Intervista a Valentina D'Urbano

Sulle pagine di Mondo Rosa Shokking torna ospita una delle rivelazioni degli ultimi anni, vincitrice del Premio Stresa 2014 con Acquanera

Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
L'abbiamo seguita fin dal suo esordio esplosivo con Il rumore dei tuoi passi e siamo passati attraverso la sua seconda opera Acquanera. Oggi, dopo l'uscita del suo terzo libro Quella vita che ci manca, abbiamo il piacere di opitare nuovamente su Mondo Rosa Shokking la giovane e talentuosa scrittrice Valentina D'Urbano.

Ciao Valentina e benvenuta! Il rumore dei tuoi passi, Acquanera, Quella vita che ci manca. Hai scritto tre libri bellissimi. Ti aspettavi tutto questo successo?
Non mi aspettavo neanche di essere pubblicata, figuriamoci se mi aspettavo di essere letta da qualcuno! Ovviamente sono felice che sia successo, e forse è stato ancora più bello perché inaspettato.

Da dove trai ispirazione per le tue storie?
Da un sacco di cose: Dal mio vissuto, dalle mie fobie e ne ho tante, dalle canzoni, dai libri, dalla vita degli altri. Credo che sostanzialmente lo scrittore sia uno a cui piace farsi gli affari degli altri. Lo dico scherzando ma neanche troppo…

La Fortezza esiste veramente?
Sì, anche se non si chiama La Fortezza. È il quartiere dove sono nata e cresciuta.

Nel tuo ultimo libro i personaggi sono molti di più dei due precedenti. E' stato più complicato per te raccontare le personalità di così tante persone?
No, una volta delineato il carattere dei personaggi, la storia ha cominciato a fluire da sola. È stato molto divertente avere a che fare con tante personalità diverse, spesso opposte, e dover entrare alternativamente in ognuna. Devo dire che nonostante gestire cinque “protagonisti” possa richiedere più attenzione sull’intreccio, Quella vita che ci manca è stato il libro su cui mi sono divertita di più.

Le tue sono storie di amore e morte. Un amore che nasce e cresce nonostante venga nutrito dal degrado. Pensi che l'amore si possa sviluppare indipendentemente dall'ambiente circostante e vincere sul degrado sociale?
Vincere sul degrado sociale, la vedo difficile. Per vincere il degrado sociale non ci vuole l’amore, ci vogliono istituzioni, cultura, scuola, lavoro, educazione alla legalità. Magari bastasse l’amore.
Per il resto invece siamo (e uso la seconda persona plurale, perché sì, anche io vengo da quel contesto) esattamente come tutti gli altri. Magari il linguaggio è diverso, ma l’amore non è mica prerogativa di una classe sociale o di una realtà equilibrata, mica ti guarda se hai l’appartamento in centro o la macchina bella. L’amore nasce ovunque, anche se è molto più facile un incontro tra contesti simili, piuttosto che tra realtà opposte. Questo per dire che io alla storia di Cenerentola e di Pretty Woman ci credo decisamente poco. 


Courtesy of Longanesi
Alfredo e Bea, come Fortuna e Luce o la famiglia Smeraldo, riescono ad entrare nella vita dei lettori diventandone parte. Era questo il risultato che volevi ottenere?
In realtà, quando inizio una storia, l’unico risultato che voglio raggiungere è divertirmi a scrivere. Poi mi rendo conto che andando avanti nella stesura mi affeziono sempre più ai miei personaggi, comincio a trattarli come persone vere, e molti lettori poi vengono a dirmi di aver avuto la stessa sensazione. Quando succede mi spunta un sorriso. È come quando scopri di avere dei cari amici in comune con una persona simpatica che hai appena conosciuto. Si crea subito un senso di complicità e di amicizia.

Quanto tempo passa, in media, da quando hai l'idea del libro a quando ne termini la stesura?
Dipende dal libro, e dalla storia. Il rumore dei tuoi passi ha macerato dentro di me per molti anni, poi è uscito fuori e l’ho scritto in venti giorni. Per Acquanera invece l’idea è venuta subito chiara e precisa, ma per tirarla fuori e metterla su carta, ci ho messo sei mesi.
Quella vita che ci manca  ci ha messo qualche mese a definirsi nella mia testa e qualche mese a definirsi sulla carta. Come vedi non c’è una regola precisa.

Cito a memoria ciò che ho letto su un sito “Il rumore dei tuoi passi è una comune storia adolescenziale”. Come risponderesti a questo commento?
Mhhhh, mi sa che non lo ha letto. O se lo ha letto non ci ha capito molto che è peggio. O invece, se lo ha letto e ci ha capito qualcosa e crede che si parli di adolescenti comuni, sarei curiosa di sapere com’è stata la sua, di adolescenza. Perché i problemi di Beatrice e Alfredo, non sono proprio quelli che hanno i ragazzi della porta accanto…per fortuna.

Quella vita che ci manca, personalmente, mi ha colpito perché nessuno dei protagonisti, escluso Vadim, è veramente innocente. Vadim, inoltre, sembra il più sano e sereno dei personaggi. Mi ha incuriosito la decisione di dare la parte di buono ad un personaggio ritardato. C'è qualche messaggio dietro a questa scelta?
Vadim, nonostante l’età anagrafica e la stazza, è un bambino. Ragiona come un bambino, vive come un bambino. Ha la convinzione che tutto quello che lo circonda sia giusto e normale, non si fa domande, non sa cos’è giusto o sbagliato. È la parte ingenua e innocente della famiglia, per questo tutti cercano di proteggerlo. Attraverso i suoi occhi di bambino, la sua è una famiglia normale. Non importa cosa fanno o chi sono, si vogliono bene, basta questo. Paradossalmente l’unico che riesce a comprendere questo concetto di amore che unisce e basta a se stesso è proprio Vadim.

Sono un appassionato di thriller e devo dire che i tuoi libri sono in grado di creare una tensione degna dei migliori libri di questo genere. Sei una lettrice di gialli?
Non sono una grande appassionata. Ogni tanto ne leggo uno, ma deve essere particolare. Il plot del commissario/poliziotto/maresciallo/guardia forestale che indaga sull’omicidio, normalmente mi annoia un po’. L’ultimo thriller che ho letto che davvero mi ha colpito è stato L’abito da sposo di Pierre LeMaitre. Una costruzione geniale.

Stai lavorando ad un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?
Per ora mi prendo qualche mese di tempo per la promozione di Quella vita che ci manca. A Gennaio ricomincerò a scrivere. 
Tag:  Valentina D'Urbano, Quella vita che ci manca, intervista, Longanesi, Il rumore dei tuoi passi, Acquanera, adolescenza

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni