Una chiacchierata con Annalisa Strada

A un giorno dall'uscita ufficiale del suo nuovo libro "La rivincita della mamma imperfetta" (Piemme Edizioni), abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l’autrice, che con ironia racconta la vita di una mamma imperfetta come tante

di Laura Argelati

Pubblicato lunedi, 8 settembre 2014

Rating: 5.0 Voti: 11
Vota:
Stampa Mail Bookmark Ingrandisci Rimpicciolisci
Ciao Annalisa e benvenuta su Mondo Rosa Shokking. Per iniziare e presentarti ai nostri lettori, ci racconti qualcosa di te?
Innanzitutto, sono molto felice di essere qui! Ho 45 anni, un marito e una figlia grandicella (be’, insomma… a 17 anni è quasi grande, no?). Vivo con 5 gatti e 3 cani (non solo perché sono più facili da gestire degli umani, ma perché li ho sempre amati) e ho una doppia vita: da sempre scrivo libri (manuali e libri per bambini) e da otto anni insegno lettere in una scuola secondaria di primo grado (che si fa più presto a dire “medie”, ma è obsoleto). Mi divido tra la cattedra, i fornelli, la scrivania e il sedile della mia auto.

Se tu dovessi descrivere te stessa attraverso cinque aggettivi, quali sceglieresti?
Disordinata, affabile, ansiosa, innamorata, curiosa.

E per descrivere una mamma imperfetta, quali useresti?
E’ valido se replico i cinque di cui sopra? No, vero? Allora rilancio: oberata, innamorata, ansiosa, determinata, tenace.

La tua idea di scrivere un libro dedicato all’essere moglie e madre, è nata dalla voglia di mettere nero su bianco sensazioni che tu stessa hai provato o lo hai scritto a prescindere dal tuo ruolo in famiglia?
In questo libro c’è molto di me, incluso il desiderio di un secondo figlio che però io non ho prodotto. Molte delle considerazioni di Lola sulla vita mi appartengono profondamente, altri dettagli li ho rubati alle vite che ho visto oppure ascoltato vivere e il resto è fantasia.

Sei moglie, mamma, autrice e molto altro. Se tu dovessi esprimere te stessa attraverso un grafico a torta, quale percentuale assegneresti a ciascun aspetto della tua vita?
Accidenti, questa domanda non è affatto facile. Ci sarebbero moltissime aree di sovrapposizione, perché le idee migliori mi vengono quando scrivo e cucino, perché quando parlo con mia figlia e con mio marito mi vengono idee che offro ai miei studenti come spunto, perché quando faccio la spesa ho il pensiero fisso dei compiti da correggere e dei testi che vorrei finire. Insomma, lo so, non ho risposto, ma per fare un grafico così i servirebbe una laurea in statistica!

Ci sono molti libri scritti da donne che hanno figli per raccontare la loro esperienza personale: alcuni ironici, altri melodrammatici, altri scritti con serietà e in tono quasi da manuale. Secondo te per una donna che vuole condividere e raccontare la propria esperienza di moglie, compagna e madre, che cosa è essenziale trasmettere ai lettori e alle lettrici?
Credo lo debba fare con buonumore e aprendo un sorriso. Le donne che hanno figli e lavorano sono molto abili nell’autoapprendimento e nell’automiglioramento per cui è difficile scrivere in un manuale una formula magica risolutiva (che sarebbe quello di cui avrebbero davvero bisogno) o consigli a cui non abbiano già pensato: sono già abbastanza affannate per cui non è il caso di rimandare loro un’immagine patetica del proprio modello, il sorriso e la solidarietà invece sono carburanti. Credo quindi che sia di questi ultimi che c’è più bisogno. Ciò non toglie nulla ai manuali sul tema o ai libri più toccanti: semplicemente, io non sarei capace di scriverne di piacevoli.

Che consigli ti sentiresti di dare alle donne sull’orlo di una crisi di nervi, stressate per famiglia, figli e lavoro?
Non mollate! (Tanto so che non lo fareste). Prendete una pausa solo per voi stesse. Regalatevi un bagno caldo, un caffè con le amiche, una passeggiata al parco, una fetta di torta, un nuovo smalto per le unghie (che poi probabilmente non userete). Ritrovate il vostro baricentro e stateci salde: siete preziose!

Per concludere, ci regali una delle frasi che preferisci del tuo libro “La rivincita della mamma imperfetta”?
Sarò banale, ma opto per una frase dal finale: “Non preferirei essere un’altra”. Sì, comunque siamo, siamo perfettamente imperfette e tanto basta. Posso bissare? Cito anche la dedica: “Alle mamme imperfette, con la certezza che la perfezione non è di questo mondo.”
Tag:  Annalisa Strada, La rivincita della mamma imperfetta, Edizioni Piemme, Intervista, Famiglia, Moglie, Mamma, Lavoro, Figli, Donna

Commenti

Di' la tua


Le foto presenti sul sito di Mondo Rosa Shokking sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione,
non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate

Testata giornalistica registrata. Registrazione numero 379 del 17 giugno 2008 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Stefano Martignoni