Intervista a Daniela Dawan, autrice di “Non dite che col tempo si dimentica”

Poetica e delicata anche nelle risposte alle nostre domande, Daniela è un’altra tra le graditi ospiti che parteciperanno all’aperitivo letterario di Mondo Rosa Shokking

di Carlotta Pistone

Pubblicato martedi, 29 giugno 2010

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Daniela Dawan

Cosa significa per lei essere scrittrice?
Cercare i significati dell’esperienza senza per questo necessariamente coglierli

Cos'è per lei un romanzo?
L’antidoto alle lacerazioni e ai misteri della vita, un’attribuzione di senso

Quando ha sentito di esser stata morsa per la prima volta dal talento per la scrittura?
Ho sempre scritto, avvertendo un piacere impareggiabile. Quattro anni fa, quando un mio racconto ha ottenuto un bel riconoscimento in un concorso, è sorta impellente la necessità di dedicarmi seriamente alla scrittura seguendo un progetto, quello del mio primo romanzo appunto.

Che percorso ha seguito per arrivare fino a qui?
Un impegno totale, assoluto, assorbente, che ha richiesto un lavorio ininterrotto, paziente, un apprendistato continuo: su come sviluppare una trama, come dar vita ai personaggi. Ho progressivamente preso coscienza del significato specifico di ogni parola e a guardare il mondo con attenzione e, forse, con maggior benevolenza.

Fissa o precaria? (come stato mentale, non solo come dato di fatto)
Precaria per storia personale e per attitudine psicologica ma con uno smisurato bisogno di fissità

3 aggettivi per definire L'Italia e gli italiani?
L’Italia di oggi: magnifica, fatua, decadente.
Gli italiani: disillusi, passionali, fantasiosi.

Cosa manca secondo lei al nostro paese per essere migliore?
La volontà, lo spirito di sacrificio, una rivisitazione di valori comuni.

Il libro e l’autore della sua vita
Marcel Proust e La ricerca del tempo perduto, ma anche il Primo Levi di Se questo è un uomo

Il suo rapporto con la politica
Distante e disilluso

Il suo rapporto con la religione
Intimo

Tg, quotidiano o informazione su internet
Tutti i tg, Corriere della Sera, La Stampa e La Repubblica

Legalizzazione delle droghe leggere o no?
Sì, sono favorevole

Un progetto per il futuro
Dare sempre più spazio alla scrittura e alla lettura

Un sogno
Anche esagerato? Entrare nella letteratura italiana

Un consiglio a chi vuole seguire le sue orme
Leggere, lavorare tanto e con umiltà, liberarsi dai freni, dai pudori e, soprattutto, perseverare.

Un difetto delle donne d'oggi?
L’aggressività

Poche parole per descrivere come dovrebbe essere secondo lei la donna nel 2010
Operosa, dignitosa, femminile

Una città dove vivere e lavorare?
Parigi

Chi sente di dover maggiormente ringraziare per la persona e la scrittrice che è diventata?
Mio nonno al quale ho dedicato il romanzo

Daniela in 3 pregi e in 3 difetti
Pregi: raffinata, sensibile, profonda.
Difetti: ossessiva, insicura, infantile.


E ora parliamo un pò del suo romanzo, "Non dite che col tempo si dimentica"..

Il suo romanzo è ambientato a Tunisi in un periodo storico che è stato cruciale e drammatico per tutto il mondo, a partire dall’Italia. Da cosa deriva la scelta di questo specifico contesto (temporale e di luogo)?
Un ramo della famiglia di mia madre proveniva da Tunisi dopo esservi giunta dall’Italia verso metà dell’ottocento. Il protagonista del romanzo, Cesare Orvieto, è nato da una mera suggestione da cui non ho potuto sviluppare alcun elemento concreto, quella di un fratello di mio nonno che abitava a Tunisi proprio in quegli anni.

L’arte, nel suo libro, è donna e ha un ruolo fondamentale nella vita e negli avvenimenti che coinvolgono ciascuna delle protagoniste – tanto del presente quanto del passato. Ci può spiegare l’importanza che assume per la trama questo legame così forte, quasi inscindibile?
Il cielo e la terra hanno generato Mnemosine (dea della memoria), che ebbe da Zeus nove figlie: le muse. Le muse ispirano gli artisti ma rappresentano anche l’arte. Non sono forse questo le donne?

Tutta la storia corre sul filo della memoria, storica e individuale. Che valore attribuisce lei, come donna e come scrittrice, ai ricordi?
La capacità di conservare i ricordi è l’unica sfida alla morte e all’oblio delle esperienze. La memoria è un patrimonio.

Quanto c’è di suo nei personaggi che ha creato, in particolare nelle figure femminili? A quale tra le sue protagoniste pensa di assomigliare maggiormente – o le sarebbe piaciuto assomigliare?
In ogni figura femminile c’è una parte di me. Credo che sia Augusta il personaggio che mi somiglia maggiormente, ma mi sarebbe piaciuto avere un po’ della passionalità generosa di Marise.

A costo di essere un po’ monotona – e forse anche influenzata da Mondo Rosa Shokking e dalla sua linea editoriale – mi soffermo ancora sulle donne del romanzo che secondo me sono tutte meravigliose e, in egual misura, chiavi di volta della narrazione . Se potesse far interpretare ognuna di esse da un’attrice – italiana o straniera – chi vorrebbe nel cast?

Corinna: Claudia Cardinale
Marise: Monica Bellucci/Fanny Ardant un po’ più giovane
Anna Orvieto: Margherita Buy
Augusta Levi: Juliette Binoche


Leggete le prime pagine di “Non dite che col tempo si dimentica” in LA SBIRCIATINA



Potrete inoltre incontrare Daniela Dawan e acquistare il suo libro nel corso dell’aperitivo letterario organizzato da MRS:
“Scrittrici, scrittori e romanzi per l’estate 2010 da leggere sotto l’ombrellone”


Giovedì 1 luglio 2010
dalle ore 18.30
Hotel Nhow
(Via Tortona 35, Milano)

 


Tag:  Daniela Dawan, Marsilio Editore, memoria, Tunisi, aperitivo letterario

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