Chiara Moscardelli. L’intervista

Abbiamo incontrato l'autrice di "Quando meno te lo aspetti" per curiosare ancora una volta nella sua vita

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Courtesy of Giunti
Ormai nelle due interviste precedenti fatte per MRS abbiamo sviscerato in modo approfondito la tua passione per la scrittura e questo tuo tocco ironico che cattura il lettore e lo fa innamorare del tuo stile letterario. Eccoci allora a parlare del tuo ultimo romanzo “Quando meno te lo aspetti”.

Nei tuoi primi due romanzi la protagonista aveva il tuo nome. Ora, invece, le hai dato una sua identità. Penelope Stregatti è veramente staccata da te o possiamo trovare ancora delle somiglianze?
Dunque vediamo…Penelope è una barese trapianta a Milano. Io sono una romana trapiantata a Milano. Penelope è single, io sono single. Diciamo che mi sono “ispirata” a Chiara Moscardelli. Solo che alla fine Penelope è migliore di me in molte cose. Almeno nella fiction si può mentire…è fiction!

Quando meno te lo aspetti è a metà tra una love e una spy story. Come ti sei approcciata a questo nuovo filone (peraltro già presente nel tuo romanzo precedente)? Quali sono state le reazioni dei tuoi lettori?
Il mio sogno - ed è proprio il mio non quello di Penelope - è riuscire a scrivere una commedia come il film Caccia al ladro o Sciarada in cui la commedia si mescola alla spy story. Da lì io prendo ispirazione e da lì ho avuto l’idea della mescolanza dei due generi. Non so se mi è riuscita così bene, però. Le mie lettrici sembrano apprezzarlo, o almeno lo spero. In molte mi scrivono per dirmi che si sono immedesimate in penelope e che vorrebbero incontrare anche loro un Ristori e questo mi rende molto felice!

Cosa ti ha ispirato per la creazione della trama?
Prendo spunto da tutto quello che mi succede e che mi viene raccontato, ma soprattutto dai libri e dai film. Certo non voglio dire che a Parigi sono scappata da mafiosi russi che cercavano di farmi salire in macchina, ma posso averlo sentito raccontare da qualcuno…. A parte gli scherzi, l’uomo dalla doppia identità, Alberto Ristori o Riccardo Galanti, mi ha sempre attratto e allora perché non metterlo in un libro?

Nel romanzo si parla del falso mito della metà mela. A quali difficoltà vanno incontro e in cosa sbagliano, secondo te, le ragazze/donne di oggi?
Non posso parlare per tutte. Di certo parlo per me stessa. Il punto non è solo la ricerca dell’amore o della felicità. Il punto è riuscire a bastare a se stesse. Siamo state abituate a pensare di essere una metà mela. A sentirci ripetere che prima o incontreremo l’altra metà. Invece noi siamo intere! La società oggi guarda con diffidenza una donna che abbia superato i quaranta e non sia diventata madre, moglie, compagna. E questo ci fa sentire inadeguate. Dobbiamo imparare a pensare di essere complete anche da sole!

L’ironia è un’arma di difesa e un modo per affrontare la vita in maniera più scanzonata. Ma è un fattore che avvicina gli uomini? Dal libro si direbbe di sì…
Eh…ma infatti solo dal libro. Nella vita reale non è così. L’uomo ha paura della donna ironica. Non dico tutti, odio le generalizzazioni. Ma la maggior parte di loro sì. Per questo ho scritto Volevo essere una gatta morta. Moglie e compagna ideale. Rido molto con i miei amici, che però sono i miei amici. Le loro compagne non sono come me.

Leggi anche la recensione di QUANDO MENO TE LO ASPETTI
Tag:  Quando meno te lo aspetti, Chiara Moscardelli, La vita non è un film, Volevo essere una gatta morta, Giunti

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