Martina Chlubnova. Retrospettiva a Le Trottoir di Milano

Abbiamo intervistato Martina per conoscere il suo percorso artistico in attesa del vernissage di martedì 26 giugno '12 nella famosa location milanese, dove verrà esposta una selezione di opere realizzare tra il 2000 e il 2010, con un angolo dedicato alle sue più recenti creazioni

di Carlotta Pistone

Pubblicato giovedì, 21 giugno 2012

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Ciao Martina! Cominciamo dai tuoi inizi. Quando è nata la tua passione per l’arte e che percorsi di studio hai seguito?
I miei genitori mi hanno sempre detto che a tre anni il mio gioco preferito era il disegno, insieme alla pittura.
Da quel che ricordo il mio desiderio non è mai stato altro se non quello di dipingere. I miei amichetti volevano diventare dottori, maestre, astronauti. Io invece già sapevo che avrei fatto la pittrice.
Appena mi è stato possibile, verso i 13 anni, ho chiesto a mia madre di aggiungere agli studi di disegno delle scuola obbligatoria un’altra scuola di pittura, la “Scuola popolare di Brno”. Ho scelto di laurearmi in Ingegneria edile e Architettura perché erano gli studi a cui potevo accedere e in cui potevo esercitare le mie capacità nel disegno. Avrei voluto iscrivermi all’accademia d’arte di Praga, ma a quei tempi il regime selezionava chi poteva entrare con criteri diversi rispetto alle reali doti e capacità.
In seguito mi sono diplomata alla scuola del maestro Jaroslav Scarohlid e ho frequentato l’atelier di Jan Maria Najmr. E’ stato lui il mio ultimo maestro nella Repubblica Ceca che mi ha consigliato di venire in Italia per continuare gli studi e la mia attività di pittrice all’Accademia di Brera, dove mi sono infatti diplomata nel ‘98. Inoltre ho studiato pittura dal maestro Terruso e incisione contemporanea dal maestro Bacco. Insomma, continuavo a studiare e appena trovavo un maestro o una scuola che pensavo sarebbe stata utile alla mia crescita mi ci  buttavo a capofitto.

Tu sei un’artista estremamente poliedrica: chi sono stati i tuoi maestri e quali sono gli stili che prediligi e in cui ti sei cimentata durante tutti questi anni?
Sono affascinata dall’espressionismo tedesco, soprattutto per l’uso del colore e fra gli espressionisti francesi mi piace in particolare Georges Rouault per la sua matericità. Adoro il cubismo di Picasso e di George Braque. E poi Emile Nolde, Marc Chagall, Fanz Marc…

Nel corso della tua carriera hai ottenuto innumerevoli riconoscimenti e premi, sia in Italia che all’estero. Ce n’è uno che ritieni particolarmente significativo perché ha segnato una svolta o ha accresciuto sensibilmente la tua fama e visibilità?
Al Salone I, nel 1997 ho presentato un’incisione composta da quattro parti della grandezza totale di 180 x 120 cm. La stampa è stata eseguita da me personalmente presso l’aula di incisione dell’accademia di Brera. L’ho realizzata con la tecnica dell’acquaforte, punta secca e maniera nera. E’ stato il mio primo premio importante - con un riconoscimento anche economico - che mi ha dato visibilità, incoraggiandomi ad applicarmi in una tecnica apparentemente poco popolare, ma in cui ai tempi credevo molto. Un altro premio per me molto significativo, forse perché ero giovane, è stato il primo posto per la pittura “Gianni Maimeri Price, Color Today”, del 1997.

Da un punto di vista artistico cosa ti manca di più della Repubblica Ceca, dove sei nata e cresciuta? E cosa invece ami dell’Italia, il paese in cui vivi da quasi vent’anni?
I colori della natura del mio paese in autunno, la tranquillità del mio studio in cui lavoravo, l’affetto degli amici e dei compagni di studi, sono aspetti che un po’ mi mancano e che erano elementi di serenità e di ispirazione per il mio lavoro.
I colori e i profumi dell’Italia sono la mia più grande fonte di ispirazione, quelli della Toscana, della Puglia, del mediterraneo; il design, la moda, lo stile di vita italiani rappresentano poi stimoli continui per la mia pittura.

Una delle tue esposizioni più recenti, una personale dal titolo Urban Style, ha permesso al pubblico milanese di conoscerti e apprezzarti proprio per la particolarità delle tue opere in mostra, molte delle quali realizzate con e su supporti d’eccezione. Ci vuoi raccontare qualcosa di questo originale progetto?
La mia personale Urban Style alla Little Art Gallery è stata voluta dalla gallerista Valentina Tosoni e organizzata anche grazie alla collaborazione di Federica Grappasonni. I supporti scelti, all’inizio casualmente, in seguito più consapevolmente, sono scarti del mercato spesso tipicamente italiani, come i cartoni delle pizze. Si è trattata di una sperimentazione che rispondeva a esigenze di ricerca in un momento di riflessione e che ha riscosso un interesse che non mi aspettavo. Tanto che in molti, tutt’ora, mi chiedono con insistenza di ripercorrerla.

Ora stai seguendo un nuovo filone artistico. Quali sono i soggetti a cui ti ispiri e la tecnica artistico/pittorica che preferisci usare attualmente?
In questo momento sono alle prese con un ritorno al vecchio mondo della pittura contemporanea. Tratto materiali classici, colori a olio, acrilici e tempere. Mi ispiro, come dicevo prima, ai colori mediterranei, al design, alla moda. Un breve periodo trascorso fra i monti della Valle d’Aosta, immersa nella natura estiva, fra il blu del cielo e il verde intenso dei prati e dei boschi, il bianco dei ghiacciai, mi hanno offerto sensazioni e una nuova fonte di ispirazione sulla base della quale sto lavorando attualmente.
 
A breve avremo di nuovo il piacere di scoprire i tuoi ultimi lavori in una nuova mostra, che verrà inaugurata il 26 giugno a Milano, presso una location conosciuta per e frequentata da grandi estimatori e protagonisti del mondo dell’arte e della cultura in genere: Le Trottoir. Quale sarà il filo conduttore delle opere esposte?
Stiamo organizzando per il Trottoir una rassegna retrospettiva con le opere più significative della mia produzione dal 2000 al 2010. Si tratta sia di opere che sono ancora in mio possesso, sia di miei quadri che ho chiesto ai collezionisti e ai privati. E la scelta tiene conto anche dell’armonizzazione con la location. Inoltre penso di dedicare un angolo a un piccolo numero dei miei lavori attuali.

Un sogno che vorresti realizzare?
Avere un mio atelier in riva al mare. Un po’ scherzando, ma non troppo, dico sempre ai miei amici che vorrei fare la vita di Gauguin. Magari anche non a Tahiti. Ci sono angoli del Mediterraneo, nella vostra Italia, che considero la mia seconda patria, capaci di incantarmi. Un sogno che ormai è irrealizzabile, ma che ho coltivato a lungo, è stato quello di diplomarmi per la terza volta, dopo Architettura e L’accademia di Brera, all’Accademia di New York.

Prossimi progetti artistici in cantiere?
Il mese prossimo ci sarà l’inaugurazione al pubblico di un murales che ho realizzato su richiesta di Don Matteo Camisana nei mesi scorsi, negli spazi esterni della Parrocchia della chiesa di Santa Maria delle Grazie sul Naviglio. Un’opera realizzata a pennello, di grandi dimensioni (100m x 4m), che ha rappresentato un grande impegno, ma mi ha dato altrettante soddisfazioni.
Inoltre sto progettando per l’estate una mostra all’hotel Alexander Museum Palace di Pesaro, dove circa quattro anni fa ho avuto l’onore, accanto ad artisti contemporanei, di affrescare un’intera stanza. E poi vedremo, i progetti ancora in embrione sono tanti.


MARTINA CHLUBNOVA. Retrospettiva
Vernissage della mostra:
Martedì 26 giugno 2012 - ore 19.30
 
Le Trottoir alla Darsena
P.zza XXIV Maggio 1, Milano

Conversa con l’artista Carlotta Pistone

Per info sull'evento:
Ilaria Benatti: ilariaben@interfree.it

 
La pagina su FB di Martina Chlubnova con i suoi quadri più recenti
Il sito di Martina con alcune opere del suo passato artistico
Il video da YouTube della personale Urban Style alla Little Art Gallery
Tag:  Martina Chlubnova, Retrospettiva, Le Trottoir, Milano, vernissage, Urban Style, Repubblica Ceca, mediterraneo

Commenti

13-07-2013 - 13:54:05 - anonimo
Un'artista,una storia che vale la pena di conoscere
10-11-2014 - 17:29:03 - anonimo
oltre le opere ce una persona meravigliosa una amica da sempre
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