Donne e media: GMMP 2010

I risultati della ricerca curati dall'Osservatorio di Pavia

di Chiara Bedetti

Pubblicato venerdì, 18 marzo 2011

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Probabilmente non ci avete mai fatto caso, ma anche le notizie hanno, per così dire, un sesso. E chi fa notizia in Italia? Soprattutto gli uomini! La presenza femminile nelle notizie, infatti, è limitata ad un misero 19% e ben 1/4 di queste donne sono citate in quanto vittime. Gli “esperti” sono uomini nell’86% dei casi, mentre le donne reporter – anche se quantitativamente di poco superiori ai colleghi maschi – ci informano su media, arti, sport, celebrità, scienza e salute. Solo il 26% delle giornaliste si occupa di politica.

“I dati raccolti ed elaborati nell’ambito del  GMMP, Global Media Monitoring Project - il più ampio monitoraggio internazionale che ha lo scopo di studiare come le donne e gli uomini sono rappresentati nell’ informazione - indicano che l’Italia evidenzia un certo ritardo nell’inclusione delle donne nell’informazione” spiega Monia Azzalini, responsabile del settore di ricerca su Gender e Media presso l’Osservatorio di Pavia, che ha coordinato con Claudia Padovani, ricercatrice presso l’Università di Padova, l’edizione 2010 del GMMP Italia.
 
La quarta edizione del GMMP si è svolta il 10 novembre 2009, giornata nella quale sono state analizzate in ottica di genere le notizie apparse su quotidiani, radio e televisioni in oltre 100 paesi nel mondo. “Rispetto alle precedenti edizioni del GMMP – svolte nel 1995, nel 2000 e nel 2005 - sia i risultati internazionali sia quelli italiani rilevano qualche miglioramento, seppur insufficiente.  La visibilità femminile globale, per esempio, è passata dal 17% al 24%, quella italiana dal 14% al 19%. "Un progresso tangibile, ma molto lento” continua Azzalini, che sottolinea  un altro elemento, rilevante in una prospettiva di pari opportunità:  “Le notizie redatte da donne, rispetto a quelle redatte dagli uomini, danno maggior centralità alle donne stesse, concorrono di più a sfidare gli stereotipi di genere e di meno a rafforzarli”.

Quali azioni potrebbero, quindi, essere intraprese per favorire concretamente una maggiore inclusione delle donne nell’informazione? Monia Azzalini e Claudia Padovani hanno individuato alcuni obiettivi strategici - inclusi nel Report italiano sul GMMP 2010 - in linea con quelli internazionali:
-     favorire il dibattito e la discussione sul GMMP e su altre ricerche in modo da sviluppare le condizioni per una conversazione a più voci costruita verso obiettivi comuni e finalità concrete;
-    promuovere una maggiore consapevolezza pubblica delle iniziative che compongono il panorama italiano, rendendole accessibili ad un pubblico più ampio;
-    favorire la formazione e le attività didattiche, sia a livello della formazione professionale dei giornalisti sia, più in generale, nei programmi di alfabetizzazione mediatica, così come nei corsi di Scienze della Comunicazione;
-    sviluppare una competenza approfondita e completa dei vincoli culturali, economici e politici che agiscono sulla trasformazione lenta del newsmaking rispetto al genere in Italia;
-    attivare un canale di comunicazione e una linea d’azione con gli interlocutori politici e le strutture professionali dei media per promuovere i principi della rappresentazione bilanciata rispetto al genere e della partecipazione delle donne in tutti media.
 
Obiettivi ambiziosi che richiederanno tempo e impegno per essere raggiunti. Nel frattempo, una prima azione concreta in questa direzione è stata realizzata dall’Osservatorio di Pavia che ha recentemente costituito l’Osservatorio Europeo sulle rappresentazioni di genere, di cui Monia Azzalini è la responsabile.
“Si tratta di un monitoraggio permanente sulla visibilità delle donne e degli uomini in 15 testate giornalistiche di Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna”, spiega Azzalini. “Nato sul modello del Global Media Monitoring Project, questo monitoraggio ha come obiettivo quello di tenere sotto costante osservazione la quota di donne presenti nell’informazione dei telegiornali, come persone capaci di fare notizia e come giornaliste, il loro ruolo e le loro caratteristiche socio-demografiche e, dentro le notizie, di cogliere eventuali stereotipi, così come la capacità di sfidarli o di portare nell’informazione quotidiana questioni e prospettive di genere. La dimensione del campione consentirà di confrontare il gender setting dei notiziari italiani con quello dei principali telegiornali europei, pubblici e privati, in una prospettiva più ampia e anche più efficace, rispetto alle ricerche e ai monitoraggi realizzati finora in Italia”.
Tag:  GMMP, Monia Azzalini, Claudia Padovani, Osservatorio di Pavia, Donne e media

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