?

di Andrea Tonetti

Pubblicato venerdì, 23 maggio 2014

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Come è nata l'idea di scrivere questo libro?
Chiara e Maria Cristina:L'idea del libro è nata dal nostro corso “Così mi piaccio! Corso di stile ed autostima” che ormai è giunto alla IV edizione (Le prime edizioni sono state fatte a Olgiate Molgora, Lecco ed Erba). E’ un corso dedicato alle donne, nato nel 2013 per aiutarle a piacersi di più, ad accettarsi, ad avere un proprio stile, a saper scegliere l'outfit giusto e ... molto altro.

Quali sono gli errori più comuni che le donne commettono quando fanno shopping?
Chiara: L’errore psicologico più comune è farsi consigliare dallo stato d’animo del momento, purtroppo spesso ci facciamo guidare da emozioni negative, dalle opinioni degli altri che ci portiamo dentro e da cui non riusciamo a prendere le distanze. Mi è capitato che alcune mie pazienti mi dicessero che non si compravano abiti colorati perché la madre riteneva elegante solo il colore nero oppure che indossavano capi molto larghi per non far risaltare la loro femminilità.
Maria Cristina:Gli errori più comuni che commettono le donne quando fanno shopping sono: quello di comprare ciò che vedono addosso agli altri, scegliendo  quello che tutti portano, anche cose orrende ed improponibili,  altre sbagliano scegliendo quello che la moda del momento impone, come una legge, non curandosi del fatto che magari quel capo non fa per loro, sono quelle che io chiamo le "talebane della moda", comunemente dette "fashion victims".  Molte sbagliano  nella scelta dei colori, esiste un metodo quasi scientifico per stabilire quali sono i colori donanti e quali quelli penalizzanti (come spiego nel libro), gli errori negli  abbinamenti e  quello dell'occasione d'uso, per esempio, un abito acquistato per un matrimonio che non possiede affatto i requisiti per essere indossato in tale occasione. Esiste una statistica che afferma che il 50% dello shopping è fatto in maniera sbagliata, questo vuol dire che, statisticamente, la metà dei soldi spesi sono stati sprecati.

Sulla base della vostra esperienza, su 10 donne che incontrate, quante di queste fanno le scelte giuste?
Chiara: Non è facile fare le scelte giuste e forse non esistono scelte giuste o sbagliate. Direi quindi che dipende dai momenti, a volte su 10 donne ne trovo 10 che hanno fatto la scelta migliore per quel momento e altre volte ne vedo 10 che hanno fatto la scelta meno giusta o, peggio, che non hanno scelto. L’importante è scegliere, poi siamo sempre in tempo per correggerci e cambiare sia abito che pelle.
Noi donne dobbiamo imparare ad amarci, a non dipendere dalle opinioni degli altri, nemmeno da chi crediamo ci voglia bene. L’importante è sentirci bene dentro per poterci esprimere liberamente.
Maria Cristina: Posso rispondere sia sulla base della mia personale esperienza, maturata sul
campo della moda da più di 30 anni, che sulla base di una statistica ufficiale, con la quale concordo totalmente e cioè che l'80% (quindi 8 su 10) delle donne italiane sbaglia a vestirsi. Gli errori, come dicevamo prima sono molteplici, colore, taglia, modelli, molto spesso si acquista ciò che non si adatta per nulla alla propria forma fisica; occasioni d'uso, abiti fuori moda, usurati rovinati etc., abbinamenti del tutto fuori luogo con le varie tipologie di accessori, oppure, la scelta di outfit  assolutamente non adatti alla propria età!

Quanta responsabilità hanno, secondo voi, le commesse per le scelte sbagliate delle loro clienti?
Chiara: Non tutte le commesse conoscono le regole base per l’abbinamento dei colori o la scelta dei capi a seconda della forma del corpo, per questo qualche volta consigliano in maniera errata le clienti, ma di sicuro leggendo il nostro libro sia le commesse che le clienti sapranno quali abiti acquistare per avere stile.
Maria Cristina: Le commesse hanno responsabilità a seconda della tipologia del cliente. Ci sono donne (ma anche uomini) estremamente sicure, che non hanno bisogno dell'ausilio della commessa per decidere cosa acquistare, su queste quindi, la responsabilità è nulla. Esiste però una categoria di donne, e questa è assai più nutrita della precedente, che ha bisogno del confronto e del consiglio della commessa, la quale però, non sempre suggerisce  la scelta migliore. In 1uesto caso la responsabilità è molto grande.

Immagino che una frase come "non importa come ti sta, se ti piace compralo" vi faccia rabbrividire. La cultura del menefreghismo mi sembra piuttosto diffusa, basta guardarsi intorno ogni giorno. Esiste secondo voi il concetto di "sei vestita talmente male che stai bene"?
Chiara: "Sei vestita talmente male che stai bene" … io la cambierei con la frase “Sono vestita così male che qualcuno mi noterà”, questa è la frase che alcune donne, soprattutto le più giovani, pensano e mettono in atto.
Perché? La risposta è molto complessa, ma cercherò di spiegarla in modo conciso: tante ragazze non si sentono belle, sono convinte di non attirare su di sé alcuno sguardo, pensano di essere invisibili e sole. Visto che non sono bella allora cerco di farmi notare per altro: vestiti trasandati, brutti, inguardabili, acconciature improponibili, trucco assolutamente eccessivo o assolutamente inesistente, … e potrei andare avanti. Per questo è necessario fare un percorso di accettazione, di scoperta dei propri talenti e delle proprie potenzialità.
Maria Cristina: Sì, mi fa rabbrividire e non esiste assolutamente questo concetto, se una è
vestita male, sta male e basta! E' fondamentale che l'abito che indossiamo debba piacerci, altrimenti non lo porteremmo mai con disinvoltura, ma deve comunque rispondere a determinate regole, deve fare, in tutto e per tutto, al caso nostro, naturalmente a patto che il nostro obbiettivo sia quello di fare una bella figura......

Da dove arriva l'incapacità di scegliere l'abbigliamento giusto, il colore giusto e di non saper abbinare i colori tra di loro?
Chiara: La percezione è un importante processo psicologico, che ci aiuta a mettere in ordine il mondo che ci circonda, a categorizzarlo. Gli strumenti che usiamo per percepire sono i nostri sensi coadiuvati dal nostro cervello. Nel libro faccio una domanda: “Tutto quello che percepiamo, che vediamo, corrisponde alla realtà?” Non voglio svelarvi la risposta, che troverete nel libro, ma desidero dirvi che i colori, le forme dei vestiti, gli abbinamenti, … dipendono dalla risposta a questa domanda e dalla capacità di saper capire e gestire le proprie emozioni.
Maria Cristina:Moltissime donne non si sanno guardare allo specchio, cioè, si vedono ma non
si guardano, non riescono ad avere una percezione reale  del proprio corpo (il perchè questo accade è argomento di Chiara) ma, di base sicuramente dalla mancanza di buon gusto. Il buon gusto non lo si impara, o ce l'hai oppure cerchi di farti consigliare. Il buon gusto si può coltivare attraverso  l'input continuo di immagini "belle" cioè con un alto senso dell'estetica, le arti figurative sono sicuramente un'eccellente palestra.

Al di là della capacità di scelta di capi e dei colori adatti, quanto pensate che si sia abbassato il "buon gusto" delle persone negli ultimi anni?
Chiara: Secondo me il buon gusto non è statico ma mutevole e va di pari passo con i concetti di bellezza e di bontà. Per questo dovremmo imparare ad allenare il gusto come alleniamo il fisico e la mente. Per esempio andando a visitare i musei, leggendo i grandi capolavori letterari, ascoltando la musica e contemplando la natura.
Maria Cristina: Si è abbassato di parecchio, il cattivo gusto dilaga in tutti i campi, sul perché sia accaduto  ci sarebbe da fare un trattato di antropologia, ma restiamo sulla superficie.
Molte donne sono pigre e non hanno voglia di dedicare un po del loro tempo alla cura del proprio corpo, dei capelli,  alla scelta di ciò che indosseranno quel giorno, uscendo con il primo vestito capitato tra le mani oppure, ancor peggio, adottando, come una seconda pelle,  capi che loro reputano  jolly e quindi portabili sempre ed in ogni occasione (vedi il dilagare di leggins, sneakers....) pensando che vestire bene sia sinonimo di scomodità.
Qualcuno da la colpa alla vita che conduciamo, sempre in lotta contro il tempo, io però credo che  trovare qualche attimo da dedicare a noi stesse sia doveroso, si tratta di una forma di gratificazione anche verso le persone che vivono accanto a noi,  sul lavoro, una persona curata ed adeguatamente vestita, trasmette affidabilità e padronanza della situazione.
Secondo me l'errore più grande che commettono le donne dei nostri tempi è la mancanza di femminilità che non vuol dire soltanto indossare tacco a spillo, abitino fasciato e rossetto rosso.
Non è certo la taglia a fare di noi una bella donna raffinata e femminile, sia che indossiamo una 38 che una 52, possiamo sempre essere eleganti, basta saper scegliere,  le donne eccessivamente critiche molto spesso sono delle sciattone.
“Non esistono donne brutte ma solo donne pigre"  Helena Rubinstein

Secondo voi gli uomini hanno minore o maggiore capacità di scegliere i capi e i colori giusti? Potete spiegare perché?
Chiara: Gli uomini per me sono al pari delle donne nello scegliere gli abiti e i colori. Credo che quello che ci differenzia sia l’approccio allo shopping. Gli uomini hanno un minor investimento emotivo e non soffrono le critiche, quindi da questo punto di vista sono avvantaggiati.
Maria Cristina: Il guardaroba dell'uomo è molto più semplice rispetto a quello della donna
quindi, loro sono meno a rischio di errore, comunque anche un uomo vestito impeccabilmente non lo si incontra spessissimo, e gli errori sono più o meno gli stessi commessi dal gentil sesso.

Le persone che si rivolgono a voi, lo fanno perché si avvicina un'occasione speciale (matrimonio, cena di gala, debutto in società, ecc) o per avere consigli in merito alle loro scelte quotidiane?
Chiara: Le donne che si rivolgono a me sono in evoluzione, vogliono cambiare in meglio, magari stanno attraversando una crisi esistenziale (separazioni, lutti, menopausa, perdita lavoro, nascita di figli o nipoti, …) oppure cercano dei consigli professionali per raggiungere i loro obiettivi e per stare meglio con sé stesse e con gli altri. Sono donne coraggiose, proiettate verso un presente prossimo più soddisfacente, che amano le sfide.
Maria Cristina: Le persone che si rivolgono a me lo fanno per tanti motivi, perchè sono in
fase di cambiamento (divorzio, matrimonio, promozione sul lavoro, cambiamento fisico etc.), per un'occasione speciale nella quale non vogliono  fare brutta figura; perchè hanno bisogno di un supporto professione per essere impeccabili  nella vita di tutti i giorni oppure per imparare a vestire in maniera esclusiva riuscendo ad esprimere attraverso l'abito la loro vera essenza.

Ci sono alcune professioni nate negli ultimi anni che, dalla società, non vengono considerate come dei veri lavori. Succede anche a voi?
Chiara: La professione dello psicologo è relativamente giovane, ma è sicuramente ancora molto “sconosciuta” alla maggior parte delle persone. Si pensa che dallo psicologo vada solo chi ha problemi psichici, invece la mia professione varia molto: spazia dai problemi scolastici ai disturbi alimentari, dalla gestione dei figli alla moda, dal coaching al marketing per poi passare alla selezione del personale, etc.
Allora … vi aspetto!
Maria Cristina: No, a me non succede affatto, la mia professione di consulente di immagine sta prendendo piede sempre più e trovo che la risposta sia decisamente gratificante.

 

Chiara Corti
Pagina Facebook: Così mi piaccio

Maria Cristina Giordano
Consulente d'Immagine e Personal Shopper

Tag:  Così mi piaccio!, Consigli di stima e autostima, abbigliamento, abito adatto, colore abbinato

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