Intervista a Sergio Cova

Una via d’uscita, una nuova avventura del commissario Scalabrin

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Courtesy of Pietro Macchione Editore
Il tuo nuovo romanzo è fresco di stampa. Protagonista seriale o nuovi personaggi?
Seriale, seriale. Ma non è un serial killer. E' un commissario veneto, Andrea Scalabrin, nato e cresciuto in un paese sui monti Lessini sopra a Verona, trasferito però da anni in un paese di lago, Samagno. Nome inventato, ma riconoscibile in tutti i paesi di lago, sia esso il Maggiore, quello di Varese, quello di Iseo. Il commissario ha un carattere scorbutico, è un solitario, odia i luoghi affollati e la confusione. Ha una squadra con la quale ha un rapporto d'amore e odio. C'è il vice commissario Mutti che è nipote del questore ed è uno svogliato e lavativo; c'è l'ispettore Patuzzi che di contro altare è ligio al dovere e stakanovista. Altri personaggi minori ma degni di nota: il medico legale Guerini, e le due donne del commissario: la compagna Chiara e Caterina Sala. la giornalista innamorata di lui, ma senza speranze.

Il titolo: Una via d'uscita. Per fuggire da cosa o da chi?
Potrei dire da entrambe le cose. Anche per Tutti colpevoli, la prima indagine di Scalabrin, avevo usato come titolo una frase detta da un personaggio che secondo me calzava alla perfezione. Mi sono ripetuto, però non posso dire molto di più per non svelare troppo.

In copertina c'è un microfono, immaginiamo si riferisca alla storia che racconti...
Esatto. Il romanzo ruota intorno a due indagini, presentate entrambe nei primi capitoli. Mattia Rovera, giovane cantante di un complesso che fa musica rock and roll anni 50 e 60, viene trovato impiccato in un parco, ma fin da subito Scalabrin comprende che non è un vero e proprio suicidio. Indaga così sugli altri componenti del gruppo fino a stringere il cerchio al maggior sospettato. L'altra indagine riguarda la morte di Gabriela Celan, una ventiduenne ballerina di lap dance. Il fidanzato è il primo sospettato ma ha un alibi di ferro. Patuzzi segue il caso, aiutato da Vanessa, amica e collega di Gabriela. Devo dire che, come mi capita spesso, mi sono ispirato a un fatto di cronaca di un paio di anni fa, per quanto riguarda l'omicidio della ballerina. Per l'altra indagine, invece, devo ringraziare gli Shakers, gruppo varesino di rock and roll, e il loro cantante, Matteo Rubino, che si è prestato molto volentieri nella parte del cadavere. Ultima cosa, visto che accennavi al microfono in copertina: grazie a Marco Lupi per la foto scattata proprio durante un concerto degli Shakers.

Se dovessi definire in due righe il tuo modo di scrivere?
Descrittivo, diretto. E spero essenziale. Ho iniziato scrivendo corti da 2600 battute e lì devi essere diretto per forza, senza usare parole per niente.

Quando è iniziata la tua passione per la scrittura? La prima storia che hai scritto?
Non saprei con precisione. Potrei dirti però che è iniziata "seriamente" grazie a un regalo di una coppia di Amici, Sara e Stefano: un corso di scrittura breve, come dicevo prima. Era il 2007. Il primo racconto era intitolato Il giallo e raccontava di Van Gogh alla ricerca di un tubetto dicolore.

Hai vinto il premio Nebbiagialla inediti 2013. Che cosa, secondo te, è piaciuto ai giurati del tuo racconto?
Non ne ho la minima idea! E me lo sto chiedendo ancora. E' un racconto in cui ho rispolverato il Tenente Colonnello Ares Belmonte, già presente nell'antologia Delitti d'acqua dolce del 2012 e forse mi ha portato bene. Devo dire che lo stile di Ventitré, il racconto vincitore, è un po' particolare ed era un esperimento, più che altro. Era già una soddisfazione essere arrivato in finale. La vittoria ancora di più.

Primo classificato al Nebbiagialla, in finale a Giallostresa, in libreria con un nuovo romanzo e con la raccolta Giallolago. Cosa speri per il tuo futuro di autore?
Spero di continuare così. Anzi fare ancora meglio.

Se tu fossi un libro come ti intitoleresti?
Il pigro (grossa risata).

E con quali altri libri vorresti condividere lo scaffale della libreria?
Domanda difficile... Comunque in Feltrinelli, con il precedente romanzo Tutti colpevoli ero tra la Cornwell e Deaver. Ma solo per l'ordine alfabetico, eh...

Personaggio "giallo" o noir preferito?
Sherlock Holmes, senza dubbio.

A chi hai dedicato il tuo ultimo romanzo?  
A Ducky, Nene, Zeeva e Zeus, tre gatti e un cane che non ci sono più.

Hai un programma un tour per presentare Una via d’uscita?
Sarò a Varese presso la libreria Feltrinelli, giovedì 24ottobre alla 18 per la presentazione ufficiale. Poi di sicuro sarò a Daverio il 15 novembre alle 21. Comunque sul mio blog chi è interessato può leggere le date delle mie presentazioni.


UNA VIA D'USCITA
di Sergio Cova
2013, Pietro Macchione Editore
Pag. 328
prezzo di copertina € 16,00
Tag:  Sergio Cova, Una via d’uscita, Pietro Macchione Editore, Scalabrin, gialli, Nebbiagialla, Giallolago, Giallostresa

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