Donne al vertice per l’azienda di domani

Intervista al presidente di Valore D, Alessandra Perrazzelli

di Sara Avesani

Pubblicato mercoledì, 6 ottobre 2010

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"Donne al Vertice per l’Azienda di Domani" è un progetto importante e innovativo a sostegno della crescita professionale e del talento femminile. Si tratta della “prima associazione creata in Italia con l’obiettivo di stimolare la crescita professionale delle donne, incoraggiare una loro maggiore rappresentanza ai vertici aziendali, facilitare lo scambio di esperienze tra aziende che hanno promosso al proprio interno programmi sulla leadership femminile”.

Abbiamo intervistato Alessandra Perrazzelli, presidente di Valore D e Head of International Affaire, CEO Intesa Sanpaolo Eurodesk – Intesa Sanpaolo Spa, la quale ci ha spiegato come con Valore D si voglia presentare un nuovo modello di leadership che rispetti le diversità, anche di stile. I valori per raggiungere posizioni ai vertici delle aziende, pensati, ormai troppo tempo fa, per l’universo maschile, devono essere rivisti in un’ ottica che prenda in considerazione le caratteristiche proprie delle donne. Nel percorso per il raggiungimento di posizioni apicali nuove strade devono essere intraprese. “Se guardiamo alle posizioni di leadership in Italia, la percentuale di presenza femminile scende drasticamente, evidenziando un vero problema di accesso alle posizioni più alte. Questa discrepanza deve far riflettere sul rischio di una perdita di talento e quindi di valore all’interno delle aziende”. C’è bisogno di innovazione e cambiamento nel sistema, Valore D è la spinta giusta per iniziare questo cammino in salita.

Come nasce Valore D e quali obiettivi si pone a distanza di poco più di un anno dalla nascita, visto i successi che ha ottenuto?
Il punto di partenza di Valore D è un numero: 4%, ovvero il tasso di rappresentanza femminile ai vertici delle aziende italiane nel 2008. Un risultato che ci posizionava dopo Bulgaria e Romania, le ultime nazioni che sono entrate nell’Unione Europea. Valore D nasce dalla voglia di cambiare le cose e di farlo in modo concreto. Unendo le forze e le voci. E' infatti la prima associazione di aziende che si impegnano a sostenere lo sviluppo e la crescita professionale delle donne per raggiungere un maggiore equilibrio tra i sessi nelle posizioni di maggiore responsabilità. Dopo 14 mesi abbiamo 37 aziende associate (eravamo in 11 quando siamo partiti), 150 donne manager coinvolte nell'erogazione delle attività dell'associazione, circa 1.300 donne d'azienda che hanno partecipato a una o più delle nostre iniziative. I prossimi passi prevedono senz'altro un ulteriore ampliamento della base associativa, la mappatura, diffusione e trasferimento delle best practice presenti nelle aziende, l'elaborazione di proposte specifiche anche in sede istituzionale.

Come favorite l'ingresso di nuove aziende all'interno dell'associazione - quali criteri devono essere rispettati? C'è un iter da seguire?
L'associazione è aperta a tutte le aziende e richiede solamente l'impegno ad adoperarsi per promuovere la presenza e la crescita dei talenti femminili in posizioni di rilievo manageriale, oltre al pagamento di un contributo associativo che varia a seconda della tipologia di associato. Una volta ricevuta la richiesta di adesione, il Consiglio Direttivo di Valore D la sottopone a votazione e successivamente delibera l'entrata della nuova azienda associata. Molti degli eventi da noi promossi sono aperti anche alla partecipazione di non associate, proprio per favorire il massimo della risonanza e stimolare l'interesse di chi ancora non fa parte dell'Associazione. Comunichiamo poi frequentemente le nostre iniziative e i risultati conseguiti attraverso le testate nazionali, il sito web e una newsletter.

Per favorire la leadership al femminile c'è bisogno di ripensare le logiche, le competenze e le caratteristiche dei manager che sono sostanzialmente maschili. Come ci state riuscendo? Quali sono i vostri progetti ed iniziative in merito?
In realtà c'è bisogno di fare due cose: cambiare alcune logiche e processi aziendali, che creano delle barriere alla crescita delle donne in azienda, e rendere le donne manager più consapevoli di poter accedere a questi ruoli. Nel primo gruppo di iniziative rientrano la mappatura delle best practice presenti nelle aziende di Valore D e la condivisione con le aziende associate, la promozione di una cultura legata al risultato e non alla presenza fisica in azienda, l'identificazione dei processi aziendali che possono contribuire a spingere le donne verso posizioni più alte. La seconda area la presidiamo con un progetto di mentorship cross-aziendale (unica iniziativa in Europa!), iniziative di skill building e role modeling, ovvero dando visibilità a donne di successo che possono essere di ispirazione per le più giovani.

E' difficile per ogni donna raggiungere posizioni ai vertici. Che consigli avete per le donne che non sono ancora manager ma che lottano ogni giorno in ufficio per far emergere la loro competenza? Avete qualche esempio concreto da riportarci?
Riassumerei la mia posizione in 6 punti. Innanzi tutto avere le idee chiare sugli obiettivi che si vogliono raggiungere. Poi avere fiducia in sé stesse, essere consapevoli del proprio valore. Acquisire le competenze che mancano, soprattutto la capacità di fare il gioco di squadra e tessere alleanze. Dare la giusta importanza alle relazioni e alla comunicazione interna: non basta fare, bisogna anche far sapere agli altri quello che si fa. Essere propositive: non aspettare che l'occasione arrivi, ma creare le opportunità. Infine, non rinunciare mai alla propria femminilità, alla capacità d’ascolto e di empatia. Le donne italiane possono avere tutte queste frecce al proprio arco!

Il vostro Osservatorio adempie a tutti i compiti per cui è stato creato nella sua attività di monitoraggio?
L'Osservatorio di Valore D è stato creato con due obiettivi: rilevare i fenomeni che caratterizzano il mercato del lavoro femminile e le barriere che ne ostacolano il progresso (e di conseguenza proporre soluzioni, come dimostrano le tre ricerche già realizzate), e monitorare l'effetto che le azioni e iniziative delle aziende associate a sostegno dei talenti femminili hanno prodotto sull'organizzazione e la performance aziendale. Un anno e mezzo fa, quando è nata Valore D, le aziende associate registravano una presenza femminile ai vertici pari all'11% (quasi tre volte il famoso 4% iniziale). Il nostro obiettivo è raggiungere nei prossimi anni almeno il 20-25% e nel maggio 2011 ci rimisureremo: alla fine, la miglior conferma della bontà della ricetta saranno i risultati.


Tag:  Valore D, Leadership femminile, talento, skill building, role modeling

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