Massimo Milone. L'intervista

In occasione della presentazione di Delitto alla Montagnetta, che si terrà venerdì 11 maggio alle 19 presso la libreria milanese Hellisbook, abbiamo intervistato Massimo per iniziare ad addentrarci nell'atmosfera del suo ultimo poliziesco

di Carlotta Pistone

Pubblicato lunedi, 7 maggio 2012

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Massimo Milone
Caro Massimo, iniziamo dal titolo del tuo nuovo romanzo: Delitto alla Montagnetta. Dove si trova, a Milano, la Montagnetta e che significato ha questo luogo, in primis nella storia e poi per il suo autore?
La Montagnetta è in periferia ed è il punto dal quale si può avere una panoramica della città, vedere alcuni dei suoi simboli, la Torre Branca, la Madonnina e le tante gru che in questo momento popolano il paesaggio cittadino. Quando devono fare il punto sull’indagine i protagonisti si ritrovano sulla sommità della Montagnetta, questo luogo è il loro secondo ufficio, quello vero, dal quale possono avere uno sguardo d’insieme e schiarirsi le idee lontano dai rumori dell’ufficio tradizionale.
 
Il libro ruota attorno a un tema spinoso: anche i poliziotti possono essere cattivi. Da cosa è nata l’idea di questa trama? Ti sei ispirato a qualche particolare fatto di cronaca?
No non mi sono ispirato a un fatto di cronaca in particolare, penso che i cattivi siano presenti in tutte le categorie professionali, poliziotti compresi. Quello che ho voluto mettere in evidenza è il fatto che in Italia, per pigrizia, si tende a seguire il luogo comune che porta a ricercare il colpevole lì dove sembra ovvio trovarlo e spesso non si seguono altre piste, magari meno evidenti, o più “scomode”. Direi che Delitto è un libro contro il luogo comune, quello che spinge a pensare che gli immigrati siano tutti cattivi, i poliziotti tutti buoni, i neri non siano italiani e le donne non siano brave come gli uomini.
 
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Si percepisce uno forte spirito di gruppo nel lavoro che anima i poliziotti dell'8° distretto, tant’è che in questo contesto accadrà qualcosa che sorprenderà il lettore. Si tratta di uno spirito di gruppo auspicato o lo hai narrato rifacendoti a una tua esperienza personale, vissuta (evidentemente) in altri contesti lavorativi?
La mia esperienza professionale mi ha insegnato che un team si crea lavorando insieme su di un problema con l’obbligo di risolverlo. Indagare su di un omicidio è un caso estremo in cui il lavoro si svolge in un contesto pericoloso, penso che in questo caso il rapporto di fiducia tra colleghi deve essere molto solido. Il compagno o la compagna di lavoro è quello/a che ti protegge le spalle e ti salva la vita, ecco perché io devo potermi fidare di chi sta con me. Nel Delitto ho voluto rappresentare il gruppo in modo realistico quindi anche con i litigi e gli scontri che inevitabilmente ci sono anche all’interno dei team più affiatati. Contemporaneamente ho voluto rappresentare anche le possibili degenerazione di questo tipo di rapporto e raccontarle attraverso le vicende dei “cattivi”.
 
Se tu fossi uno dei poliziotti dell'8° Distretto preferiresti stare nella Fossa o in ufficio con Laganakis?
Nella fossa con Laganakis, e chissà che non succeda.

I personaggi femminili che racconti nel tuo romanzo sono molto diversi e caratterizzati, ma si intravede uno sguardo ammirato verso il femminile. Come vede Massimo Milone la Donna?
Per esperienza lavorativa mi sembra che le donne siano più motivate degli uomini, e credo che questo dipenda dal fatto che devono combattere anche contro il maschilismo insito nella nostra società. Immagino che in corpi come l’esercito e la polizia, storicamente maschili, questa lotta sia ancora più dura. Nella vita quotidiana non mi piace quello che sta succedendo: la crescente violenza verso le donne è il sintomo di un disagio sociale profondo. L’uomo insoddisfatto sfoga la sua rabbia sul più debole, in questo caso la donna. Negli anni settanta ero giovane e ho vissuto in diretta il femminismo con i suoi eccessi, ma ti giuro che rimpiango le donne di quell’epoca, perché con le loro lotte e le loro idee hanno migliorato il mondo. A quell’epoca se qualche politico avesse osato fare sulle donne una delle battute che abbiamo sentito negli ultimi anni, avrebbe poi dovuto fare i conti con delle contestazioni ben più violente dei raduni di “Se non ora quando”, e magari avrebbe rimediato qualche meritato ceffone

La simpatia dei tuoi personaggi aumenta con l'avvicinarsi all'equatore del luogo che ha dato loro i natali: per caso fai il tifo per il Sud?
Io sono terrone, ma amo Milano. Trovo meraviglioso il fatto che in questa città vivono e lavorano persone provenienti da tutta l’Italia, anzi dal mondo, perché dal confronto nasce lo sviluppo mentale e culturale. Tornando al libro ho voluto contrapporre l’ironia e il cinismo di due veterani, Van Dir e Barocci, alla rigidità dei giovani, Castoldi e anche Laganakis, nel finale, perché penso che per resistere in contesti lavorativi difficili ti devi far scudo con l’ironia o con il cinismo, altrimenti soccombi alle emozioni e alle brutture che si è costretti ad affrontare quotidianamente. Su questo argomento lavorerò ancora nei prossimi libri. Comunque anche il vecchietto milanese doc che intralcia “l’operazione di polizia” mi sembra che risulti simpatico.

Non è un segreto che Delitto alla Montagnetta sia il primo di serie di romanzi sulle inchieste che coinvolgeranno l’8° Distretto. Ci puoi rivelare qualche indiscrezione sul tuo prossimo poliziesco?
Con piacere. Ci saranno molte figure femminili. Laganakis cambierà posto di lavoro, ma prima Van Dir e Barocci la sottoporranno a un esame difficile. Ci saranno nuovi personaggi dell’8° e soprattutto sarà svelato il soprannome di Barocci. Insomma non vedo l’ora di scriverlo e spero che piaccia come il primo.


Venerdì 11 maggio alle 19.00

Presentazione del romanzo

DELITTO ALLA MONTAGNETTA
di Massimo Milone
(Happy Hour edizioni)

Con l'autore interviene
Carlotta Pistone

presso la libreria Hellisbook
Via Pier della Francesca 22 - Milano


Ecco la LOCANDINA della presentazione
Tag:  Delitto alla Montagnetta, Massimo Milone, Happy Hour edizioni, poliziesco, Monte Stella, 8° Distretto, Hellisbook

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