Su MRS Stefania Bonomi e il suo Perché ti ho ho messo al mondo

Abbiamo intervistato l'autrice di una storia complessa e intensa, raccontata dalla voce di quattro donne, che fa riflettere sui legami e i forti sentimenti, spesso contrastanti e dolorosi, che uniscono, nel bene e nel male, una famiglia e determinano il rapporto genitori-figli

di Carlotta Pistone

Pubblicato sabato, 31 marzo 2012

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Courtesy of L'Autore Libri Firenze
Attraverso la voce, i pensieri e le tormentate vicissitudini di quattro donne, Perché ti ho messo al mondo, affronta problematiche familiari di grande attualità. Quando e per quale motivo hai deciso di dedicarti alla scrittura di questo romanzo?
Scrivo da sempre. Ho scelto il giornalismo come professione per ovviare alla necessità fisica e psicologica che ho di scrivere. Dieci anni di studi legali e vicende molto forti a livello emozionale che si sono conclusi con l’ottenimento della decadenza di potestà genitoriale hanno trovato uno sfogo naturale e una conseguente testimonianza nella scrittura. Non ho deciso di scrivere un libro. E’ il libro che ha scritto me.


Puoi brevemente delineare le quattro figure femminili protagoniste della tua storia? Quanto di te stessa hai messo in ognuna di loro?
Sveva (protagonista principale), Ginevra (madre di Sveva), Laura (seconda moglie del padre di Sveva) e Valentina (figlia di primo letto di Laura). Inizialmente al lettore sembra di essere su una griglia di partenza: tutte contro tutte. Ma durante il percorso la necessità di salvare il proprio cuore trasforma l’odio in amore. Protagonista la forza femminile, quella che spesso non si vede, ma esiste in ogni donna, soprattutto quando soffre. Ogni personaggio di questo libro, essendo scritto in prima persona l’ho vissuto con tutta me stessa, soprattutto a livello emozionale. Io sono tutte loro e, contemporaneamente, nessuna di loro.

Quattro donne molto diverse che vedono e raccontano la loro realtà delineando quattro punti di vista differenti, a volte contrastanti. E un uomo, Gregorio Maratti, che ne tiene uniti i destini con prepotenza ed estremo egoismo. Nel romanzo qual è il suo ruolo e, nonostante il dolore che provoca, per quale motivo resta il perno centrale dell’esistenza di queste donne?
La risposta si avrà alla fine del romanzo. Il mio consiglio, a chi intraprenderà questa lettura, è di non dare nulla per scontato. Se un uomo riesce ad avere una tale forza carismatica e affettiva significa che qualcosa di buono ha, e sa dare.  Ogni donna lo ama per motivi diversi.  Per Ginevra è il padre di sua figlia, concepita con grandissimo amore. Per Sveva è il suo riflesso. La parte di sé che rifiuta ma che contemporaneamente ama. Laura nutre nei confronti di quest’uomo una forma di riscatto alle sofferenze della sua vita e, contemporaneamente, una riconoscenza per averle regalato il successo. Valentina ne ama la forza, la determinatezza, l’amore per la figlia che lei avrebbe desiderato avere da suo padre.


Stefania con la figlia Flavia
Il romanzo ruota poi attorno a uno stato di malessere e incomprensione tra genitori e figli, figli che si chiedono “Perché mi hai messo al mondo?”. Nel tuo percorso di scrittura, e quindi di riflessione su questa domanda, sei riuscita a trovare una risposta?

Devo sinceramente ammettere che a mia madre non ho mai fatto questa domanda, ma me la sono più volte posta come madre. Mettere al mondo un figlio è un grande impegno che, in casi come il mio, diventa molto faticoso. Crescere un figlio senza un padre è difficilissimo. Il bambino ha sempre bisogno della controparte. Fare padre e madre insieme è impossibile e si è sempre a rischio di sbagliare.  E per un figlio gli errori saranno sempre di chi lo ha messo al mondo.
 
Famiglie allargate e diritto di paternità, due questioni estremamente attuali e spinose, centrali nel libro. Secondo la tua opinione come dovrebbero essere gestite, sempre restando nell’ottica del benessere di un figlio, e quindi accantonando tradimenti, vendette, ostilità che spesso sono il motore delle reazioni di marito e moglie?
Purtroppo le gestione serena di un rapporto quando finisce una relazione è rara. E i figli sono sempre le vittime di insofferenze e rapporti conflittuali tra i genitori che spesso li usano e li strumentalizzano. Le famiglie allargate non esistono. Esistono affetti sinceri e profondi che possono anche durare nel tempo. I diritti di padre e madre dovrebbero comunque sempre essere equamente condivisi. Purtroppo sono ancora troppi i casi di abbandono dei figli da parte dei padri, con una legge che difficilmente tutela, aiuta e protegge a dovere il genitore affidatario.


Stefania con la figlia Flavia e il romanzo
E come si comporta lo Stato italiano in tali frangenti? Quali sono, sempre sulla base della tua esperienza personale, i più gravi errori e le più evidenti carenze nella giurisdizione del nostro Paese su queste tematiche?

I figli contratti fuori dal matrimonio sono senza dubbio meno tutelati. Nelle separazioni vengono in primis contemplati i diritti dei figli. Quando la coppia non ha contratto matrimonio tutti i procedimenti diventano più lenti e cavillosi. E’ giusto considerare la paternità sacra, ma è giusto anche capire quando un uomo non è in grado né di esserlo, né di farlo, il padre. Obbligare un bambino a instaurare un rapporto con un padre che non nutre alcun interesse nei suoi confronti è psicologicamente gravissimo per quest’ultimo. I figli contratti fuori dal matrimonio sono ormai una realtà del nostro paese. Anche la burocrazia dovrebbe aggiornarsi. Una madre single con un figlio regolarmente riconosciuto da un padre che sparisce non può rovinarsi la vita rincorrendo giudici tutelari che, oltre a costare, devono intervenire per dare qualsiasi tipo di permesso richieda la compartecipazione del padre.
 
La scelta di incentrare la storia sulle vicende di una famiglia particolarmente facoltosa e in vista, anziché optare per realtà famigliari più comuni, o spesso addirittura disagiate, da cosa è derivata?
Un capitolo del libro è introdotto da questa frase “c’è gente così povera che possiede solo denaro”. C’è stato un periodo della mia vita in cui mi sono trovata a frequentare ambienti estremamente facoltosi dove la ricchezza aveva cancellato la spontaneità del sentimento e la bellezza delle cose semplici della vita. Sveva passa tutta la sua vita a rifiutare il denaro e la ricchezza della sua famiglia, cercando la vera bellezza delle cose nella viaggio, ossia nell’allontanamento fisico da tutto ciò che le appartiene.  
 

Andrea Pinketts e Stefania
Prima di concludere l’intervista vorrei che ci parlassi un po’ di te stessa.
A partire dalla numerose attività di cui ti occupi legate al mondo di scrittura e giornalismo, nonché qualche dettaglio sugli appuntamenti in corso per la presentazione del tuo romanzo d’esordio.

Ho una vita estremamente impegnata sotto il profilo professionale. L’attività di pubbliche relazioni occupa il 70% del mio tempo, il restante 30% lo dedico alla promozione del romanzo. Gli appuntamenti con il pubblico sono moltissimi. Dopo la presentazione ufficiale a Milano (8 marzo '12 presso la Mondadori Multicenter di via Marghera - foto nell'articolo) il libro è stato presentato a Firenze, Pesaro, Perugia e Roma. Farò parte della giuria del 2012 per quanto riguarda il concorso letterario “Racconti nella rete” di cui sono stata vincitrice nel 2008 con il racconto “La bestia dentro”. Ma la grande attesa è per l'assegnazione del Premio Letterario Nazionale per la donna scrittrice Rapallo Carige – XXVIII edizione 2012, dove il romanzo “Perché ti ho messo al mondo” è in concorso.
 

Pinketts, Stefania, Roberto Rasia dal Polo e Fabio Massimo Bonini
Cosa pensi della donna del XXI secolo? E nella tua vita quotidiana e lavorativa c’è una particolare icona femminile a cui ti ispiri o che credi possa essere un forte esempio per l’odierno universo femminile?

La donna del XXI secolo ha gli stessi sentimenti, le stesse aspirazioni, lo stesso amore per i figli delle donne dei secoli passati. Il sentimento filiale è intramontabile. Ci sono moltissime donne da prendere come esempio, ma non una in particolare. Odio gli estremismi e purtroppo nel mondo pubblico sono gli estremismi che fanno parlare.  La pura espressione dell’amore, della sofferenza e della speranza dell’animo femminile l’ho ritrovata solo nel “Diario di Anna Frank”

E infine: progetti in cantiere per il futuro?
Scrivere il prossimo romanzo. Trovare il tempo per farlo. Soprattutto.


Stefania Bonomi e il suo Perché ti ho messo al mondo sul web:
www.perchetihomessoalmondo.it


di Stefaania Bonomi
2012, L'Autore Libri Firenze
pp. 313   € 18,70


L'autrice sarà presente con il suo romanzo:
 
Martedì 3 Aprile 2012, ore 19.00
all'interno della manifestazione
Botteghe in Villa
presso la Residenza Vignale
Via Toti 2, Milano
Tag:  Perché ti ho messo al mondo, Stefania Bonomi, L'Autore Libri Firenze, donne, famiglia, tutela dei figli, paternità, Racconti della rete, Premio Letterario Nazionale per la donna scrittrice Rapallo Carige

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