Christian Mascheroni e il suo Non avere paura dei libri

Dalle pagine del blog di Chicca Gagliardo a quelle cartacee di Hacca edizioni, ecco il nuovo romanzo di Christian Mascheroni, l'emozionante storia di una famiglia, e soprattutto di una madre indimenticabile che ha insegnato al figlio cosa vuol dire amare davvero i libri. E, aggiungerei io, saperli scrivere...

di Carlotta Pistone

Pubblicato martedi, 9 luglio 2013

Rating: 5.0 Voti: 1
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Courtesy of Hacca edizioni

Ciao Christian e bentornato su Mondo Rosa Shokking! Il tuo ultimo romanzo, Non avere paura dei libri, è nato in modo inusuale, ossia dalle pagine che hai scritto per tanto tempo nel Blog che Chicca Gagliardo tiene su Glamour (Hounlibrointesta). Ci vuoi parlare della genesi di questo romanzo? 
Ciao Carlotta è un piacere tornare in questo mondo tutto rosa! Non avere paura dei libri è davvero un figlio arrivato per caso, inaspettatamente e che ho accolto con grande emozione. Tutto è nato quasi due anni fa quando Chicca Gagliardo mi chiese di scrivere per il suo blog una rubrica. L’argomento era la passione per la lettura, per i libri e all’inizio fu difficile trovare la voce per raccontarla. Poi mi capitò di ricordare il giorno in cui mi trasferii nella mia mansarda e aprii il primo scatolone di libri. Immediatamente mi apparve mia madre, in tutto il suo splendore. Fu quella l’intuizione: avrei raccontato i libri che avevo amato attraverso la storia della mia famiglia. Rubrica dopo rubrica fu la stessa Chicca a dirmi che era come leggere un romanzo. Io non ci avevo mai pensato, ma poi anche altre persone dissero la stessa cosa e alla fine l’ho sottoposto a Vicki Satlow che mi ha rappresentato e l’Hacca edizioni, che già da tempo seguiva la rubrica, è stata la prima a volerlo pubblicare. Ed eccolo qui, questo figlio che ora corre con le sue gambe!

 

Come mai tua madre, quando eri ancora un bambino, ti raccomandava di “Non avere paura dei libri”?
Lei era una donna straordinaria capace di abbattere muri, superare barriere. Era una donna anche complessa, a volte impaurita dalla vita ma non dalla magia della cultura, specie dei libri. Un giorno, a undici anni, volli leggere La pelle di Curzio Malaparte e questa scelta spaventò la mia povera maestra che voleva farmi fare i passi per gradi. Invece mia madre mi disse: leggilo, non avere paura dei libri. Se non capisci qualcosa, se qualcosa ti imbarazza o ti sembra troppo forte, vieni da me e insieme andiamo avanti. E’ stata una lezione di vita meravigliosa.

 

Quella che racconti è la storia della tua famiglia, di tua madre, e della tua vita lungo un arco di tempo considerevole, una storia costellata da momenti meravigliosi così come da altri dolorosi. Cosa significa per te aver deciso di condividere con lettori per lo più sconosciuti ricordi tanto personali?
E’ stata una decisione forte, ma che nasce dal rispetto di chi legge. Mentre raccontavo la storia della mia vita e della mia famiglia ho rivissuto ricordi molto intensi, anche drammatici e tutti avevano in comune il fatto che i libri mi avevano aiutato ad affrontarli o almeno ad attraversarli. Ho allora voluto decidere di raccontare tutte le mie esperienze senza alcuna ombra, senza alcuna finzione, scegliendo però il modo di raccontarla, con la voce giusta, che fosse mia e che soprattutto fosse anche quella loro, dei miei genitori. Nel bene e nel male.

 

Che peso ha la lettura di tanti libri sulla vita di una persona? Fino a che punto può riuscire a influenzare la percezione della realtà che ci circonda?
Bellissima domanda. Penso che un libro possa innanzitutto fornirti una lente speciale per guardare la realtà, per comprendere, per vederne dei lati diversi. Alcuni scrittori che ammiro hanno saputo donarmi uno strumento importante per indagare persino me stesso, le mie scelte. I romanzi di finzione hanno un potere straordinario di evasione, ma anche di suggestione e spesso in maniera positiva. Possono perfino aiutare a comprendere il prossimo, ad abbattere razzismi grazie alla capacità di alcuni narratori di afferrarti e portarti in un mondo che non conosci o che conosci superficialmente. I romanzi, ancora oggi, sono una straordinaria occasione di partecipare alla realtà con il tocco magico della fantasia.

 

Tua mamma, Eva, il cuore di questo libro, in tre aggettivi.
Sovversiva, spettacolare e indimenticabile.

 

Non avere paura dei libri racchiude una bella carrellata di personaggi che hanno in qualche modo segnato la tua vita. Ce n’è uno che, così come lo hai collocato e descritto nel romanzo, ha assunto un ruolo degno di nota e di cui vorresti raccontarci qualcosa?
Fra quelli umani e non letterari di sicuro non possono non citare mia prozia Hermine. Era la zia di mia madre e aveva un soprannome molto buffo: Suki Yuki. Era una donna generosa, solare, che mi ha amato con un sentimento indescrivibile, combattendo contro la malattia e nascondendomela per non farmi preoccupare. Una donna che viveva in un piccolo monolocale pieno di ricordi e che non usciva mai, ma che studiava l’italiano per leggere i miei primi due romanzi. Mi manca moltissimo. Mi comprava quaderni, penne, colori, libri. Aveva intuito tutto dei miei sogni. Personaggio letterario che invece voglio citare è Richard Papin, il protagonista del bellissimo Dio di illusioni di Donna Tartt. Un adolescente come me, al tempo in cui lessi il libro, e nel quale mi riconobbi. Per alcune settimane io e lui diventammo una cosa sola. Fu uno dei momenti più simbiotici fra la realtà e la letteratura.

 

Prossimi progetti letterari, e non solo, in cantiere?
Da poco è iniziato un nuovo programma su IRIS, Adesso cinema!, magazine sulla settima arte con interviste esclusive, festival, novità e curiosità. La scrivo insieme alla conduttrice, Marta Perego, con la quale ormai lavoro da anni e mi trovo benissimo. Ho iniziato inoltre a scrivere un nuovo romanzo, dopo averne iniziato circa una decina! Ma questo sento che sarà quello che finirò, anche perché adoro i due piccoli protagonisti. Infine, dopo la rubrica Buongiorno libri, sogni d’oro, che si è conclusa un mese fa, penso di tornare a scrivere per Hounloibrointesta di Chicca Gagliardo. Stiamo infatti discutendo insieme della prossima rubrica. Incrociamo le dita!

 

Tra i libri usciti di recente, secondo te, ce ne sarebbe uno particolarmente gradito a tua mamma? Perché?
Sono certo che amerebbe moltissimo Neuland di Eskhol Nevo, perché ha sempre avuto una predilezione per la letteratura ebraica e specialmente per le voci più nuove e fresche. Le piacerebbe inoltre l’ironia unica e la scrittura eccellente di Amara Lakhous, quindi le avrei regalato Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario. Infine un bel thriller e punterei su Donato Carrisi e Camilla Läckberg, ai quali avrei chiesto, dopo averli intervistati recentemente, una bella dedica per la mia mamma.
 



20 febbraio '13, Hacca Edizioni
pp. 253
prezzo di copertina € 14
Tag:  Christian Mascheroni, Non avere paura dei libri, Hacca edizioni, Chicca Gagliardo, famiglia, Eva

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni