Paola Predicatori. L'intervista

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con l'autrice de "Il tuo corpo adesso è un'isola" (edito da Rizzoli), che ci ha parlato del suo ultimo romanzo e del mondo del giovane protagonista, Ascanio, il cui bisogno di libertà si trasforma in fuga

di Carlotta Pistone

Pubblicato martedi, 13 ottobre 2015

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Courtesy of Rizzoli
“Il tuo corpo adesso è un’isola” racconta di ragazzo molto giovane, un liceale. Ascanio vive in uno stato di insofferenza verso il mondo che lo circonda, è svogliato e ostile nei confronti di tutto e tutti, un atteggiamento di cui è consapevole e che sembra non aver alcun interesse a voler nascondere. Ci sono delle ombre nel passato e nel presente di Ascanio e il periodo dell’adolescenza, già di per sé problematico, non aiuta ad affrontarle. E infatti lui non le affronta, ma reagisce in un modo inaspettato, stupido e allo stesso tempo coraggioso: scappa, forse dagli altri, forse da se stesso, e la sua vita facile e per lui così insoddisfacente si trasforma in una sorta di avventura on the road, dove valori e priorità cambiano, ma resta il senso di solitudine.

Com’è nata la storia di Ascanio? Perché hai deciso di scriverla?
Ho pensato spesso al tema dei rapporti familiari, cosa sono al di là del puro fatto biologico e come funzionano, come ci condizionano, nel bene e nel male. Ascanio vorrebbe “annullare” la propria famiglia per cercare rapporti meno problematici (certo un utopia) ma significativi tanto quanto quelli familiari. Per sostituirli. Cerca la famiglia ideale fuori della famiglia.

Adele è quasi un personaggio fantasma, non si sa praticamente nulla di lei e – attivamente – compare solo in una parte del romanzo, ma il suo è un ruolo fondamentale. Cosa rappresenta per Ascanio?
Adele è la sofferenza della libertà, è il prezzo da pagare per non rinunciare a essere se stessi nonostante le regole che ci vengono a volte imposte, come accade qui nel contesto di una classe. Come Siro, che a un tratto dice: «A volte sono stato molto solo, ma sono sempre stato libero», lo stesso è per Adele, che paga le sue scelte a prezzo di una solitudine che non è mai facile sopportare, soprattutto a quell’età. Per Ascanio Adele rappresenta una possibilità, come sarebbe se.


Paola Predicatori - Photo by  Marina Alessi
Ascanio vive un contesto familiare complesso. Un grave trauma ha colpito lui e i genitori e ognuno ha reagito a modo proprio, reazioni che a lungo – ma nemmeno tanto – termine hanno provocato una rottura. In una simile situazione sarebbe stato possibile mantenere un equilibrio? Ci sono delle colpe da attribuire?
Il dolore mette alla prova ciascuno di noi e l’equilibrio si mantiene se i rapporti che abbiamo sono profondi e maturi. Ci sono famiglie in cui si sta insieme, ma per assurdo i rapporti non ci sono o sono carenti. Tuttavia attribuire colpe non serve, bisogna cercare di capire e andare avanti con quello che si è capito - e con ciò che rimane dopo che è passata la bufera. Incolpare qualcosa o qualcuno è un modo per non accettare la propria vulnerabilità, la possibilità che qualcosa o qualcuno ci ferisca prima o poi.

Il tuo romanzo racconta anche della fuga da casa di Ascanio. Il suo percorso è improvvisato, lui non parte con una meta, ma comunque ogni luogo in cui capita finisce per assumere un diverso significato. Come hai scelto le varie tappe di questo viaggio?
In gioventù ho viaggiato spesso, soprattutto in Germania, e quelle sono le città che mi hanno colpito di più.

Anche il tuo precedente libro, “Il mio inverno a Zerolandia”, aveva per protagonista una ragazza molto giovane. Sia dal punto di vista personale sia come scrittrice, qual è il tuo approccio al mondo degli adolescenti? Quali aspetti ti portano a volerlo raccontare?
Mi piace raccontare quel momento in cui scopriamo noi stessi nel mondo, quando cominciamo a capire chi siamo e cosa desideriamo davvero, chi vogliamo avere vicino a noi e chi sono quelli che abbiamo sempre avuto vicino: hanno i nostri stessi valori? Cosa farei io per loro e cosa farebbero loro per me? Quello dell’adolescenza è un momento ricchissimo di esplorazione e ricerca, dove spesso, fino al momento in cui non si raggiunge un equilibrio, convivono gli opposti. È come vivere sulla bocca di un vulcano: questo è l’aspetto più interessante.

Se c’è, qual è il segreto per rendere un libro adatto tanto ai ragazzi quanto a un pubblico adulto?
L’adolescenza è un tema universale, già questo dovrebbe bastare a farne un tema adatto a tutti. Quello che poi fa la differenza è la caratteristica della scrittura, dello stile. Bisogna parlare del particolare e allo stesso tempo farlo diventare universale, cioè interessante per tutti.

Ci consigli tre libri che secondo te andrebbero letti almeno una volta nella vita?
Le stagioni di Giacomo, Rigoni Stern; La giornata d’uno scrutatore, Italo Calvino; Sostiene Pereira, Antonio Tabucchi

Prossimi progetti letterari in cantiere?
Un nuovo romanzo 

Se volete conoscere meglio Paola Predicatori e il suo bellissimo romanzo "Il tuo corpo adesso è un'isola" ascoltate Rock'n'Roll Radio il 19 ottobre '15 dalle 18.30. Paola sarà infatti ospite della trasmissione radiofonica Shokking Culture condatta da me e Marta Casanova, in onda tutti i lunedì sera


28 agosto '15, Rizzoli
pp. 248
prezzo di copertina €16,00
formato kindle €6,99
Tag:  Paola Predicatori, Il tuo corpo adesso è un'isola, Rizzoli, adolescenza, fuga, insofferenza, liberà, famiglia

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