Food Truck

Storia e strategie vincenti dei veicoli protagonisti dello street food mondiale

di Francesca Gamba

Pubblicato giovedì, 12 marzo 2020

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La nascita del fenomeno dei food truck, anche se molto diversi da come li intendiamo noi oggi, risale alla fine del ‘600, quando nell’allora New Amsterdam (l’odierna New York), comparvero i primi carretti adibiti alla vendita di cibo sulle strade. Un paio di secoli dopo, invece, si iniziarono a vendere salsicce calde fuori dai dormitori universitari di Yale e Harvard a bordo dei push carts, i carretti da traino. Il passo successivo fu quello di adibire le biciclette a mezzi idonei per la vendita di alimenti, attrezzate in modo tale da poter supportare piccoli rimorchi carichi di cibo.

La prima vera e propria cucina mobile, affine a quello che abbiamo in mente noi contemporanei, si fa risalire al 1917, anno in cui per la prima volta vennero costruiti mezzi di questo tipo con l’obiettivo di sfamare le truppe americane. Negli anni ‘70 il fenomeno si evolse diventando inarrestabile: gli Stati Uniti si confermarono nazione simbolo del cibo da strada venduto da ambulanti su ruote.

A partire da Los Angeles, dove venne convertito il primo camioncino di gelati in uno per la vendita di tacos dando vita ai cosiddetti taqueros, presto si moltiplicarono “invadendo” le strade degli States. Dalla California a Manhattan, la moda dei food truck esplose colorando le città con tecnologici camion perfettamente organizzati per cucinare a vendere un’incredibile varietà multiculturale di pietanze: dai classici hamburger agli souvlaki greci, dai falafel ai waffle, fino agli ultimi modaioli food truck specializzati nella cucina vegan efancy food.

In Italia i furgoncini da cibo di strada si iniziarono a diffondere durante i primi decenni del XX secolo, assumendo la forma di paninoteche itineranti e propagando capillarmente per la Penisola le specialità del nostro Paese. La svolta avvenne però a partire dal 1948, con la diffusione degli Ape Piaggio (originariamente usati per la vendita di gelati e granite), veicoli estremamente versatili in grado di consentire modifiche e attrezzamenti aggiuntivi con poco prezzo.

Oggi i food truck sono ovunque nel mondo, non si contano precisamente ma quello che è certo è che ancora si tratta di un fenomeno in forte crescita, ponendosi sul mercato come una valida alternativa, economica e più veloce, ai tradizionali ristoranti. Man mano che si cambia paese, i food truck mutano adattandosi alle specialità del luogo ed è così che per esempio in Grecia i più diffusi sono quelli che vendonoghiros pita, in Spagna bocadillos ed empanadas, in Germania wurstel e zuppe.. mentre in Italia caratteristici sono quelli romani, attrezzati di girarrosto per la preparazione del panino con la porchetta di Ariccia, oppure quelli napoletani, specializzati nella vendita di fritture, spesso servite nel “cuoppo”. Terminati i tempi dell’improvvisazione, oggi i food truck si presentano come veri e propri ristoranti “viaggianti”, dotati di tutti i confort e dalla linea e dal design molto accattivanti.

Dai festival alle feste di quartiere, dalle celebrazioni private agli eventi di ogni tipo e genere, oggi non c’è luogo dove i food truck, coi loro colori, sapori e profumi, non siano presenti. Proprio perché il cibo di strada crea fermento e innovazione, è possibile anche considerarlo per le possibili opportunità di business che può generare. Diciamo subito che non esistono strategie consolidate o formule magiche che garantiscano al 100% il successo dell’impresa, ma ciò che è possibile fare è stilare una lista di aspetti determinanti per poter partire con il piede giusto. Scopriamola insieme:
  1. Avere le idee chiare: definire cosa si vuole vendere, attuare delle strategia solide di comunicazione e prefissarsi degli obiettivi da raggiungere, anche nel breve termine;
  2. Elaborare precisamente la propria idea di food truck: il mezzo di trasporto deve rappresentare lo stile del brand, pertanto la sua forma, le sue caratteristiche e le sue attrezzature sono elementi fondamentali da non trascurare;
  3. Attenzione alla scelta del prodotti da proporre: la scelta di cosa cucinare e vendere non può tenere conto solo dei propri gusti. Bisogna considerare il mercato e il contesto in cui si andrà a operare, capire i trend del momento e studiare a fondo la concorrenza… senza mai trascurare l’originalità;
  4. Professionalità e passione: per fare questo mestiere è necessario avere delle competenze specifiche, maturate attraverso lo studio e l’esperienza, bisogna saper fare con le gente, senza essere mai sprovvisti di pazienza e cordialità!
Tag:  food truck, ape car, cucina da strada, cucina internazionale, cucina mobile

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