Format Mercato Centrale

La riscoperta del mercato come luogo di fusione tra buon cibo, cultura e identità locale

di Francesca Gamba

Pubblicato venerdì, 28 febbraio 2020

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In Europa si sta verificando un fenomeno estremamente significativo, ossia la riscoperta dei mercati coperti, luoghi storicamente riconosciuti come fulcri centrali del commercio tangibile dei grandi e piccoli centri abitati.
 
Sparse per il continente esistono centinaia di realtà consolidate, quasi una per ogni città principale, ognuna delle quali ospita diversi venditori e artigiani locali pronti a proporre i propri prodotti ai tanti visitatori di passaggio.
 
Che si tratti di vendita diretta di materie prime, come carne, verdure, pesce, latticini, oppure chioschi adibiti allo street food, i mercati coperti sono uno dei fulcri centrali della cultura locale di un luogo.
 
Celeberrimi e ricchi di ogni specialità tradizionale (e non solo), sono la Boqueria di Barcellona, il Borough Market di Londra, il Markthalle di Berlino, il Markthal di Rotterdam, il Saluhall di Stoccolma, il Foodhallen di Amsterdam e il Kauppahalli di Helsinki; tutti baricentri della socialità locale, mete culto per ogni viaggio che si rispetti.
 
Una volta varcata la soglia di questi affascinanti market, si viene rapiti dalla vastità di scelta gastronomica a disposizione; assaggiare ogni singolo piatto, ogni specialità culinaria, ogni curiosità da mordere e da assaporare, richiede una buona quantità di tempo e di spirito d’avventura. Ma quale miglior modo può esistere per calarsi completamente nelle tradizioni e nelle usanze di una nazione?
 
Mercato Centrale: un successo made in Italy
 
Zoomando dal contesto europeo a quello italiano, è necessario soffermarsi sul progetto del Mercato Centrale, format ideato nel 2014 da Umberto Montano, imprenditore della ristorazione, e dal gruppo Human Company, leader nel settore del turismo. L’obiettivo del Mercato Centrale è quello di far dialogare il tessuto urbano con il buon cibo, con la qualità dei prodotti in vendita e con l’autentica artigianalità del “saper fare”.
 
La prima città coinvolta in questo progetto è stata Firenze quando, il 23 aprile 2014, ha visto inaugurare il Mercato Centrale Firenze al primo piano dello storico mercato di San Lorenzo, da lungo tempo luogo abbandonato a se stesso e oggi nuovo punto di riferimento per la città. A quello fiorentino, il 5 ottobre 2016, si aggiunge il Mercato Centrale Roma, situato nel quartiere Esquilino. La Cappa Mazzoniana dell’ex dopolavoro ferroviario, sede del mercato, è tornata a nuova vita proprio grazie a questa riqualificazione, dimostrando il successo di questa nuova idea fortemente identitaria. La terza inaugurazione del format, invece, ha coinvolto la capitale piemontese. Meno di un anno fa, il 13 aprile 2019, ha aperto i battenti il Mercato Centrale Torino a Porta Palazzo, frutto della riqualifica del Centro Palatino, riportato in auge grazie alle 28 botteghe che animano il mercato, aule didattiche e laboratori.
 
Grande novità di quest’anno è lo sbarco del Mercato Centrale a Milano, fissato per l’8 aprile 2020. La città meneghina ha riservato al progetto un’ampia area di due piani in Stazione Centrale, centro di passaggio dei tantissimi turisti e pendolari che ogni giorno raggiungono la metropoli lombarda. Il progetto milanese, così come quello che interessa le altre città italiane coinvolte, non è solo luogo per acquistare, mangiare e scoprire il buon cibo, bensì un vero e proprio hub culturale capace di fondere alimentazione e discipline artistiche. Grazie a un fitto calendario di eventi aperti a tutti, è così possibile riscoprire la funzione originaria del mercato, visto come luogo di incontro, scoperta, condivisione e partecipazione totale.
Tag:  mercato centrale, mercati coperti, market, food, ristoranti, materie prime

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