Le regine e le principesse più malvagie della storia di Marina Minelli

Un libro che ci accompagna alla scoperta delle crudeltà di alcune famose reali del passato

di Laura Argelati

Pubblicato giovedì, 27 giugno 2013

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Courtesy of Newton Compton
Marina Minelli è nata ad Ancona e vive a Falconara Marittima. Laureata in Storia moderna a Bologna, giornalista, scrittrice, blogger, per molti anni ha lavorato per quotidiani e periodici locali, ed è stata responsabile dell’ufficio stampa di associazioni ed enti pubblici. Nel gennaio del 2009 ha creato AltezzaReale.com, il primo sito italiano dedicato famiglie reali e adesso scrive soprattutto di questo argomento, collaborando con riviste e trasmissioni televisive (Rsi, La7, Canale 5).

Con Newton Compton ha pubblicato anche “101 storie di regine e principesse che non ti hanno mai raccontato” e “101 storie sulle Marche che non ti hanno mai raccontato”.

Marina, da dove nasce la tua passione per la storia delle famiglie reali?
Non te lo so dire, non ricordo quanto mi sono detta “che bello, voglio studiare la storia delle famiglie reali”. So solo che verso i nove anni ho risparmiato sulla paghetta e ho acquistato un libro per bambini della Mondadori, “Grandi Regine”, il primo di una lunga serie. Ce l’ho ancora. La mia amica storica delle elementari mi ha ricordato, di recente, che siamo andate insieme, in una nota libreria di Pesaro, la città dove abitavo all’epoca. La passione è rimasta nascosta, l’epoca non era delle più propizie e anche durante l’università – sono laureata in Storia – ne ho parlato poco. Idem quando ho iniziato a fare la giornalista. E’ andata così fino al 2008 circa, in quel periodo ho iniziato a frequentare forum, siti e blog di vario genere e mi è capitato di parlare della mia passione e di rispondere a domande, così ho deciso di aprire uno spazio mio www.altezzareale.com ed eccomi qua.


Marina Minelli
Nel tuo libro hai voluto puntare su un aspetto in particolare, quello della malvagità. Perché questa scelta un po' insolita?
Te lo ricordi quel libro intitolato “Le brave ragazze vanno in Paradiso, ma quelle cattive vanno dappertutto”? Ecco diciamo che la cattiveria è in un certo senso più divertente da raccontare, più varia, più movimentata. Le buone sono tutte uguali, madri devote, mogli rassegnate sotto a una selva di corna, giuste sovrane; le cattive sono tali per motivi diversissimi l’una dall’altra. Ma a parte gli scherzi, dopo il libro “101 storie di regine e principesse che non ti hanno mai raccontato” che erano unite solo dal fatto di essere “reali”, ho cercato un filo conduttore e quello della cattiveria mi è sembrato molto stimolante. Con una doverosa premessa, cioè che è tutto relativo e deve essere contestualizzato. Una donna come Caterina Sforza, che non ha pietà degli avversari politici, in effetti è un personaggio della sua epoca: il periodo delle lotte fra signorie in Italia fra ‘400 e ‘500. Certo colpisce di più perché è anche una bellissima signora, ma nella stessa epoca colleghi maschi hanno fatto di peggio e non sono stati considerati per questo cattivi.  

Sei riuscita a immaginarti davvero il carattere delle donne di cui hai scritto?
Ho cercato di farlo, era necessario per poter scrivere un libro del genere che racconta una serie di personaggi cercando di guardare un aspetto particolare – che in alcuni casi è anche magari limitato ad un momento della loro vita – per questo ho letto oltre una gran quantità di fonti, diari, lettere, memorie. In modo da avere un’immagine quanto più possibile precisa e non mediata. Inoltre ho visitato i luoghi dove hanno vissuto e ho passato molto tempo a studiare i loro ritratti che in certi casi sono proprio uno specchio dell’anima. Quelli di Maria Tudor, la Sanguinaria, ad esempio sono abbastanza impressionanti e lo stesso vale per il ciclo di Maria de’ Medici di Rubens, lo vado a riguardare ogni volta che entro al Louvre. E’ una specie di campagna propagandistica a favore della regina, racconta molto di lei e del suo carattere. 

Chi è stata secondo te la più malvagia di tutte e perché?
Fredegonda regina dei Franchi nel VI secolo è di una crudeltà inaudita, ma anche Isabella di Francia, vissuta tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo, si è data parecchio da fare, ma aveva un’attenuante: bellissima e focosa, viene sposata a un omosessuale, che la fa regina d’Inghilterra ma la umilia senza sosta e dentro di lei si sviluppa una rabbia incontenibile. Anche le prime Romanov sono state cattivissime. La Storia ci ha parlato malissimo di Maria Tudor, bollata con un soprannome orribile, “la Sanguinaria”, una donna infelice, delusa, amareggiata che si illude di avere trovato l’amore e si affida a occhi chiusi al marito, Filippo d’Asburgo, il quale ha a cuore solo gli interessi della Spagna. Ci è stata dipinta molto male anche Sofia di Baviera, la suocera di Sissi, ma la colpa è di una fortunata serie cinematografica più che della Storia. Poi Isabella la Cattolica, con le sue luci e le sue moltissime ombre, la controversa canonizzazione, una proposta che ha visto contrarissimo anche la voce dell’ex presidente della Repubblica italiana Francesco Cossiga secondo il quale “la cacciata degli ebrei ha dato luogo alla più grande diaspora, quella sefardita, dei nostri ‘fratelli maggiori’, come papa Giovanni Paolo II ha definito il popolo di nostro Signore Gesù Cristo”. Cossiga ha anche aggiunto che proprio lei “diede ai poveri ebrei la spinta decisiva in quel cammino che doveva tragicamente concludersi ad Auschwitz”. In Spagna regna anche una delle donne più perfide, cattive, sciocche e arroganti della sua epoca: Maria Luisa di Borbone-Parma regina consorte di Carlo IV. Pessima moglie e madre senza cuore, non solo inganna l’ingenuo marito, ma affida all’amante incapace e prepotente, il celebre Godoy, il governo del regno. I risultati sono disastrosi e la coppia non trova di meglio che “vendere” il Paese a Napoleone. Una donna brutta dentro e orrenda fuori esattamente come la dipinge Goya che l’aveva capita benissimo.

A tuo parere da cosa nasceva la malvagità di quelle donne?
Ci sono decine modi per essere davvero pestifere: per natura e carattere, ma anche solo durante una parte della propria vita, quando c’è un obiettivo da raggiungere. Qualcuna è inconsciamente cattiva, ma qualcun’altra si trasforma in una specie di strega malefica per difendere se stessa o i propri figli. Oppure per mantenere il potere, conquistato a fatica anche contro la sua stessa prole. A volte, invece, è l’amore cieco e irragionevole a renderle mostruosamente cattive. L’ambiente e la genetica incidono, ma c’è chi si è fatta tutta da sola, e chi ha cercato, invano, di togliersi di dosso questa pesante nomea. Tutte, in un universo dominato dai maschi, si fanno ricordare per un carattere non proprio accomodante e per la tendenza a fare sempre, caparbiamente, di testa loro. A ogni modo nella storia le donne crudeli sono state meno numerose degli uomini per una semplice questione di subalternità dell’elemento femminile, che il potere non lo gestisce direttamente ma per interposta persona attraverso l’influenza affettiva su un uomo: sono spesso mogli o madri o figlie o amanti dell’uomo di potere. Avendo poco o nessun potere, sono quindi anche più ridotte le occasioni di manifestare il lato negativo dell’esercizio dell’autorità. 

Nonostante la cattiveria delle regine e delle principesse di cui hai scritto, c'è qualche loro aspetto positivo che credi meriti di essere evidenziato?
La storia l’hanno raccontata soprattutto gli uomini, gli uomini hanno scritto documenti, lettere, diari, annali e spesso per un uomo una donna di carattere e non sottomessa e magari anche con una certa tendenza a fare di testa sua, è automaticamente inserita nell’archivio delle “perfide-impossibili-cattive”. Quindi direi che tutte si fanno notare per la voglia di essere libere e padrone della propria vita, il che fino a pochi anni fa era davvero rivoluzionario.

Oggi se pensiamo a regine e principesse ci vengono in mente la Regina Elisabetta, Lady Diana, Sofia di Spagna o Kate Middleton e sono tutte amate e prese a modello, perché per fortuna adesso le nobili sono cambiate. Secondo te come si è "estinta" la malvagità nel corso del tempo?
Fra quelle in carica direi nessuna, che non ci sono delle “cattive”. Ovviamente non lo è Elisabetta II - per la quale ho un debole – e Margaretha di Danimarca è una signora molto simpatica. Beatrice, da poco ex regina dei Paesi Bassi, dicono abbia un bel carattere forte, ma niente di più. Le consorti si sono ritagliate un’immagine positiva, tutte quante a partire dalla neo regina Maxima, e ci sono anche quelle che ingoiano i rospi con il sorriso, vedi Sofia di Spagna e Silvia di Svezia. Si mormora che la regina vedova del Belgio, Fabiola, non sia quella santa donna che vogliono far credere, ma direi che non siamo a livello di cattiveria.

Accantoniamo la malvagità ed il passato più lontano e parliamo di tempi più moderni: c'è una regina o una principessa che ami particolarmente? E per quale motivo?
Come ti dicevo Elisabetta II, la adoro, è una grande donna che ha messo il senso del dovere e il suo impegno nei confronti della nazione e del suo popolo davanti a tutto. Lei lo ha fatto perché glielo hanno chiesto suo padre e sua nonna e non ha mai derogato anche nei momenti peggiori. Credo che molti politici dovrebbero prendere lezioni da questa “signora con il cappellino”. Ho visitato due volte Buckingham Palace – durante le aperture estive – ed è stato emozionante entrare a casa sua. Ah, e come non amarla dopo averla vista nei panni di una Bond Girl???


18 aprile '13, Newton Compton
pp. 383
prezzo di copertina € 12,90
Tag:  Le regine e le principesse più malvagie della storia; Marina Minelli; Newton Compton; Famiglie reali; Storia; Aristocrazia

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