Padri di nuova generazione

Intervista alla sociologa Tiziana Canal, autrice di “Paternità e cura Familiare. Quando il lavoro è condiviso” (Isfol 01/2012)

di Sara Avesani

Pubblicato lunedi, 12 marzo 2012

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“Da alcuni anni in ambito internazionale, da meno in Italia, si registra un crescente interesse nei confronti della paternità e delle maggiori cure che le nuove generazioni di padri riservano ai propri figli, i cosiddetti padri high-care”. Inizia così lo studio fatto dalla sociologa Tiziana Canal (Osservatorio Isfol n. 1/2012) che cerca di individuare quali fattori, sia femminili che maschili stanno favorendo il progressivo scardinamento della tradizionale divisione dei compiti familiari, “retribuito-maschile e riproduttivo-femminile” nel nostro paese. “La cosa più interessante è che sembrano essere le caratteristiche della donna ad influenzare maggiormente lo sviluppo della condivisione. “Una famiglia a doppio reddito, la tipologia di lavoro della donna, i suoi modelli socio-culturali femminili di riferimento e l’area geografica di residenza“ sono determinanti, vediamo perché nell’intervista.
 
Si può parlare di "rivoluzione della paternità"?
Credo sia presto per parlare di rivoluzione della paternità, non dimentichiamo che in Europa siamo ancora il paese in cui gli uomini danno il contributo minore nel lavoro domestico.  Qualcosa però sta cambiando, soprattutto nelle nuove generazioni, ed è  interessante osservare questi piccoli cambiamenti, che se non sono ancora così importanti dal punto di vista statistico, lo sono indubbiamente dal punto di vista culturale.
 
Qual è l’identikit del nuovo papà – uomo high care?
Il padre high care è, di solito giovane, ha un livello di istruzione medio-alto e vive soprattutto nelle regioni del Centro-Nord dell'Italia. Ha come partner una donna che lavora e quindi  condivide con lei  la cura dei figli e i lavori domestici.
 
“Dietro a un bravo papà c’è una grande donna”, cosa significa? Il cambiamento della coppia dipende più dalla donna o dall’uomo?
Nello studio che ho realizzato ho tentato di scovare quali siano le caratteristiche dell'uomo e della donna (ad esempio l'età, il titolo di studio, il tipo di lavoro svolto, etc.) che fanno sì che nella coppia, ci sia un padre high care. La scoperta interessante è stata che sono più importanti le caratteristiche della donna rispetto a quelle dell'uomo. Quindi sì, possiamo dire che in questo caso il cambiamento nella coppia dipende più dalla donna.
 
“Per agevolare la fine di una divisione dei ruoli di genere asimmetrica in famiglia”, quali strumenti legislativi si potrebbero utilizzare?
Io penso che l'utilizzo del congedo di paternità obbligatorio,(che tra l'altro l'Unione europea ha suggerito di inserire nei paesi in cui ancora non è presente), potrebbe essere un ottimo incentivo per favorire il cambiamento. Gli strumenti legislativi non possono certo fare miracoli, però molto spesso sono stati indispensabili per avviare e accelerare cambiamenti culturali importanti. 

Per leggere lo studio, cliccate qui.
Tag:  Tiziana Canal, Congedo parentale, occupazione femminile, padri high care, Isfol

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