Un salto nel passato: gli anni ‘60

1960-1969. Gli anni in cui le donne erano femminili e burrose, gli anni del Presidente Kennedy e di Marilyn Monroe, quegli anni in cui purtroppo fu costruito il muro di Berlino, e che i nostri genitori ricordano spesso dicendo: “Si che stavamo bene..”

di Dea Mazzilli

Pubblicato lunedi, 31 maggio 2010

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Chi di voi da ragazzina non è mai andata a curiosare nell’armadio di mamma inciampando in gonne larghe, cinture dal diametro piccolissimo, guanti in seta, collane di perle e orecchini a bottone?
La donna era femminile fragile e trasmetteva un senso di materno calore.
E per un giorno “Occhio al look” vi vuole si femminili, ma con grinta, fragili solo all’apparenza e materne con moderazione. Come? Grazie ad un semplicissimo dress code anni sessanta.

Facciamo quindi appello ad una buona dose di fantasia e lasciamoci trasportare lontano..
Immaginate di essere su una Cadillac decapottabile, il vento tra i capelli e al vostro fianco un uomo bello quanto Rock Hudson (chiedete a mamma chi fu costui). Per prima cosa domate la vostra chioma scompigliata con un ampio foulard. Poi, ricordando che state trascorrendo un piacevole pomeriggio informale, abbinate un pinocchietto blu scuro ad una polo semplice in cotone leggero, un paio di mocassini scamosciati chiarissimi ai piedi e rossetto rosso su labbra setose. Un look poco impegnativo ma che vi farà apparire disinvolte e fresche in un’assolata giornata di fine primavera.

Siete appena entrate in zona happy hour e intorno a voi regna un’elegante e affettata monotonia: ovunque top neri e jeans a sigaretta, sandali e abbronzature oleate.
Voi donzelle rosashokking presentatevi all’appuntamento delle diciotto con una gonna larga ed in vita una sottile cintura a cingere la camicetta bon ton sbottonata con studiata discrezione.
La gonna a ruota, poi, è di per sé una certezza, in quanto esalta qualsiasi tipo di figura soprattutto se in tinta unita, accostata a camicette o polo dai colori shock che, in un gioco di contrasti cromatici, esalteranno il lato fresco e sbarazzino che vi appartiene.
Secondo voi, il tacco sarà d’obbligo? Ovviamente la risposta esatta è si!
Una pochette a libro, bianca o beige, et le jeux sont fait.

Un pomeriggio nella “Club house” di un circolo di golf, richiede charm e classe, e anche se il caldo afoso richiederebbe di più il bikini, non perdete l’occasione per indossare un giacchino bianco o beige stile Chanel su un tubino con scollatura squadrata, un giro di perle, che vi faccia sentire donne d’altri tempi e un paio di decolletè con tacco medio, meglio se aperte dietro, anche in questo caso come mademoiselle Coco ci ha insegnato. Poi, una volta sul green, toglietele e tenetele in mano con noncuranza. Sarete veramente radical chic!

“Occhio al look”, comunque, vi invita ad osare fino in fondo suggerendovi il vellutato tocco di un paio di guanti lunghi, rigorosamente in tinta col vestito o con la giacca. Occhiali da sole enormi con una montatura in plastica colorata per incorniciare il viso e sarete delle stupende discepole di Audrey.
Mi sento quasi una delle sorelle Fontana quando visualizzo l’immagine di voi, sul green, a piedi nudi!

E con questa visione retrò negli occhi vi lascio e mi preparo per tuffarmi in un altro decennio.
Tag:  anni '60, Chanel, Audrey Hepburn, foulard

Commenti

08-06-2010 - 12:22:00 - PARIS
LE JEU SON FAIT VUOL DIRE IL GIOCO SONO FATTI..SI DICE LES JEUX SONT FAITS... OVVERO I GIOCHI SONO FATTI...ALTRIMENTI..USATE L'ITALIANO!!!!!!!
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