Elena Mearini. L'intervista

Su Mondo Rosa Shokking parliamo di violenza domestica, dolore e speranza con l'autrice del romanzo Undicesimo Comandamento. Uccidi chi non ti ama

di Carlotta Pistone

Pubblicato martedi, 8 novembre 2011

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Courtesy of Perdisa Pop Editore
Inizio con una domanda diretta. Undicesimo Comandamento parla della violenza subita da una donna, un tipo di violenza purtroppo molto comune, quella domestica. Ci puoi spiegare il motivo per cui hai deciso di trattare questo argomento nel tuo nuovo libro? 
Volevo parlare di un tipo di violenza nascosta, relegata tra le quattro mura di casa, una violenza ingabbiata che diviene belva feroce per mancanza d’aria. Quella domestica è violenza galeotta, lega la palla di piombo al piede di chi la subisce e la vita si trasforma in lavoro forzato. Il vivere in costrizione, di qualunque tipo essa sia, conduce inevitabilmente al dramma.

Che cosa può spingere una donna a subire e accettare, quasi come una propria colpa, anni di violenza perpetrata dal marito o dal compagno?
Un senso di colpa e di vergogna latenti, la sensazione di “ Non essere stati voluti né scelti” ma capitati al mondo a scapito di chi si è trovato obbligato ad accoglierci. Nasce da qui una volontà di espiazione, un offrirsi al sacrificio quotidiano e costante, in attesa che alla fine di questo calvario venga riconosciuto un premio per merito.

Il tuo romanzo possiede una forza espressiva straordinaria, dettata dal tipo di scrittura e dalle continue metafore usate. Ci puoi parlare di questa scelta stilistica?
La mia scrittura procede per incastro di immagini, amo mettere in figura la realtà, dare fisicità alle visioni scaturite e sudate dal muoversi concreto delle cose tutte.

Cosa provi rileggendo ad alta voce le pagine di Undicesimo Comandamento?
Pare di ascoltare una voce venuta da lontano, con il tono familiare di chi un tempo mi è stato accanto.

Uccidi chi non ti ama. Che cosa rappresenta l’Undicesimo Comandamento per Serena, la tua protagonista, e per tutte le vittime di violenza domestica?
Undicesimo Comandamento è la scrittura sacra che scorre nelle vene di Serena,  la protagonista. E’ protesta dettata dal sangue, un Dio recuperato a forza e impiantato in corpo, per disperata necessità di vita. Con “Uccidi chi non ti ama” s’intende l’eliminazione di una funzione malsana che ci teniamo dentro, quello che ci porta ad accettare la vicinanza di coloro che giocano a favore della nostra distruzione.

Prima di Undicesimo Comandamento avevi affrontato il tema dell’anoressia nel tuo romanzo d’esordio, 360 gradi di rabbia. La scrittura può diventare un mezzo per aiutare - o aiutarsi - a superare i pesanti traumi che condizionano, spesso distruggendo, la vita di una donna?
Sì, può avere questa funzione, a patto che non si scenda a compromessi con la parola. L’alfabeto offre soccorso soltanto se si è disposti a porsi davanti ad esso con estrema verità, in una messa a nudo totale, che non concede sconti.

Oltre a scrivere per le donne, tu sei impegnata anche su altri fronti che toccano da vicino concrete problematiche dell’universo femminile, e non solo. Ce ne puoi parlare?
Non lavoro prettamente attorno al femminile, ma faccio parte di una compagnia teatrale, diretta da Ivana Trettel (regista e drammaturga), “Opera Liquida”, attiva da anni nel carcere di Milano-Opera.  Assieme esploriamo, attraverso il teatro e la parola, realtà di profondo disagio, verità che emergono  a fatica, ma con la testa alta di  chi vuole mettersi in gioco per capire, capirsi, e ricominciare.


E ora parliamo un po’ di te…

Quando hai sentito di essere stata morsa per la prima volta dal talento per la scrittura?

Quando l’ “urgenza di buttare giù parola”  si è fatta tanto forte da diventare prurito fisico, eritema a cui non bastava il corpo intero per svilupparsi, e chiedeva quindi supporto altro, foglio di carta oschermo di computer.
 
Chi vorresti ringraziare per la persona e la scrittrice che sei diventata?
Partendo dal fatto che mi sento in costante evoluzione e trasformazione, sempre in bilico tra dubbio ed errore,  oltre la mia famiglia, ringrazio in particolare mia nonna Maria, donna gracile ma fortissima, mia madre seconda, Davide Dionisio, che per primo ha creduto nella mia scrittura, e Raul Montanari, maestro ed amico.
 
Autore e libro della tua vita 
Pessoa, Il libro dell’Inquietudine.
 
Cosa vuol dire avere un figlio nel 2011?
Avere una fede cocciuta, che sfonda gli ostacoli del reale.
 
Una città in cui vivere e lavorare
Ovunque ci sia una persona che amiamo e che ci ama.
 
Quali progetti letterari hai in cantiere?
Un terzo romanzo, e tutto l’inaspettato che verrà.
 
Elena in tre pregi e tre difetti
Pregi: Cocciuta- altruista- immorale.
Difetti: cocciuta- altruista- immorale.


Leggi la recensione al romanzo Undicesimo Comandamento il DALLA LIBRERIA ROSA SHOKKING

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Tag:  Undicesimo Comandamento, Elena Mearini, Perdisa Pop, Uccidi chi non ti ama, violenza sulle donne

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