Enrico Pandiani, come se fosse un libro... noir

In questa intervista il creatore della fortunata serie de Les Italiens – l’ultimo della serie è Pessime scuse per un massacro (Rizzoli) – si racconta. Serio e spiritoso. Generosamente

di Sabrina Minetti

Pubblicato venerdì, 27 luglio 2012

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Abbiamo conosciuto Enrico Pandiani al Festival Stresa, un aperitivo con…, di cui MRS è stato media partner, e lo abbiamo intervistato per tutti i lettori della rivista amanti del genere noir. E non solo...

Se tu fossi un libro, che titolo avresti?
Alla ricerca del tempo da perdere.

Se tu fossi un libro, che immagine metteresti in copertina?
Metterei una vecchia bussola d’ottone con il vetro rotto.

E nella quarta di copertina, che testo ci sarebbe?
Dopo aver passato buona parte della sua vita a guardarsi attorno, aggirandosi tra le siepi alte di un grande labirinto, Enrico Pandiani, scrittore alla ricerca di una posizione precisa sulla scacchiera, pensa di aver finalmente trovato il modo di perdere il proprio tempo in maniera costruttiva. I suoi passi incerti lo porteranno a seguire un percorso che forse gli indicherà l’uscita giusta. Il tempo gli è indifferente, perderlo non gli dispiace.

E a chi faresti scrivere la prefazione?
La farei scrivere a Georges Perec, l’autore di Vita, istruzioni per l’uso.

Una citazione letteraria che ti rappresenta:
Dopo una certa età ognuno è responsabile della propria faccia. (Albert Camus, La caduta)

L'incipit di Enrico Pandiani, scrittore:
Mi ha afferrato per una manica del paletò trascinandomi dietro l’angolo e, dopo avermi sbatacchiato per bene contro il muro, mi ha ficcato una ginocchiata nei gioielli di famiglia.
Mi sono afflosciato sibilando come un canotto che si sgonfia. Son diventato tutto rosso, poi tutto bianco e infine grigio. Da una narice mi è colato del moccio.
Non so come cazzo avesse fatto a trovarmi, fatto sta che lo avevo lì davanti. Avevo promesso di dargli il manoscritto per fine maggio ed eravamo già a metà luglio. Inutile spiegargli che non avevo idee, a quello non gliene fregava un accidente. Quello voleva il suo libro. Di conseguenza non ho aperto bocca.
Ha aspettato quei dieci minuti che mi riprendessi, poi mi ha messo in mano il suo bicchiere di Muscadet. Ne ho bevuto un sorso sbrodolandomi dappertutto, poi ne ho bevuto un’altro. Alle fine ho ripreso un po’ di colore.
«Ringrazia il cielo che non sono incazzato» ha detto, «e adesso fila, vai a scrivere.»

Qual è il movente di Enrico Pandiani scrittore?
Farmi pagare il giusto per il tempo che perdo.

Un “colpo di scena” nella tua vicenda di autore di romanzi:
Scoprire, sette anni fa, di essere capace a finire un romanzo.

Le tue armi e i tuoi complici quando scrivi:
Un cervello perverso, un animo inquieto, un comportamento infantile, un feticismo latente, il bisogno di raccontare, i viaggi, Internet, i miei amici colti e il mio Mac Book Air.

Torni mai nel “luogo del delitto”: rileggi i tuoi scritti dopo che sono stati pubblicati?
Rileggo le mie cose in continuazione e in continuazione le cambio. Ma anche dopo la pubblicazione ho voglia di rileggere i miei romanzi almeno una volta. Spesso rido delle mie stesse battute ed è allora che mia moglie mi dice che sono un cretino.

Indizi inconfondibili della presenza di Enrico Pandiani:
Se nel bel mezzo di una scena altamente drammatica vi scappa una sonora risata, allora è probabile che quello che state leggendo lo abbia scritto io.

Le persone che incontri nella vita vera: quanti “furti” di spunti per i personaggi dei tuoi romanzi hai commesso?
Rubo a man bassa, come penso facciano tutti gli scrittori. Per strada vedo in continuazione personaggi di cui mi segno sul notes le caratteristiche per poi riportarle nelle cose che scrivo. Oltre a questo, siccome la mia vita è stata bombardata di immagini, molte sono le citazioni che rimandano a vecchi film che ho amato molto o a fumetti o a libri che ho letto. Non penso sia sbagliato appropriarsi di un concetto o di una frase scritti da un’altro, a patto che uno li mastichi per bene e li faccia diventare propri.

Il tuo ultimo romanzo Pessime scuse per un massacro (Rizzoli) in 300 battute (o giù di lì):
Un senatore della repubblica, ultraottuagenario, viene trucidato con figlia e autista davanti alla sua proprietà in campagna. L’assassino ha lasciato sulla vecchia mitragliatrice che ha usato una figurina di Babar l’elefantino. Il commissario Mordenti e i suoi ragazzi dovranno indagare su una vicenda che potrebbe avere un’origine lontana, ai tempi della Seconda guerra mondiale. Amore, risate e morte con un piede nella storia.

Il commissario Mordenti, il protagonista dei romanzi della serie Les Italiens in… poche battute:
Mordenti è la persona che avrei voluto essere ma che non sono stato. È un uomo libero, fragile ma determinato. I suoi pregi sono la pigrizia, l’indolenza e una strisciante debolezza per le donne. I suoi difetti: una certa inclinazione al sentimentalismo, la lealtà, l’anticonformismo che lo porta a valutare le cose con la pancia. È una specie di fratello, per me.

Immagina di poter scegliere fra le seguenti situazioni che riguardano il commissario Mordenti in Pessime scuse per un massacro:
- guidare la sua Karmann Ghia;
- cenare a Parigi in compagnia del capitano Trang, la bellissima poliziotta di origine vietnamita con la quale Mordenti condivide l’indagine;
- custodire il segreto confidato da un’amica, che si fida di te.
Ora scegli.
Guarda, la Karmann Ghia non è escluso che prima o poi qualcuno me la faccia guidare, non ho, purtroppo, amiche che mi rivelino i loro segreti, quindi, scelgo senza dubbio la seconda opzione. Una cena in compagnia del capitano Trang sarebbe sicuramente molto interessante.

Il libro che Enrico Pandiani non ha (ancora) scritto:
Una storia personale che sento moltissimo ma che mi costa uno sforzo troppo grande per metterla insieme. Ci sto provando, ma non so se ci riuscirò

Enrico Pandiani volta pagina e...
Torna a Torino, vi si aggira, guarda, studia, ascolta e racconta.
 
E infine: c’è una casa, c’è uno studio e ci sono tanti libri sugli scaffali della libreria. Se tu fossi un libro, quali volumi vorresti alla tua destra e alla tua sinistra?
Facendo conto che la vita procede da destra verso sinistra, alla mia destra vorrei I ragazzi della via Pal, di Ferenc Molnar, e alla mia sinistra mi piacerebbe Lo straniero, di Albert Camus. Il primo perché mi ha dato l’illusione di guardare la vita nella direzione giusta, il secondo perché mi ha disilluso.


Leggi anche la recensione di Pessime scuse per un massacro in DALLA LIBRERIA ROSA SHOKKING
Tag:  Enrico Pandiani, Pessime scuse per un massacro, Les Italiens, Commissario Mordenti, Resistenza, Babar, Rizzoli

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